Diritto alla riparazione: Italia in ritardo nel recepimento. iI consumatori dovranno ancora aspettare
Il 31 luglio è scaduto il termine fissato dalla direttiva europea sul diritto alla riparazione (2024/1799) per il recepimento da parte degli Stati membri. L'Italia, tuttavia, non ha rispettato questa scadenza e si trova ora in procedura di infrazione.
La direttiva “right repair” non è stata purtroppo recepita nei termini e la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione. Abbiamo ora due mesi di tempo per adeguarci.
Si tratta di una direttiva fondamentale, che rafforza concretamente i diritti dei consumatori riconoscendo la possibilità di far riparare i propri prodotti a condizioni eque, con costi ragionevoli e anche rivolgendosi a riparatori indipendenti, senza essere vincolati alla rete autorizzata del produttore. È un intervento destinato a favorire l'economia circolare, ridurre la produzione di rifiuti e prolungare la vita utile di elettrodomestici, dispositivi elettronici e altri beni di consumo. Il recepimento italiano, però, partirà in ritardo e con alcuni limiti significativi. La piattaforma europea che consentirà ai consumatori di individuare facilmente i riparatori sarà operativa soltanto da luglio del 2027 e, soprattutto, il Governo non ha previsto alcuna misura economica per incentivare la riparazione, nonostante la direttiva inviti gli Stati membri a promuoverla.
Come evidenziato da Altroconsumo durante la consultazione sullo schema di decreto legislativo, strumenti come i voucher già sperimentati con successo in Francia avrebbero potuto rappresentare un incentivo concreto, soprattutto nella fase iniziale. Rendere la riparazione economicamente più conveniente rispetto all'acquisto di un prodotto nuovo è infatti essenziale per modificare le abitudini di consumo e diffondere una vera cultura del riuso. L'assenza di risorse dedicate impedisce oggi di cogliere questa opportunità e rischia di limitare l'efficacia della riforma. A ciò si aggiunge la prospettiva di un ulteriore periodo transitorio di circa un anno per l'applicazione delle nuove regole, rinviando ancora i benefici concreti per i consumatori.
Il diritto alla riparazione rappresenta una svolta importante per i consumatori e per la transizione verso un modello di consumo più sostenibile. Per questo chiediamo un rapido completamento del recepimento della direttiva e che il Governo individui risorse per sostenere la riparazione, introducendo incentivi economici e campagne di informazione che rendano questa scelta semplice, conveniente e accessibile. Solo così il diritto alla riparazione potrà tradursi in un beneficio reale per i cittadini, contribuendo a ridurre i rifiuti, contenere la spesa delle famiglie e promuovere un'economia realmente circolare.
