Libri scolastici sempre più costosi: rincari di oltre il 25% negli ultimi dieci anni
I libri scolastici continuano a pesare tanto sui bilanci familiari. Altroconsumo chiede al Governo di introdurre una detrazione fiscale del 19% per il loro acquisto, con limiti Isee e tetti di spesa adeguati, per venire incontro anche ai bisogni del ceto medio.
Settembre significa ritorno a scuola e, per milioni di famiglie, anche una spesa consistente per acquistare i libri di testo. Un intero ciclo della scuola secondaria di primo grado costa mediamente intorno ai 600 euro, mentre per le superiori si superano i 1.200 euro. Una spesa necessaria che negli anni è diventata sempre più pesante: nell’ultimo decennio i prezzi dei libri scolastici sono cresciuti di oltre il 25%. Il conto pesa ancora di più quando in famiglia ci sono più figli in età scolare e arriva in una fase in cui l’inflazione è tornata a correre e il carovita sta mettendo nuovamente sotto pressione i bilanci familiari. Anche il ritorno a scuola, quindi, contribuisce a un conto che per molte famiglie si fa sempre più pesante. Ragion per cui sono sempre di più le famiglie che acquistano i libri scolastici sul mercato dell'usato.
E anche per l’anno scolastico 2026/2027 i parametri di spesa sono stati ritoccati verso l’alto. Il Ministero dell’istruzione e del merito li ha aggiornati sulla base dell’inflazione programmata dell’1,5%. Un dato che, però, va interpretato correttamente: soprattutto alle medie e alle superiori, non significa che tutti i libri costeranno automaticamente l’1,5% in più.
Torna all'inizioNel 2026 aumentano del 1,5% i tetti di spesa
Per l’anno scolastico 2026/2027 il Ministero ha utilizzato il tasso di inflazione programmata dell’1,5% per aggiornare i parametri relativi ai libri di testo. L’effetto cambia però a seconda del grado scolastico. Nella scuola primaria, dove è il Ministero a determinare direttamente i prezzi di copertina, il parametro viene utilizzato per aggiornarli. Alle medie e alle superiori, invece, l’aumento riguarda i tetti massimi di spesa dell’intera dotazione libraria che può essere adottata da ciascuna classe, non il prezzo dei singoli volumi.
Al momento non è disponibile un dato ufficiale sull’aumento medio dei prezzi di copertina nel 2026: al 31 agosto l’Associazione italiana editori non ha pubblicato una stima analoga a quella dello scorso anno, quando aveva indicato rincari dell’1,7% alle medie e dell’1,8% alle superiori.
In più, a partire da questo anno scolastico le scuole possono superare il tetto ordinario fino al 20%, contro il precedente 15%, purché la deroga sia motivata dal Collegio dei docenti e approvata dal Consiglio di Istituto. Restano anche le riduzioni dei tetti legate al formato dei libri: il limite scende del 10% quando la dotazione è composta da testi in versione mista, cartacea e digitale con contenuti integrativi, e del 30% quando vengono adottati testi digitali con contenuti integrativi. Anche in questo caso, però, la riduzione riguarda il tetto complessivo e non rappresenta uno sconto sul prezzo dei singoli libri.
Torna all'inizioI prezzi dei libri continuano a crescere
Guardando oltre il singolo anno, la tendenza evidenzia come il prezzo dei libri scolastici continui a crescere anno dopo anno e gli aumenti si accumulino nel tempo. Sulla base delle variazioni registrate dal 2015 in poi, nell’ultimo decennio i rincari sono stati nell’ordine del 25-30%, sia per i libri delle medie sia per quelli delle superiori. Un aumento significativo per una spesa necessaria, che pesa ancora di più sui bilanci delle famiglie con più figli in età scolare.
Nel complesso, i libri sono aumentati meno dell’inflazione nei periodi in cui il costo della vita ha corso di più, ma questo non ha impedito alla spesa di crescere progressivamente. Il confronto con l’inflazione mostra inoltre che l’andamento non è stato uniforme nel tempo, come evidenziano i dati degli ultimi anni riportati nel grafico.
Torna all'inizioAntitrust: poca concorrenza e digitale ancora poco utilizzato
Il prezzo, però, è soltanto una parte del problema. A gennaio 2026 Antitrust ha chiuso un’indagine conoscitiva sul settore dell’editoria scolastica che ha messo in evidenza alcune caratteristiche del mercato italiano che riducono le possibilità per le famiglie di risparmiare.
La prima riguarda la forte concentrazione del settore: Mondadori, Zanichelli, Sanoma e La Scuola detengono complessivamente oltre l’80% del mercato. Quando pochi operatori controllano una quota così elevata del settore, gli spazi per la concorrenza si riducono, anche sul fronte dei prezzi.
A questo si aggiunge che lo sconto sui libri scolastici è limitato per legge al 15% del prezzo di copertina. Il limite nasce anche con l’obiettivo di sostenere il mercato dell’editoria e la distribuzione tradizionale, ma finisce per restringere la possibilità per i rivenditori di competere sul prezzo e, quindi, le occasioni di risparmio per le famiglie.
L’altro grande nodo riguarda il digitale. A più di dieci anni dalla riforma avviata nel 2012, il cambiamento è rimasto in gran parte incompiuto. Oltre il 95% delle classi adotta libri nella formula cartaceo più digitale, ma appena il 16% delle licenze digitali viene effettivamente attivato. Nella maggior parte dei casi, quindi, la componente digitale accompagna ancora il libro tradizionale senza riuscire a diventare uno strumento realmente utilizzato.
Una maggiore integrazione tra carta e digitale potrebbe invece favorire anche un altro cambiamento indicato dall’Antitrust: rendere i libri più modulari, permettendo di aggiornare o sostituire soltanto alcune parti, per esempio attraverso contenuti accessibili tramite QR-code. Una soluzione che potrebbe rendere più semplice utilizzare le edizioni precedenti e quindi favorire anche il mercato dell’usato, evitando che l’aggiornamento di una parte del testo renda necessario acquistare nuovamente l’intero volume.
La modularità potrebbe contribuire anche ad alleggerire gli zaini, visto che il peso dei libri scolastici in Italia risulta almeno doppio rispetto al resto d’Europa.
Gli impegni emersi dal procedimento dell’Antitrust, però, non sono ancora stati attuati completamente. La loro piena applicazione potrebbe contribuire a rendere il mercato dell’editoria scolastica più innovativo e sostenibile, aumentando allo stesso tempo le possibilità per le famiglie di contenere la spesa.
Torna all'inizioChiediamo una detrazione del 19% anche per i libri scolastici
Più concorrenza, un utilizzo efficace del digitale e una maggiore possibilità di riutilizzare i libri possono contribuire a ridurre i costi nel tempo. Nel frattempo, però, le famiglie devono continuare a sostenere una spesa elevata e necessaria, che cresce inevitabilmente quando i figli che frequentano la scuola sono più di uno.
Per questo Altroconsumo chiede al Governo di estendere anche all’acquisto dei libri scolastici la detrazione fiscale del 19%, già prevista per altre spese legate alla scuola, come gite, corsi e tasse di iscrizione. Parliamo del resto di una spesa necessaria per frequentare la scuola dell’obbligo, che va dai 6 ai 16 anni, mentre fino ai 18 anni permane comunque l’obbligo formativo.
La nostra proposta è di prevedere limiti di reddito Isee e tetti di spesa adeguati, in modo da sostenere le famiglie con maggiori difficoltà senza trascurare le esigenze del ceto medio. Chiediamo quindi che la misura trovi spazio nella prossima Legge di Bilancio e che il tetto della spesa detraibile sia sufficientemente ampio da tenere conto anche di eventuali nuovi aumenti.
Il diritto allo studio deve essere garantito a tutti e rendere fiscalmente detraibile una parte della spesa per i libri scolastici rappresenterebbe un aiuto concreto alle famiglie.
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