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Bonus colonnine: ci sarà fino al 2030, ma lo sportello non è ancora aperto

Il Governo conferma il bonus colonnine domestiche fino al 31 marzo 2030: un contributo dell’80% della spesa per acquisto e posa di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, con un tetto di 1.500 euro per le persone fisiche e di 8.000 euro per gli impianti condominiali. Le modalità per presentare la domanda, però, non sono ancora state definite: vediamo cosa prevede il decreto e cosa sappiamo finora.

Con il contributo esperto di:
articolo di:
24 luglio 2026
Colonnine di ricarica per due auto elettriche

Il bonus colonnine domestiche non è una novità: tramite il DPCM Automotive del 10 giugno 2026 viene infatti rifinanziata e prorogata l’agevolazione scaduta nel 2025. Il provvedimento destina alla misura 68 milioni di euro complessivi per il periodo 2026-2030, comprensivi di 10 milioni di euro avanzati nel 2025: 15 milioni per ciascuno degli anni dal 2026 al 2029 e 8 milioni per il 2030.

L’impianto della misura resta invariato rispetto alle edizioni precedenti, ma le modalità operative saranno definite con un successivo provvedimento del Direttore generale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

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Chi ha diritto al bonus colonnine

Il bonus spetta per l’acquisto di infrastrutture di potenza standard per la ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica da parte di utenti domestici; rimangono quindi escluse le installazioni effettuate dalle imprese.

Il bonus colonnine di ricarica per veicoli elettrici viene riconosciuto sia ai singoli contribuenti sia ai condomìni. Il contributo verrà riconosciuto, però, con limiti di spesa differenziati in base al soggetto che sostiene la spesa. I tetti, sui quali si calcola l’80% del contributo, sono:

  • 1.500 euro per le persone fisiche che installano la colonnina, corrispondenti, in pratica, a una spesa massima agevolabile di circa 1.875 euro;
  • 8.000 euro per gli edifici condominiali, per la posa in opera sulle parti comuni, corrispondenti a una spesa massima agevolabile di circa 10.000 euro.

È bene ricordare che, per poter installare le colonnine in condominio, serve raggiungere in assemblea un quorum analogo a quello del Superbonus, ovvero la maggioranza dei presenti e almeno un terzo del valore dell’edificio.

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Come si richiederà il bonus colonnine 2026?

Le modalità operative di richiesta del bonus saranno stabilite da uno o più provvedimenti del Direttore generale per la politica industriale, la riconversione e la crisi industriale, l’innovazione, le PMI e il Made in Italy: non è quindi ancora possibile presentare la domanda.

Nella precedente edizione, relativa al bonus colonnine 2024, la richiesta andava compilata online sulla piattaforma del Ministero, con accesso tramite SPID, CIE o CNS. Era inoltre necessario disporre di una PEC. È plausibile che la nuova edizione segua lo stesso iter.

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Quando si può chiedere il bonus?

Non è stata ancora fissata una finestra per la presentazione delle domande: la data di apertura dello sportello dipende dal provvedimento attuativo del Ministero, che non è stato ancora pubblicato.

Le precedenti edizioni del bonus hanno previsto l’apertura, per alcuni mesi, di sportelli temporanei, con l’esame delle domande in ordine cronologico fino all’esaurimento delle risorse annuali.

Conviene acquistare la colonnina prima dell’apertura?

Al momento, non essendo ancora stata indicata la data a partire dalla quale la spesa sostenuta sarà ammissibile al bonus, per chi non ha urgenza conviene attendere il decreto attuativo. Chi deve invece procedere prima dovrebbe almeno:

  • richiedere una fattura con la descrizione dettagliata della fornitura e dell’installazione;
  • utilizzare esclusivamente pagamenti tracciabili;
  • conservare preventivo, fatture, quietanze ed estratto conto;
  • separare chiaramente le voci relative alla colonnina dalle eventuali opere non pertinenti;
  • evitare di utilizzare un’altra agevolazione sulle stesse spese.
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Quanto vale il bonus colonnine

Il bonus colonnine è pari all’80% della spesa sostenuta complessivamente per l’acquisto dei materiali e per la manodopera necessaria all’installazione. Questa percentuale è però riconosciuta entro i limiti di spesa massimi previsti, che per i privati sono pari a 1.875 euro e per i condomìni a 10.000 euro.

Esempi di contributi erogati ai privati

Spesa complessiva 80% della spesa Contributo effettivo Spesa non rimborsata
1.000 euro 800 euro 800 euro 200 euro
1.500 euro 1.200 euro 1.200 euro 300 euro
1.875 euro 1.500 euro 1.500 euro 375 euro
2.000 euro 1.600 euro 1.500 euro 500 euro
3.000 euro 2.400 euro 1.500 euro 1.500 euro

Esempi di contributi erogati ai condomìni

Spesa complessiva 80% della spesa Contributo effettivo Spesa non rimborsata
5.000 euro 4.000 euro 4.000 euro 1.000 euro
8.000 euro 6.400 euro 6.400 euro 1.600 euro
10.000 euro 8.000 euro 8.000 euro 2.000 euro
12.000 euro 9.600 euro 8.000 euro 4.000 euro

Quali spese potrebbero rientrare nel bonus

Nelle precedenti edizioni erano ammesse non soltanto la colonnina o la wallbox, ma anche diverse spese collegate:

  • posa e installazione;
  • impianti elettrici;
  • opere edili strettamente necessarie;
  • dispositivi per il monitoraggio;
  • progettazione, direzione dei lavori, sicurezza e collaudi;
  • eventuale connessione alla rete tramite un nuovo POD.

Le regole richiedevano inoltre che l’infrastruttura fosse nuova, di potenza standard e destinata a uso privato o collettivo condominiale, senza accesso al pubblico.

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Domande frequenti

Il bonus è già attivo?

La misura è stata confermata e finanziata, ma il nuovo sportello per presentare le domande non risulta ancora aperto.

Quanto riceve un privato?

L’80% della spesa, con un massimo di 1.500 euro. Il contributo massimo si raggiunge con almeno 1.875 euro di spese ammissibili.

Quanto può ricevere un condominio?

L’80% della spesa, fino a un massimo di 8.000 euro. Per raggiungere il limite massimo occorre una spesa agevolabile di almeno 10.000 euro.

Posso ottenere il contributo acquistando soltanto la wallbox?

Nelle precedenti edizioni no: era necessario completare anche la posa. Questa condizione dovrà essere verificata nel nuovo provvedimento.

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