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Truffa degli investimenti: occhio al video deepfake di Panetta. Come difendersi

Immagini, video e articoli falsi mostrano il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta mentre sembra promuovere piattaforme di investimento. È un deepfake realizzato con l’intelligenza artificiale e finalizzato presumibilmente a una truffa. Vediamo che cosa contiene, su quali leve fa affidamento, come verificarlo e cosa fare se si è dato seguito alle richieste.

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14 settembre 2026
Avviso truffa con immagine Governatore Fabio Panetta

Fabio Panetta non sta consigliando piattaforme sulle quali investire: i contenuti che lo mostrano in trasmissioni televisive o in altri contesti mediatici sono falsi e non sono mai stati autorizzati dalla Banca d’Italia. Volto, voce e ambientazione possono essere manipolati con l’intelligenza artificiale per rendere credibile un messaggio fraudolento e convincere chi lo guarda a seguire le indicazioni ricevute.

La regola da applicare è semplice: non cliccare, non investire e non condividere il filmato. Prima di fidarsi bisogna cercare la stessa comunicazione sul sito o sui canali social ufficiali della Banca d’Italia. L’Istituto ha denunciato i falsi alle autorità competenti e, quando li intercetta, ne chiede l’oscuramento. Lo spiega la stessa Banca d’Italia nell’avviso sui falsi contenuti che utilizzano l’immagine di Fabio Panetta.

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Cosa dice il videomessaggio di Panetta

Il contenuto fa apparire Fabio Panetta come protagonista o ospite di note trasmissioni televisive e di altri contesti mediatici. La sua immagine viene associata alla promozione di piattaforme di investimento, facendo credere che il governatore le conosca, le sostenga o le consideri affidabili.

Le fonti ufficiali non riportano un copione unico né specifiche promesse di rendimento: parlano di diversi video, immagini e articoli falsi. Questo significa che testi, ambientazioni e richieste possono cambiare. L’elemento comune è l’uso indebito dell’identità di Panetta per dare autorevolezza a un messaggio legato agli investimenti.

La Banca d’Italia è netta: nessuno dei fatti rappresentati corrisponde alla realtà e nessuno dei video è stato autorizzato, anche quando compaiono riferimenti espliciti all’Istituto. La prima segnalazione ufficiale risale al 26 febbraio 2026; un nuovo avviso pubblicato a luglio conferma che altri contenuti hanno continuato a circolare.

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Perché è un deepfake e da cosa si riconosce

È un deepfake perché l’intelligenza artificiale viene utilizzata per attribuire a una persona reale parole, azioni o apparizioni che non sono mai avvenute. Nel caso di Panetta, la conferma decisiva non deriva da una piccola imperfezione del filmato, ma dalla smentita della Banca d’Italia: i fatti mostrati sono falsi e i video non sono autorizzati.

Non sempre, infatti, un deepfake si riconosce a colpo d’occhio. Immagini, voce e contesto possono risultare convincenti, soprattutto quando il video riprende la grafica o l’ambientazione di una trasmissione conosciuta. Per questo non bisogna limitarsi a osservare la qualità tecnica del contenuto: il controllo più affidabile è verificare se il messaggio esiste sui canali ufficiali dell’istituzione o della persona coinvolta.

Un altro importante campanello d’allarme è l’abbinamento tra una figura istituzionale e la promozione di una piattaforma di investimento. Se il video invita a cliccare, registrarsi, lasciare i propri contatti o versare denaro, non bisogna dare seguito alla richiesta.

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Su cosa fa leva il meccanismo di questa truffa

La truffa sfrutta soprattutto l’autorevolezza attribuita al governatore della Banca d’Italia. Vedere Fabio Panetta apparentemente impegnato a parlare di una piattaforma può ridurre la diffidenza e indurre a considerare l’iniziativa controllata o sostenuta da un’istituzione pubblica.

Anche l’ambientazione contribuisce all’inganno: una trasmissione televisiva conosciuta o un contesto mediatico familiare danno al contenuto un’apparenza giornalistica. L’intelligenza artificiale rende poi più credibile l’accostamento, facendo sembrare autentici fatti e dichiarazioni inventati.

È proprio questa combinazione (volto autorevole, contesto riconoscibile e proposta di investimento) a dover far scattare il dubbio. Il video non dimostra né l’affidabilità della piattaforma né l’esistenza di un’approvazione istituzionale.

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Quali verifiche si possono fare

La verifica più importante consiste nel cercare la comunicazione sul sito ufficiale della Banca d’Italia e sui suoi profili social istituzionali. Se un messaggio attribuito all’Istituto o al governatore non compare su questi canali, non bisogna considerarlo autentico soltanto perché il video appare realistico.

È inoltre opportuno non utilizzare il collegamento presente nel post, nell’annuncio o nel messaggio ricevuto. Per effettuare il controllo bisogna raggiungere il sito ufficiale digitandone direttamente l’indirizzo o utilizzando i canali già conosciuti.

La Banca d’Italia raccomanda tre comportamenti precisi: diffidare del contenuto, non rispondere alle richieste ed evitare di condividerlo. Inoltrarlo ad amici o conoscenti, anche soltanto per chiedere un parere, può aumentarne involontariamente la diffusione.

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Cosa si può fare se si è cascati nel tranello

Se si sono comunicati dati bancari, utilizzato uno strumento di pagamento o trasferito denaro, bisogna contattare immediatamente la propria banca o l’intermediario finanziario. La rapidità permette all’istituto di valutare e attivare le contromisure disponibili.

È possibile denunciare l’accaduto alla Polizia postale e delle comunicazioni. Conviene conservare il maggior numero possibile di elementi utili: collegamento al contenuto, screenshot, messaggi ricevuti, nome della piattaforma, recapiti utilizzati dai presunti consulenti e ricevute dei pagamenti.

Se il confronto con la banca non risolve il problema, si può presentare un reclamo all’intermediario. Per le controversie relative ai servizi di pagamento la risposta deve arrivare entro 15 giorni lavorativi. In seguito, in presenza dei presupposti, si può presentare un esposto alla Banca d’Italia o rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario, dopo avere già reclamato presso la banca. Tutte le indicazioni sono raccolte nella guida della Banca d’Italia su cosa fare se si è vittima di una truffa.

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Tentativo di truffa? Segnalalo

Le truffe che sfruttano i deepfake, falsi video creati con l’intelligenza artificiale, iniziano a essere più comuni di quanto si possa pensare, come dimostra anche la falsa Lite tra Lilli Gruber e John Elkann di cui abbiamo già parlato. Si inseriscono in un panorama più ampio di raggiri digitali legati alle potenzialità dell’AI.

Proprio per aiutare i consumatori a reagire, abbiamo creato una piattaforma per segnalare le truffe online nell’ambito del progetto Digitalizzati, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il progetto promuove un utilizzo consapevole delle tecnologie e rafforza la capacità dei cittadini di difendersi dalle frodi online. Se hai visto il falso video di Panetta o contenuti simili, segnalali: far emergere un tentativo di truffa serve a proteggere anche gli altri cittadini.

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IL CONSIGLIO DELL'ESPERTO
Luca Cartapatti - Giornalista, esperto di Ai e nuove tecnologie
Non serve stabilire a occhio se voce e labiale siano perfetti: il controllo decisivo si fa fuori dal video. Se una figura istituzionale sembra promuovere un investimento, non usare i link proposti e cerca la notizia sul sito ufficiale dell’ente. Se non trovi conferma, fermati. Nel caso di Panetta la smentita è già arrivata: i contenuti sono falsi, non autorizzati e non vanno condivisi.