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Assegno unico ai figli al via dal 1° luglio: come richiederlo e chi ne ha diritto

Dal 1° luglio le famiglie con Isee fino a 50.000 euro possono contare sull’assegno unico per i figli. La misura ponte di sei mesi è stata approvata per decreto dal Consiglio dei Ministri e ci traghetta al 2022, quando con la riforma fiscale diventerà universale. Chi ne ha diritto e come presentare la domanda.

  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti
01 luglio 2021
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Luca Cartapatti
assegno unico per i figli

L’assegno unico universale per i figli vedrà la luce il 1° gennaio 2022. Infatti, benché dovesse essere operativo da luglio 2021, ne è stata prorogata l’entrata in vigore. Tuttavia, con il cosìddetto assegno ponte approvato per decreto dal Consiglio dei Ministri, già dal 1° luglio 2021 alcune famiglie possono ricevere un contributo che può esser richiesto tramite il sito dell’INPS o rivolgendosi ai patronati.

Dal 1° luglio è disponibile sul sito dell’INPS il portale dedicato alla richiesta cui si accede tramite SPID o CIE (per il momento anche con il vecchio PIN dell’INPS). In alternativa si può chiamare il Contact Center Integrato, chiamando il numero verde 803.164 da rete fissa o il numero 06 164.164 da rete mobile.

L'assegno mensile viene riconosciuto dal mese di presentazione della domanda, ma per chi lo richiede entro il 30 settembre viene riconosciuto retroattivamente a partire da luglio. In fase di presentazione della domanda devi inserire l’IBAN per ricevere l’accredito dell’assegno direttamente sul conto corrente. In caso di affido condiviso si inseriscono gli Iban di entrambi i genitori così che l’assegno venga accreditato ad entrambi al 50%. In ogni caso l’assegno non costituisce reddito.

La misura ponte coprirà quasi due milioni di famiglie, mentre da gennaio con l’assegno unico a regime tutte le famiglie con figli verranno coinvolte dalla riforma a sostegno del reddito.

Come fare domanda online

Dal sito www.inps.it accedi al servizio “assegno temporaneo ai figli minori” utilizzando la SPID o la CIE.  Per compilare la domanda devi avere a portata di mano i codici fiscali dei minori presenti nel nucleo familiare e quelli di entrambi i genitori (se presenti). Dovrai compilare una scheda per ogni minore presente nel nucleo.

Dopo aver indicato tutti i componenti del nucleo familiare devi inserire i dati necessari per il pagamento dell’assegno, puoi scegliere tra accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale conto corrente estero area Sepa o carta prepagata con IBAN. In ogni caso devi possedere l’IBAN di riferimento. In alternativa puoi ricevere un bonifico domiciliato presso lo sportello postale e ritirare quindi fisicamente il denaro in posta.

Ricorda che devi avere un ISEE in corso di validità, che non occorre allegare alla domanda, infatti sarà l’INPS a recuperarne i dati in autonomia. A questo punto dopo aver accettato le dichiarazioni di responsabilità ti compare il riepilogo, se è tutto corretto puoi inviare la domanda. Ad ogni punto della procedura puoi interrompere la compilazione e salvare la domanda in bozza.

Chi ne ha diritto: i requisiti

L’assegno ponte viene riconosciuto per i figli da 0 a 18 anni. L’assegno unico per i figli invece verrà riconosciuto a partire dal settimo mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni. Per avere accesso all’assegno per il figlio il genitore può far richiesta solo se possiede cumulativamente le seguenti caratteristiche:

  • essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente o esser suo familiare. Ne hanno diritto anche i cittadini di uno Stato non appartenente all’Unione europea, titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno semestrale;
  • deve pagare le imposte sul reddito in Italia;
  • vivere con i figli a carico fino al compimento dei 18 anni;
  • vivere in Italia ed essere residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, o esser titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato con una durata di almeno semestrale.

Dipende dall'Isee e da figli a carico

L’assegno ponte al momento viene riconosciuto solo alle famiglie con figli con reddito ISEE inferiore a 50.000 euro, che non percepiscono l’assegno familiare. In pratica, parliamo di disoccupati, lavoratori autonomi e i percettori del reddito di cittadinanza.

Nel caso del reddito di cittadinanza però verrà ricalcolato l’importo sottraendo da quest’ultimo la parte spettante per i figli minori. Il ricalcolo viene fatto dall’INPS che accrediterà una cifra cumulativa di entrambe le misure.

L’importo dell’assegno decresce al crescere del reddito ISEE, fino ad azzerarsi con ISEE pari a 50.000 euro.

Per i nuclei con ISEE fino a 7.000 euro l'assegno mensile è di 167,5 euro a figlio per famiglie con due figli. In caso di tre figli l’assegno totale sarà di 653,4 euro, cioè 217,8 euro a figlio. Questi importi decrescono progressivamente fino a diventare fissi a 30 euro al mese a figlio Per ISEE tra 40 e 50 mila euro Per i nuclei con due figli e 40 euro con almeno tre figli.

In ogni caso in presenza di figli disabili l’assegno viene aumentato di 50 euro mensili a prescindere dall'ISEE.

I lavoratori dipendenti che percepiscono gli assegni al nucleo familiare invece dal primo luglio vedranno l’importo mensile aumentare di 37,5 euro a figlio per il primo e il secondo figlio e di 70 euro a figlio per le famiglie che ne hanno almeno 3.

Ricordiamo che a regime l’assegno unico cancellerà definitivamente gli ANF e che in ogni caso è esentasse e compatibile con la fruizione di altre misure di sostegno alle famiglie eventualmente erogate da Regioni, Province o Comuni.

L’assegno unico, invece, si comporrà di una parte fissa che dovrebbe ammontare al massimo a 100 euro a figlio e una parte variabile, che viene riconosciuta sulla base del reddito ISEE e che dovrebbe azzerarsi per intorno ai 60 mila euro di reddito ISEE, permettendo così una copertura di circa il 95% delle famiglie.

Al momento queste sono indiscrezioni, mentre quel che è certo è che:

  • viene riconosciuta una maggiorazione dell’importo a partire dal terzo figlio;
  • l’assegno unico viene corrisposto sottoforma di credito d’imposta o di erogazione mensile di una somma in denaro. Pertanto, a differenza delle detrazioni per figli a carico, viene elargito anche in assenza di imposte da pagare;
  • l’assegno unico viene diviso al 50% tra i genitori, in caso di separazione o divorzio viene dato al genitore affidatario (salvo accordo differente), se l’affido è congiunto viene diviso tra i genitori in parti uguali;
  • per i figli disabili l’importo dell’assegno unico viene maggiorato da un minimo del 30% a un massimo del 50% in base alle classificazioni della condizione di disabilità. In questo caso, se dopo i 21 anni il figlio rimane a carico dei genitori, l’assegno univo continua a venir corrisposto ma senza la maggiorazione legata al grado di disabilità;
  • l’assegno unico è compatibile con la percezione del reddito di cittadinanza e viene corrisposto insieme a questo;
  • l’importo dell’assegno unico non costituisce reddito e non viene conteggiato per la richiesta di prestazioni sociali agevolate, dei trattamenti assistenziali o di altri benefici previsti in favore dei figli con disabilità.

Una grossa precisazione va fatta per i figli maggiorenni, infatti, al compimento dei 18 anni e fino ai 21 anni è possibile richiedere che l’importo dell’assegno unico venga corrisposto direttamente al figlio, per favorirne la maggior autonomia. Tuttavia, in questi 3 anni l’assegno viene riconosciuto solo se il figlio frequenta un percorso di formazione scolastica o professionale, un corso di laurea, svolga un tirocinio, sia registrato come in cerca di lavoro presso un centro per l’impiego o un’agenzia per il lavoro oppure svolga il servizio civile.

Qualora il figlio svolgesse un’attività professionale limitata, verrà stabilita tramite i decreti attuativi una soglia massima di reddito compatibile con la percezione dell’assegno unico.

I sostegni eliminati nel 2022

Per sostenere economicamente questa misura, vengono eliminati diversi contributi alla famiglia previsti finora, pertanto dall’entrata in vigore dell’assegno unico spariscono:

  • le detrazioni per figli a carico e l’ulteriore detrazione di 1.200 euro per le famiglie con quattro figli, mentre rimangono quelle previste per il coniuge e per gli altri familiari a carico;
  • l’assegno al nucleo familiare con almeno 3 figli minorenni;
  • gli assegni al nucleo familiare;
  • il premio alla nascita;
  • il contributo per gli assegni familiari versato dai datori di lavoro;
  • il fondo di sostegno alla natalità.

In una prima stesura era stato soppresso anche il bonus bebè ma nella legge di bilancio 2021 è stato mantenuto. Inoltre, vengono mantenute tutte le detrazioni o deduzioni sulle spese sostenute per i figli a carico, come quelle mediche, scolastiche o sportive.