Inflazione e consumi: gli italiani tagliano le spese
L’inflazione continua a pesare sui consumi degli italiani e i redditi non tengono il passo con l’aumento dei prezzi. Negli ultimi tre anni le famiglie hanno aumentato soprattutto le spese per cibo e salute, riducendo quelle per il tempo libero fuori casa. Cambia lo stile di vita, la società dei consumi è messa in discussione: acquisti più ponderati e più attenzione alla sostenibilità. La nostra indagine sui consumi degli italiani.
L’inflazione morde e i redditi non stanno al passo, così gli italiani negli ultimi tre anni hanno aumentato i consumi necessari (cibo e salute) e diminuito quelli legati al tempo libero fuori casa, come ristoranti, bar, eventi e spettacoli. Non solo. Molti tra coloro che negli ultimi tre anni avevano pianificato spese straordinarie importanti (ristrutturazioni, auto, casa) sono stati costretti a rinviarle o annullarle del tutto per motivi economici. Oltre la metà degli italiani che avevano programmato l’acquisto della casa ci ha rinunciato per i prezzi troppo elevati (71%) e per la minore disponibilità economica (41%).
In questo contesto in cui molte voci di consumo sono ridimensionate o rinviate, restano in positivo quelle considerate indispensabili come cibo e salute che sono tra l’altro quelle che pesano di più sul bilancio delle famiglie. Infatti, la persistente alta inflazione rende più onerosa la spesa al supermercato e i tempi di attesa biblici della sanità pubblica costringono troppi italiani a rivolgersi al privato per curarsi pagando visite ed esami.
E' quanto emerge dalla nostra indagine sui consumi degli italiani negli ultimi tre anni che ha coinvolto 1.230 persone di età compresa tra i 18 e i 74 anni iscritte alla nostra piattaforma Qualify (agosto 2026). Il campione è stato ponderato per sesso, età, area geografica e titolo di studio in modo a riflettere la distribuzione della popolazione italiana. Questa indagine è stata ripresa dal Rapporto Coop 2026.
Torna all'inizioLa società dei consumi è in crisi?
La congiuntura economica e il clima di incertezza che si respira a livello mondiale hanno spinto molti italiani a ripensare il proprio stile di vita basato sul consumismo. Infatti, anche se la causa principale della riduzione degli acquisti è la minore disponibilità economica, una quota non indifferente li ha ridotti per scelta personale motivata dalla volontà di evitare acquisti inutili e impulsivi (83%), di risparmiare per il futuro (63%), di comprare meno ma meglio (63%) e di stare più attenti all’ambiente e agli sprechi (38%). C’è anche un interessante 27% che preferisce fare esperienze invece di comprare prodotti.
La società dei consumi è sempre più messa in discussione, gli acquisti sono più ponderati e c’è più attenzione alla sostenibilità. Infatti, nove Italiani su dieci confrontano prodotti e servizi prima di acquistare e otto su dieci comprano soprattutto quando hanno un bisogno pratico e preferiscono usare ciò che hanno piuttosto che sostituirlo di frequente. Non solo. L’81% degli italiani ha venduto, regalato o donato oggetti nel corso dell’ultimo anno e oltre due terzi ha fatto riparare almeno una volta un prodotto invece di comprarlo nuovo. Sembrano, però, in disuso le pratiche della sharing economy visto che la condivisione è poco praticata: nell’ultimo anno l’84% degli italiani non ha mai preso in prestito o noleggiato un prodotto invece di comprarlo e il 52% non ha mai condiviso o dato in prestito qualcosa.
Torna all'inizioUn orizzonte più sostenibile
Lo sguardo sul futuro conferma la messa in discussione della società dei consumi. Infatti, guardando ai prossimi cinque anni, gli italiani ritengono che gli acquisti saranno sempre più decisi in base all’utilità pratica e alla sostenibilità. Il ruolo dei consumi come strumento di espressione dell’identità personale o di riconoscibilità sociale appare destinato a rimanere stabile o addirittura a ridursi.
Torna all'inizioPiù famiglia, meno movida
Le principali fonti di gratificazione personale sono legate alle relazioni e alle esperienze: stare con familiari e amici (55%), viaggiare (45%) e dedicarsi ai propri hobby (38%). Invece, la movida, cioè uscire in locali, ristoranti e bar non è così gratificante visto che è in fondo alla classifica (9%).
Gli acquisti che soddisfano di più sono quelli di viaggi e vacanze (42%), seguiti da cibo, bevande (27%) e consumi culturali (26%).
Sono soprattutto le esperienze vissute, la famiglia, gli hobby e gli interessi personali a definire l’identità degli italiani.
Il lavoro e, ancora di più, ciò che si possiede o ci si può permettere hanno un peso minore nel modo in cui le persone descrivono se stesse. Anche la dimensione religiosa e spirituale appare poco centrale: solo un italiano su dieci la considera un elemento fondamentale della propria identità. Un quadro simile emerge quando si passa dall’immagine che abbiamo di noi stessi a quella che pensiamo di trasmettere agli altri.
Secondo gli italiani, a renderci riconoscibili sono soprattutto il modo in cui parliamo, le opinioni che esprimiamo e il nostro comportamento verso gli altri. Anche ciò che sappiamo e sappiamo fare contribuisce a definire la nostra posizione agli occhi degli altri. Quello che si possiede, l’abbigliamento e le possibilità di spesa sembrano avere un ruolo più marginale. Essere conta più di avere. Lo status sociale, almeno nella percezione degli italiani, non passa principalmente dalla professione o dall’esibizione di ciò che si possiede, ma dal modo di comportarsi, di esprimersi e dalle proprie conoscenze e capacità. Non conta tanto che lavoro fai, quali abiti indossi o che cosa puoi permetterti, quanto come ti poni nei confronti degli altri, cosa pensi e cosa sai fare.
Torna all'inizioMeno peso al prezzo, più attenzione all’affidabilità
Le scelte di acquisto degli italiani sono guidate per lo più dal rapporto qualità-prezzo, ma rispetto al 2017, questo aspetto appare meno importante, c’è più attenzione per le caratteristiche, le funzionalità e l’affidabilità dei prodotti. Gli italiani si rivolgono soprattutto alla marca che ritengono più affidabile per scegliere i dispositivi tecnologici e gli elettrodomestici. Per abbigliamento e calzature la scelta si basa su gusto personale e qualità, il prezzo passa in secondo piano.
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