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Assegno unico ai figli: fino a 175 euro a partire da marzo. Come richiederlo

Dal 1° marzo stop alle detrazioni per i figli in busta paga e agli assegni per il nucleo familiare. Verranno sostituiti dall'assegno unico ai figli, destinato a tutti i genitori dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni. Arriverà direttamente sul conto corrente a non sarà automatico: bisognerà richiederlo (Isee alla mano) a partire da gennaio. Iscriviti al nostro servizio gratuito di alert: ti avvisiamo noi (se vuoi anche via sms) quando ci sono novità, quando potrai chiedere l'Isee e quando (e come) dovrai presentare la domanda.

  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti
19 novembre 2021
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
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  • Luca Cartapatti
famiglia

Le detrazioni per i figli a carico che i lavoratori trovano in busta paga, e che aiutano a rimpinguare lo stipendio, e gli assegni al nucleo familiare hanno i giorni contati. A partire dal 1° marzo infatti non compariranno più sul cedolino. Gli stipendi quindi saranno più leggeri, ma da quella stessa data tutti i genitori (che hanno figli dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni) potranno ottenere dall'Inps l'assegno unico ai figli, un sostegno che arriva direttamente sul conto corrente a chi non ha imposte da pagare e il cui importo varia in base a precise fasce calcolate sull'Isee.

La grande novità, infatti, è che per ottenere sul proprio conto corrente l'assegno unico universale per i figli (questo il nome corretto) bisognerà attivarsi, non solo presentando la domanda ma anche fornendo la documentazione necessaria nelle tempistiche indicate dall'Inps. Se vuoi essere avvisato gratuitamente di ogni novità che riguarda questo provvedimento, ma soprattutto quando sarà il momento di chiedere l'Isee e di presentare la domanda per non rischiare di rimanere a mani vuote o di ricevere meno di quello che ti spetta, puoi contare sul nostro servizio di alert gratuito. Ti avvisiamo noi, con una mail o (se vorrai) anche via sms, quando dovrai fare qualcosa e in che modo farla.

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Assegno unico ai figli: ti avvisiamo noi quando e come presentare la domanda

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Chi ne ha diritto: i requisiti

L’assegno unico universale per i figli vedrà la luce il 1° marzo2022. Infatti, benché dovesse essere operativo da luglio 2021, ne è stata prorogata l’entrata in vigore. Tuttavia, con il cosiddetto assegno ponte approvato per decreto dal Consiglio dei Ministri, dal 1° luglio 2021 al 28 febbraio 2022 alcune famiglie ricevono un contributo che può esser richiesto tramite il sito dell’Inps o rivolgendosi ai patronati. La misura ponte copre quasi due milioni di famiglie, mentre da marzo con l’assegno unico a regime tutte le famiglie con figli verranno coinvolte dalla riforma a sostegno del reddito. Ma cosa succede esattamente a partire dal primo marzo 2022? E come funziona esattamente questa nuova sostegno delle famiglie?

L’assegno unico per i figli viene riconosciuto a partire dal settimo mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni senza limiti di età per i figli disabili. Per avere accesso all’assegno per il figlio il genitore può far richiesta solo se possiede cumulativamente le seguenti caratteristiche:

  • essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente o esser suo familiare. Ne hanno diritto anche i cittadini di uno Stato non appartenente all’Unione europea, titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno semestrale;
  • deve pagare le imposte sul reddito in Italia;
  • vivere in Italia ed essere residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, o esser titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato con una durata di almeno semestrale.

Una grossa precisazione va fatta per i figli maggiorenni, infatti, al compimento dei 18 anni e fino ai 21 anni è possibile richiedere che l’importo dell’assegno unico venga corrisposto direttamente al figlio, per favorirne la maggior autonomia. Tuttavia, in questi 3 anni l’assegno viene riconosciuto solo se il figlio frequenta un percorso di formazione scolastica o professionale, un corso di laurea, svolga un tirocinio, sia registrato come in cerca di lavoro presso un centro per l’impiego o un’agenzia per il lavoro oppure svolga il servizio civile. In ogni caso non deve percepire un reddito superiore a 8.000 euro lordi annui.

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A quanto ammonta

L’assegno mensile si compone di due parti, una viene calcolata in base all’Isee, mentre l’altra, la cosiddetta maggiorazione, varia in base alla situazione famigliare.

L’Isee viene considerato come indicato nella tabella seguente: 

Isee  Importo dell’assegno unico per ogni figlio
Fino a 15.000 euro  175 euro (85 euro per i maggiorenni)
Fino a 40.000 euro  Importo decrescente fino a un minimo di 50 euro (25 euro per i maggiorenni)
Oltre i 40.000 euro o senza presentare l’Isee  50 euro (25 euro per i maggiorenni)

La maggiorazione spetta in maniera differente a seconda delle situazioni, alcune delle quali dipendono ancora dall’Isee ma si ricollegano ai seguenti casi particolari:

  • a partire dal terzo figlio, un importo mensile variabile tra i 15 e gli 85 euro. Per redditi Isee fino a 15.000 euro spetta in misura piena, poi decresce fino a 15 euro che spettano a chi possiede almeno 40.000 euro di reddito Isee;
  • se entrambi i genitori lavorano, un importo mensile di 30 euro a figlio che decrescono fino ad azzerarsi per Isee superiori ai 40.000 euro;
  • per le mamme under 21, un importo di 20 euro mensili a figlio a prescindere dall’Isee;
  • in caso di 4 o più figli un importo forfettario di 100 euro mensili;
  • per i nuclei con Isee fino a 25.000 euro, per i prossimi tre anni è istituita una ulteriore maggiorazione che dipende dalla composizione del nucleo e dalla componente reddituale inserita nell’Isee. 

In ogni caso, chi non presenta l’Isee ha diritto agli importi minimi, di fatto si presume che il nucleo familiare possegga un Isee di almeno 40.000 euro.

Facciamo qualche esempio:
  • se una coppia ha un reddito Isee di oltre 40 mila euro e due figli minorenni percepirà 100 euro al mese a prescindere dal fatto che lavorino o no entrambi, se la madre però ha meno di 21 anni l’assegno diventa di 140 euro. Attualmente un nucleo familiare con un Isee di 40.000 euro può percepire circa 50/60 euro al mese di detrazioni per i figli a carico e non ha diritto all’assegno al nucleo familiare.
  • Una coppia che ha un reddito Isee inferiore a 15.000 euro e un figlio percepirà 175 euro al mese, che diventano 205 se entrambi lavorano. Attualmente un nucleo familiare con un Isee di 15.000 euro può percepire circa 80/90 euro al mese di detrazioni per i figli a carico cui si sommano 46 euro mensili di assegni al nucleo famigliare per un totale di 126/136 euro al mese.
Età del figlio Situazione del figlio  Maggiorazione mensile 
Minorenne  Non autosufficiente 105 euro 
 Disabilità grave 95 euro 
 Disabilità media 85 euro 
Maggiorenne fino a 21 anni  A prescindere dal grado di disabilità  50 euro 
Oltre i 21 anni la maggiorazione diventa l'unico importo percepito  Con Isee fino a 15.000 euro 85 euro 
 Con Isee fino a 40.000 euro Importo variabile tra 85 euro e 25 euro 
 Con Isee superiore a 40.000 euro 25 euro 

In ogni caso, l’importo dell’assegno unico non costituisce reddito e non viene conteggiato per la richiesta di prestazioni sociali agevolate, dei trattamenti assistenziali o di altri benefici previsti in favore dei figli con disabilità.

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I tagli in busta paga

Per sostenere economicamente questa misura, vengono eliminati diversi contributi alla famiglia previsti finora, pertanto dall’entrata in vigore dell’assegno unico spariscono:

  • le detrazioni per figli a carico e l’ulteriore detrazione di 1.200 euro per le famiglie con quattro figli, mentre rimangono quelle previste per il coniuge e per gli altri familiari a carico;
  • l’assegno al nucleo familiare con almeno 3 figli minorenni;
  • gli assegni al nucleo familiare;
  • il premio alla nascita;
  • il contributo per gli assegni familiari versato dai datori di lavoro;
  • il fondo di sostegno alla natalità.

Vengono invece mantenute tutte le detrazioni o deduzioni sulle spese sostenute per i figli a carico, come quelle mediche, scolastiche o sportive.
Questo cosa comporta in pratica? Che, poiché la busta paga viene calcolata mensilmente tenendo conto delle detrazioni per figli a carico ed eventualmente degli ANF che riducono l’Irpef dovuta, da marzo, chi ha figli vedrà la busta paga ridursi dell’importo che attualmente percepisce alla voce “detrazioni per figli” e “assegni al nucleo familiare”. Niente paura però, se si fa richiesta correttamente, già dal mese di marzo vedremo accreditati sul conto corrente gli importi riconosciuti tramite l’assegno unico al figlio.

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Come fare domanda

L’assegno andrà al genitore che fa la domanda o in caso di richiesta anche successiva verrà diviso in parti uguali tra i genitori. In caso di affidamento esclusivo l’assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di nomina di un tutore, l’assegno è riconosciuto nell’interesse esclusivo del tutelato.

La domanda può essere presentata anche dai figli maggiorenni, che in questo modo possono richiedere la corresponsione diretta della quota di assegno loro spettante.

La domanda potrà esser presentata online sul sito dell’Inps da gennaio 2022, oppure rivolgendosi ai Patronati e avrà validità per il periodo che va da marzo 2022 a febbraio 2023, Dal 2023 si presenterà a partire da gennaio per coprire il periodo tra marzo dello stesso anno e febbraio dell’anno successivo. Per i mesi di gennaio e febbraio farà fede l’Isee in corso di validità fino al dicembre dell’anno precedente.

L’assegno viene riconosciuto a partire dal mese successivo a quello in cui si è fatta la richiesta, in ogni caso se si fa richiesta entro giugno, viene riconosciuto retroattivamente dal marzo precedente. Tuttavia, pur riconoscendo gli arretrati, l’Inps ha 60 giorni di tempo per riconoscere l’assegno. Per i nuovi nati in famiglie che hanno già figli e percepiscono l’assegno unico, la modifica di composizione familiare deve esser comunicata all’Inps in via telematica entro 120 giorni dalla nascita.

Ricorda però che devi avere un Isee in corso di validità e che devi quindi richiedere a partire da gennaio 2022 al Caf se non sei in grado di presentare la DSU in autonomia sul sito dell’Inps.

I beneficiari del Reddito di cittadinanza non dovranno fare domanda per l’assegno unico perché sarà l’Inps ad erogarlo congiuntamente al Redito di cittadinanza. L’assegno unico sarà calcolato sottraendo da quanto spetta la quota di Redito di cittadinanza relativa ai figli minori.

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L’assegno ponte fino a febbraio

Dal 14 luglio è disponibile sul sito dell’Inps il portale dedicato alla richiesta cui si accede tramite Spid o Carta d'identità elettronica (per il momento anche con il vecchio Pin dell’Inps). In alternativa si può chiamare il Contact Center Integrato, chiamando il numero verde 803.164 da rete fissa o il numero 06 164.164 da rete mobile.

L'assegno mensile viene riconosciuto per i figli da 0 a 18 anni, dal mese di presentazione della domanda, In fase di presentazione della domanda devi inserire l’Iban per ricevere l’accredito dell’assegno direttamente sul conto corrente. In caso di affido condiviso si inseriscono gli Iban di entrambi i genitori così che l’assegno venga accreditato ad entrambi al 50%. In ogni caso l’assegno non costituisce reddito.

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La domanda all'Inps

Dal sito www.inps.it accedi al servizio “assegno temporaneo ai figli minori” utilizzando la Spid o la Carta d'identità elettronica.  Per compilare la domanda devi avere a portata di mano i codici fiscali dei minori presenti nel nucleo familiare e quelli di entrambi i genitori (se presenti). Dovrai compilare una scheda per ogni minore presente nel nucleo.

Dopo aver indicato tutti i componenti del nucleo familiare devi inserire i dati necessari per il pagamento dell’assegno, puoi scegliere tra accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale conto corrente estero area Sepa o carta prepagata con Iban. In ogni caso devi possedere l’Iban di riferimento. In alternativa puoi ricevere un bonifico domiciliato presso lo sportello postale e ritirare quindi fisicamente il denaro in posta.

Ricorda che devi avere un Isee in corso di validità, che non occorre allegare alla domanda, infatti sarà l’Inps a recuperarne i dati in autonomia. A questo punto dopo aver accettato le dichiarazioni di responsabilità ti compare il riepilogo, se è tutto corretto puoi inviare la domanda. Ad ogni punto della procedura puoi interrompere la compilazione e salvare la domanda in bozza.

L’assegno ponte al momento viene riconosciuto solo alle famiglie con figli con reddito Isee inferiore a 50.000 euro, che non percepiscono l’assegno familiare. In pratica, parliamo di disoccupati, lavoratori autonomi e i percettori del reddito di cittadinanza.

Nel caso del reddito di cittadinanza però verrà ricalcolato l’importo sottraendo da quest’ultimo la parte spettante per i figli minori. Il ricalcolo viene fatto dall’Inps che accrediterà una cifra cumulativa di entrambe le misure.

L’importo dell’assegno decresce al crescere del reddito Isee, fino ad azzerarsi con Isee pari a 50.000 euro.

Per i nuclei con Isee fino a 7.000 euro l'assegno mensile è di 167,5 euro a figlio per famiglie con due figli. In caso di tre figli l’assegno totale sarà di 653,4 euro, cioè 217,8 euro a figlio. Questi importi decrescono progressivamente fino a diventare fissi a 30 euro al mese a figlio Per Isee tra 40 e 50 mila euro Per i nuclei con due figli e 40 euro con almeno tre figli.

In ogni caso in presenza di figli disabili l’assegno viene aumentato di 50 euro mensili a prescindere dall'Isee.

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