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Stop agli sms molesti

01 luglio 2009

01 luglio 2009

Arrivano a qualunque ora del giorno e della notte, non sempre nel rispetto della privacy e dei nostri diritti. Con le armi giuste ci si può difendere.

Sms che attentano alla privacy
La nostra privacy è sempre più a rischio intrusione. Anche il numero del nostro cellulare non è più così riservato come una volta. E così si moltiplica la ricezione di sms non graditi o non richiesti. Pubblicità, offerte promozionali, comunicazioni varie: sullo schermo del telefono si materializzano, sotto forma di "messaggini", informazioni di qualunque tipo. Spesso si tratta di un uso scorretto o illecito della gestione dei nostri dati, che sono personali e tali dovrebbero rimanere. E sui quali i consumatori devono poter esercitare in qualunque momento i diritti previsti dalla legge.

Consenso con incognita
Sulla questione dell'inopportunità degli sms pubblicitari si è più volte pronunciata l'Autorità garante della privacy, che ha chiarito come l'utilizzo dei numeri di cellulare da parte degli operatori telefonici e delle imprese commerciali deve essere autorizzato dagli abbonati con un consenso specifico. Insomma, messaggi imbarazzanti, come quelli che invitano a iscriversi a chat erotiche, o non interessanti per l'utente non dovrebbero essere inviati. Il consenso, però, spesso viene ottenuto con espedienti non corretti. In alcuni casi la stipula di un contratto o l'attivazione di una nuova sim sono subordinate all'accettazione a ricevere sms pubblicitari. Altre volte, offerte, raccolte punti, concorsi e così via sono mascherati da messaggi di servizio. Espedienti segnalati già molte volte al Garante della privacy, che li ha dichiarati illeciti.

Se l'sms è istituzionale
A volte il bip che annuncia l'arrivo di un nuovo sms arriva da mittenti inaspettati, come ad esempio le istituzioni pubbliche. Anche loro, però, devono rispettare norme in vigore e privacy dei cittadini. Nel caso in cui vi siano pericoli imminenti per la popolazione, come calamità naturali, epidemie, disastri o urgenze che non possono essere affrontate con strumenti ordinari, l'invio può essere fatto senza il consenso degli utenti.Per le comunicazioni di pubblica utilità, invece, come l'annuncio del blocco del traffico, le scadenze per il pagamento delle imposte o particolari ricorrenze, gli abbonati devono esprimere il loro consenso per iscritto.

Far valere i propri diritti
Ogni cittadino ha il diritto di accedere ai propri dati personali, conoscerne l'origine, chiederne la cancellazione dagli elenchi delle aziende che ne fanno uso. Anche il consenso dato all'invio di materiale pubblicitario può essere revocato in qualunque momento. La richiesta può essere fatta verbalmente al call center della società che detiene i dati o per iscritto (trovate un fac simile nella sezione lettere tipo). Quando non si riesce a recedere da un servizio per mancanza di un indirizzo o numero di telefono al quale inviare la comunicazione, si può chiedere aiuto all'Antitrust. Dal 2007 è attivo, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 14, il numero verde gratuito 800.166.661 per segnalare pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevoli.


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