Bonus colonnine 2026: domande dal 22 settembre
Al via finalmente le richieste del bonus colonnine elettriche domestiche (finanziato dal governo fino al 2030). La domanda si presenta dal 22 settembre 2026 sul portale Invitalia e dà diritto a un contributo dell’80% della spesa, fino a 1.500 euro per privati e 8.000 euro per condomini: ecco documenti scadenze e errori da evitare.
Il bonus colonnine domestiche non è una novità: tramite il DPCM Automotive del 10 giugno 2026 viene infatti rifinanziata e prorogata l’agevolazione scaduta nel 2025. Il provvedimento destina alla misura 68 milioni di euro complessivi per il periodo 2026-2030, comprensivi di 10 milioni di euro avanzati nel 2025: 15 milioni per ciascuno degli anni dal 2026 al 2029 e 8 milioni per il 2030.
Le modalità operative sono state definite con il decreto direttoriale del 4 agosto 2026, mentre i termini di apertura e chiusura dello sportello sono stati fissati con il decreto direttoriale dell'11 settembre 2026. Vediamo quali sono.
Torna all'inizioCome si richiede il bonus colonnine 2026
La domanda si può presentare dal 22 settembre al 31 gennaio 2027 esclusivamente online, tramite la piattaforma indicata da Invitalia, il soggetto che gestisce la misura per conto del Ministero. L'accesso avviene con SPID, CIE o CNS; è inoltre obbligatorio disporre di un indirizzo PEC attivo per tutta la durata della procedura.
Ogni soggetto beneficiario, persona fisica o condominio, può presentare una sola domanda. Se la prima domanda viene dichiarata improcedibile, è ammessa una sola domanda successiva, da presentare comunque entro il 31 gennaio 2027 e nei limiti delle risorse disponibili; se anche la seconda risulta improcedibile, non si può più fare domanda.
I documenti da preparare prima di aprire la piattaforma
Prima di accedere alla piattaforma conviene avere già pronti tutti i documenti richiesti perché una domanda incompleta viene dichiarata improcedibile.
Per i privati servono:
- documento d'identità e codice fiscale del richiedente;
- fatture elettroniche relative all'acquisto e all'installazione, in formato XML, scaricate dal portale dell'Agenzia delle Entrate;
- estratti conto che dimostrino i pagamenti collegati a quelle fatture;
- relazione finale sull'investimento realizzato e sulle spese sostenute;
- dichiarazione di conformità dell'installatore, che attesti l'avvenuta installazione;
- coordinate del conto corrente su cui ricevere il contributo;
- un indirizzo PEC attivo.
Per i condomìni si aggiungono:
- codice fiscale del condominio e documento d'identità dell'amministratore pro tempore (o del condomino delegato, nei condomìni fino a 8 partecipanti), con dichiarazione di possedere i requisiti di legge;
- delibera assembleare che autorizza i lavori sulle parti comuni, con dichiarazione dell'amministratore che la delibera non è stata impugnata.
Gli errori che rendono la domanda improcedibile
Le FAQ del Ministero segnalano alcuni errori che bloccano la domanda presentata o fanno perdere il contributo:
- pagare o aver pagato in contanti, invece che con bonifico bancario, SEPA Credit Transfer o carta di credito/debito intestata al beneficiario;
- usare un conto corrente non intestato al richiedente (o al condominio);
- presentare la domanda quando acquisto e installazione non sono ancora stati entrambi completati;
- allegare una fattura non elettronica, senza che il fornitore rientri nei casi di esonero previsti dalla legge;
- chiedere il bonus per spese già coperte da un'altra agevolazione;
presentare più di una domanda per soggetto beneficiario, salvo l'unica domanda ulteriore ammessa in caso di improcedibilità della prima.
Torna all'inizioQuando si può chiedere il bonus?
Come abbiamo visto, le domande si possono presentare dalle ore 12:00 del 22 settembre 2026 fino alle ore 12:00 del 31 gennaio 2027. A occuparsi dell'istruttoria è Invitalia, che esamina le domande in ordine cronologico di arrivo, fino a esaurimento dei 15 milioni di euro stanziati per lo sportello. Se le risorse si esauriscono prima, il Ministero lo comunica con un avviso sul proprio sito e lo sportello chiude in anticipo. Per questo motivo, se hai già sostenuto la spesa, ti conviene presentare quanto prima la domanda senza rischiare di perdere il contributo per l’esaurimento dei fondi stanziati.
La timeline della misura:
- 26 giugno 2026: prima data utile per l'installazione ammissibile al bonus 2026;
- 22 settembre 2026, ore 12: apertura delle domande;
- 31 dicembre 2026: ultima data utile per completare l'installazione nell'annualità 2026;
- 31 gennaio 2027, ore 12: chiusura dello sportello per l'annualità 2026.
Conviene acquistare la colonnina prima dell’apertura?
Il decreto direttoriale del 4 agosto 2026 ha fissato che per l'annualità 2026, sono ammissibili al bonus le infrastrutture la cui installazione è stata completata tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026. Chi ha già acquistato e fatto installare la colonnina in questa finestra può presentare domanda dal 22 settembre; chi deve ancora procedere ha tempo fino al 31 dicembre per restare nell'annualità 2026.
Chi deve invece procedere prima dovrebbe almeno:
- farsi rilasciare una fattura elettronica (non una ricevuta o uno scontrino) con la descrizione dettagliata di fornitura e installazione perché è uno dei documenti obbligatori da allegare alla domanda;
- pagare esclusivamente con bonifico bancario, o carta di credito/debito intestata al beneficiario, da un conto corrente a sua volta intestato al beneficiario (i pagamenti in contanti escludono dal bonus);
- conservare preventivo, fatture, quietanze, estratto conto e la dichiarazione conformità dell’installatore ;
- separare chiaramente le voci relative alla colonnina dalle eventuali opere non pertinenti;
- evitare di utilizzare un’altra agevolazione sulle stesse spese.
Chi ha diritto al bonus colonnine
Il bonus spetta per l’acquisto di infrastrutture di potenza standard per la ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica da parte di utenti domestici; rimangono quindi escluse le installazioni effettuate dalle imprese.
Il bonus colonnine di ricarica per veicoli elettrici viene riconosciuto sia ai singoli contribuenti sia ai condomìni. Il contributo verrà riconosciuto, però, con limiti di spesa differenziati in base al soggetto che sostiene la spesa. I tetti, sui quali si calcola l’80% del contributo, sono:
- 1.500 euro per le persone fisiche che installano la colonnina, corrispondenti, in pratica, a una spesa massima agevolabile di circa 1.875 euro;
- 8.000 euro per gli edifici condominiali, per la posa in opera sulle parti comuni, corrispondenti a una spesa massima agevolabile di circa 10.000 euro.
È bene ricordare che, per poter installare le colonnine in condominio, serve raggiungere in assemblea un quorum analogo a quello del Superbonus, ovvero la maggioranza dei presenti e almeno un terzo del valore dell’edificio.
Torna all'inizioQuanto vale il bonus colonnine
Il bonus colonnine è pari all’80% della spesa sostenuta complessivamente per l’acquisto dei materiali e per la manodopera necessaria all’installazione. Questa percentuale è però riconosciuta entro i limiti di spesa massimi previsti, che per i privati sono pari a 1.875 euro e per i condomìni a 10.000 euro.
Esempi di contributi erogati ai privati
| Spesa complessiva | 80% della spesa | Contributo effettivo | Spesa non rimborsata |
|---|---|---|---|
| 1.000 euro | 800 euro | 800 euro | 200 euro |
| 1.500 euro | 1.200 euro | 1.200 euro | 300 euro |
| 1.875 euro | 1.500 euro | 1.500 euro | 375 euro |
| 2.000 euro | 1.600 euro | 1.500 euro | 500 euro |
| 3.000 euro | 2.400 euro | 1.500 euro | 1.500 euro |
Esempi di contributi erogati ai condomìni
| Spesa complessiva | 80% della spesa | Contributo effettivo | Spesa non rimborsata |
|---|---|---|---|
| 5.000 euro | 4.000 euro | 4.000 euro | 1.000 euro |
| 8.000 euro | 6.400 euro | 6.400 euro | 1.600 euro |
| 10.000 euro | 8.000 euro | 8.000 euro | 2.000 euro |
| 12.000 euro | 9.600 euro | 8.000 euro | 4.000 euro |
Quali spese potrebbero rientrare nel bonus
Il decreto conferma che sono ammesse al contributo non soltanto la colonnina o la wallbox, ma anche diverse spese collegate:
- posa e installazione;
- impianti elettrici;
- •opere edili strettamente necessarie;
- dispositivi per il monitoraggio;
- progettazione, direzione dei lavori, sicurezza e collaudi;
- eventuale connessione alla rete tramite un nuovo POD.
regole richiedono inoltre che l'infrastruttura sia nuova di fabbrica, di potenza standard e destinata a uso esclusivamente privato (o collettivo, per i condomìni), senza accesso al pubblico.
Infine, se sei alla ricerca di un'auto elettrica, puoi mettere a confronto più di 100 modelli tra elettriche pure e ibride.
Torna all'inizioDomande frequenti
Il bonus arriva sottoforma di detrazione nella dichiarazione dei redditi?
No, il bonus colonnine viene rimborsato direttamente sul conto corrente fornito in fase di presentazione della domanda. Non viene rateizzato e non va indicato nella dichiarazione dei redditi.
Posso ottenere il contributo acquistando soltanto la wallbox?
No: il contributo spetta solo se acquisto e posa in opera sono stati entrambi completati. Il solo acquisto della wallbox, senza installazione, non basta per presentare la domanda.
Cosa succede se la domanda viene dichiarata improcedibile?
È ammessa una sola domanda successiva, da presentare entro il 31 gennaio 2027 e nei limiti delle risorse disponibili. Se anche la seconda domanda risulta improcedibile, non è più possibile fare domanda.
Il bonus colonnine si può cumulare con altre agevolazioni?
No: non si può ottenere il bonus colonnine per spese già oggetto di altri incentivi.
Quando arriva il rimborso?
Invitalia ha precisato che il rimborso arriva entro 90 giorni dal termine ultimo di presentazione delle domande. Di conseguenza, i rimborsi arrivano nel primo quadrimestre 2027.
Non ho ancora l’estratto conto definitivo: posso presentare la domanda?
Sì, purché il pagamento sia già stato effettuato e possa essere documentato secondo le modalità previste. Se l’estratto conto non è ancora disponibile, è possibile allegare la richiesta fatta alla banca insieme alla lista dei movimenti del conto timbrata e firmata dall’istituto, così da dimostrare il pagamento collegato alla fattura.
