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SMS e chiamate INPS: quando è una truffa e come capirlo subito

Hai ricevuto un sms o una chiamata a nome Inps e non sai se fidarti? Ecco come riconoscere subito se è una truffa (smishing, finti operatori, falsi funzionari), cosa fare se hai già fornito i tuoi dati e dove segnalare il tentativo truffaldino alla Polizia Postale e all'Inps.

Con il contributo esperto di:
articolo di:
29 luglio 2026
Inps phishing

L'Inps non invia mai sms con link da cliccare e non chiede mai dati personali o bancari per telefono: chi riceve una comunicazione che lo fa, a nome dell'Istituto, si trova davanti a un tentativo di truffa. Questa è l'informazione più importante da sapere quando si rimane vittime di questo raggiro che sfrutta il nome dell'Inps. Ma come vengono raggiunti i cittadini?

Il contatto può arrivare in modi diversi. A volte è un SMS urgente, altre una telefonata apparentemente rassicurante; più raramente, qualcuno si presenta alla porta o promette prestiti e agevolazioni come presunto “partner INPS”. Per riconoscerle non servono competenze tecniche: bastano alcuni controlli mirati. Se hai già fornito dati personali o bancari, ecco cosa fare per limitare i danni.

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Sms Inps: quando è vero e quando è una truffa

Un Sms autentico dell’INPS ha una funzione limitata: ti avvisa che esiste una comunicazione relativa, per esempio, a una pratica o a un pagamento. Non ti chiede di completare l’operazione dentro il messaggio. Per leggere i dettagli devi entrare autonomamente nell’area riservata. Il link cliccabile è quindi il primo segnale d’allarme. Non seguirlo, anche quando l’indirizzo sembra credibile.

Come sono fatti gli Sms truffa

Il meccanismo dello smishing a tema Inps segue quasi sempre lo stesso schema. Il messaggio usa toni di minaccia, ad esempio segnala presunte irregolarità nella dichiarazione dei redditi con la minaccia di conseguenze penali, oppure di urgenza, avvisando che il profilo Inps è scaduto o rischia la sospensione. In alternativa i messaggi allettano chi li riceve con falsi rimborsi Inps ottenibili seguendo le indicazioni riportate nel messaggio.

Il testo contiene un link che porta a un sito costruito per imitare quello ufficiale, dove viene chiesto di inserire dati anagrafici, IBAN, copia di documenti d'identità, buste paga e in alcuni casi anche un selfie o un breve video con il documento in mano, per una presunta “verifica dell'identità”. Dopo l’invio, i dati sono già nelle mani dei truffatori. La schermata di errore che compare subito dopo può essere un secondo inganno: serve a convincerti a caricare nuovamente i documenti.

Truffa finto INPS dati

Falso sito INPS costruito per imitare quello ufficiale.

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Chiamate Inps: come riconoscere un finto operatore

L'Inps non richiede mai dati personali o bancari per telefono. Ricorda sempre che per gestire i tuoi dati contributivi o le coordinate bancarie associate alla tua pensione, devi sempre far riferimento al sito Inps, accedendo all’area personale MyInps con la tua identità digitale.

Tra i casi segnalati dall’INPS c’è quello del sedicente operatore che chiede informazioni sulla posizione contributiva. La richiesta può sembrare coerente con il ruolo dichiarato, ed è proprio questo a renderla credibile. Non cercare di verificare l’identità restando in linea. Interrompi la chiamata e contatta tu l’INPS attraverso un recapito ufficiale.

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Falsi funzionari e finti "partner Inps"

Oltre a sms e telefonate, l'Inps segnala altre due modalità di raggiro meno frequenti ma comunque diffuse:

  • persone che si presentano a casa spacciandosi per incaricati dell'Istituto. Tuttavia, l'Inps non manda mai personale presso le abitazioni degli utenti;
  • siti o società che si presentano come “partner Inps” o “convenzionati Inps” per offrire prestiti o agevolazioni, usando impropriamente la sigla dell'Istituto. In questi casi va sempre controllato sul sito ufficiale l'elenco delle banche e delle società realmente accreditate.
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Prima di inserire qualsiasi dato, conviene controllare che l'indirizzo mostrato nella barra del browser sia effettivamente quello ufficiale. Guarda la barra degli indirizzi, non il logo della pagina. È il dominio a indicare dove ti trovi davvero.

I domini fraudolenti spesso imitano quello vero con piccoli errori di ortografia, ad esempio una “l” al posto della “i” o una “m” al posto della “n”, oppure aggiungono parole come “erogazioni-inps”.

In caso di dubbio, il modo più sicuro è digitare direttamente www.inps.it nel browser, senza passare dal link ricevuto, e consultare le comunicazioni dalla propria area riservata.

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Cosa fare se ricevi un Sms o una chiamata sospetta

La strada da prendere dipende da una sola domanda: hai già inviato qualcosa? Se la risposta è no, devi segnalare il tentativo. Se è sì, devi anche limitare rapidamente le possibili conseguenze. Se ti sei insospettito e non hai fornito dati è utile intraprendere queste strade:

Hai già fornito i tuoi dati? Ecco cosa fare

Se hai caricato documenti o dati personali su un sito sospetto e hai confermato l'invio, agisci rapidamente per proteggere i tuoi dati e i tuoi pagamenti:

  1. Subito, nei primi minuti, interrompi ogni contatto con il presunto operatore e conserva le prove: non cancellare l’Sms, annota il numero chiamante, salva l’indirizzo del sito e acquisisci schermate dei messaggi, delle pagine visitate e dei dati richiesti. Se hai comunicato credenziali bancarie, dati della carta o codici di autorizzazione, contatta immediatamente la banca o l’emittente attraverso i recapiti ufficiali, chiedendo di bloccare gli strumenti compromessi e le eventuali operazioni non riconosciute.
  2. Entro la giornata, raccogli in un’unica cartella l’Sms ricevuto, l’URL fraudolento, l’elenco dei documenti trasmessi e ogni altra informazione utile; recati quindi presso un ufficio della Polizia Postale per sporgere denuncia e affianca alla denuncia formale la segnalazione online.
  3. Entro il giorno seguente, segnala l’accaduto all’INPS attraverso il Contact Center o gli altri canali ufficiali. Se temi che i documenti sottratti siano stati utilizzati per creare un’identità digitale a tuo nome, contatta direttamente i singoli Identity Provider: non esiste infatti un sistema centralizzato che permetta di verificare tutte le identità SPID intestate alla stessa persona.
  4. Nei giorni successivi, controlla l’area personale INPS, le coordinate associate alle prestazioni e i movimenti bancari, prestando attenzione ad accessi, modifiche o operazioni che non riconosci.
  5. Per i mesi successivi, continua a verificare soprattutto i conti sui quali ricevi pensioni, stipendi o altre erogazioni pubbliche, per accertarti che l’IBAN non sia stato sostituito senza il tuo consenso. 

Come vengono usati i dati rubati

Il documento sottratto non è il fine ultimo della truffa. Può diventare lo strumento per tentare di attivare uno SPID a nome della vittima, modificare l’IBAN associato a pensioni o stipendi oppure alimentare la rivendita illegale dei dati.

Se sospetti che qualcuno abbia attivato uno SPID a tuo nome senza autorizzazione, al momento non esiste un sistema centralizzato di verifica: occorre rivolgersi direttamente ai singoli gestori dell'identità digitale (Identity Provider).

Tentativo di truffa? Segnalalo

Le truffe via sms o email sono molto comuni e si inseriscono in un panorama più ampio di raggiri digitali, spesso legati ai sistemi di messaggistica. Lo abbiamo visto sia con la ben nota truffa del falso pagamento Tari e soprattutto con la truffa via sms dei fantomatici uffici USI (anche qui viene sfruttato non a caso il timore delle persone sulle irregolarità segnalate dalla Pubblica amministrazione).

Proprio per aiutare i consumatori a reagire, abbiamo creato una piattaforma per segnalare le truffe online nell’ambito del progetto Digitalizzati, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy che ha proprio il compito di promuovere un utilizzo consapevole delle tecnologie, e allo stesso tempo rafforzare la capacità dei cittadini di difendersi proprio dalle frodi online. E ricordati sempre che segnalare un tentativo di truffa serve a proteggere anche gli altri cittadini.

Segnala ora

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L'Sms che ho ricevuto a nome Inps contiene un link: è sicuramente una truffa?

Consideralo un segnale di truffa: non aprirlo. Accedi all’area personale digitando direttamente l’indirizzo ufficiale dell’INPS.

Posso ricevere una telefonata vera dall'Inps in cui mi si chiede il codice fiscale o l'IBAN?

No. Chiudi la chiamata senza comunicare codice fiscale, IBAN o altre informazioni e richiama l’Istituto utilizzando un numero ufficiale.

Ho già inserito i miei dati su un sito che sembrava dell'Inps: cosa rischio?

Il rischio non riguarda soltanto la riservatezza dei documenti. I truffatori possono tentare di usarli per creare un’identità digitale, intervenire sull’IBAN dei pagamenti o rivenderli.

Un funzionario può presentarsi a casa mia per conto dell'Inps?

No. Non consegnare documenti e non far entrare la persona facendo affidamento soltanto sul tesserino o sul ruolo dichiarato.

Come faccio a sapere se un sito "partner Inps" che offre prestiti è affidabile?

Va verificato solo sull'elenco ufficiale delle banche e società accreditate pubblicato sul sito Inps perché l'uso della sigla “Inps” nel nome non è di per sé una garanzia.

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