Come scegliere lo smartphone
Trova lo smartphone che più si adatta alle tue necessità
Con una gamma sempre più ampia di marche, modelli e prezzi, scegliere il cellulare più adatto alle nostre esigenze è sempre più difficile. In questa guida all'acquisto ti diamo le chiavi principali per acquistare lo smartphone di cui hai veramente bisogno, senza spendere troppo.
Tipi di smartphone
Gli smartphone sono molto più di un telefono. Li usiamo dal momento in cui ci alziamo fino a quando andiamo a letto. Fungono da sveglia, ci informano sul tempo, sulle ultime notizie, leggiamo e-mail personali e di lavoro, il loro navigatore GPS ci guida lungo il percorso più veloce per evitare ingorghi, scattiamo foto e video della nostra giornata e delle vacanze, chattiamo con gli amici, consultiamo i social network, ci rilassiamo ascoltando musica e mille altre funzioni a seconda delle app che hai installato. Ecco perché è molto importante scegliere il modello più adatto alle tue esigenze e al tuo budget, dato che sul mercato si trova una varietà molto ampia di modelli e prezzi.
Per aiutarti a decidere abbiamo creato questa guida all’acquisto. Una volta che sai cosa vuoi, puoi andare al nostro comparatore di telefoni cellulari, dove nella parte superiore trovi una serie di filtri che ti aiutano a restringere la selezione dei modelli in base ai tuoi gusti e alle tue esigenze. Quando hai deciso un modello specifico, non dimenticare di cercare il miglior prezzo nell’elenco dei negozi che ti proponiamo nel comparatore: troverai i modelli più venduti delle principali marche (Apple, Samsung, Xiaomi, Motorola...) al miglior prezzo.
Sistema operativo
Quale sistema operativo scelgo: iOS o Android? Il sistema operativo (OS) è il software che fa funzionare il telefono. Modella l’aspetto dell’interfaccia e le app che il telefono può eseguire, e ha un ruolo importante nella facilità d’uso. Ci sono due opzioni principali tra cui scegliere: iOS (di Apple, per i suoi iPhone) e Android (di Google, per praticamente tutti gli smartphone tranne gli iPhone).
Sono diversi ma piuttosto simili, dato che negli anni ciascuno ha preso spunto dai punti di forza dell’altro per migliorare, cosa che li sta portando a convergere. Non ci sono differenze significative neanche per quel che riguarda la disponibilità di app, per cui ciò che fa la differenza maggiore è la compatibilità con l’ecosistema di altri dispositivi, dalle cuffie agli smartwatch.
Android
Android, di Google, è un sistema aperto, per cui ogni produttore può utilizzarlo nei propri terminali e sviluppare i propri prodotti su di esso. Questa possibilità di personalizzazione dell’interfaccia utente, con centinaia di widget e scorciatoie, fa sì che Android abbia un aspetto e un comportamento leggermente diversi a seconda del produttore di smartphone, anche se le funzioni di base sono essenzialmente le stesse.
Si distingue per la facilità d’uso, per l’estrema personalizzazione e per l’accesso a un’ampia varietà di app e giochi disponibili nel Google Play Store. Ci sono inoltre moltissimi telefoni Android tra cui scegliere, qualunque sia il tuo budget, da modelli super economici a modelli costosissimi.
In passato Android è stato leggermente più vulnerabile agli attacchi rispetto agli iPhone, ma da anni la situazione è cambiata: Google presta molta più attenzione al controllo delle app disponibili nell’app store e alla correzione delle falle di sicurezza. Anche sul fronte degli aggiornamenti, storicamente il punto debole di Android, le cose sono migliorate moltissimo. Sui modelli di fascia alta di Google e Samsung sono ormai garantiti fino a sette anni di aggiornamenti del sistema operativo e di patch di sicurezza, in alcuni casi più a lungo di quanto offra Apple. Resta invece una maggiore variabilità sui modelli economici e dei marchi minori, dove durata e tempestività degli aggiornamenti possono essere inferiori. È quindi una caratteristica che conviene verificare prima dell’acquisto, perché incide sulla sicurezza e sulla vita utile del telefono.
iOS
Tutti gli iPhone utilizzano iOS e, a differenza di Android, l’esperienza d’uso del sistema operativo è sostanzialmente la stessa qualunque sia il modello di iPhone. Nuovi aggiornamenti per iOS vengono rilasciati ogni anno e restano disponibili anche per iPhone piuttosto datati, in genere fino a cinque o sei anni dopo l’uscita.
È estremamente facile da usare e veloce da imparare anche per chi non ha mai utilizzato uno smartphone. Fornisce l’accesso al ben fornito app store di Apple, dove le app vengono controllate prima di essere pubblicate, così puoi stare ragionevolmente tranquillo sulla loro sicurezza.
Dimensione schermo
Gli smartphone stanno diventando sempre più grandi, con gli ultimi modelli di fascia alta che misurano tra 5,5 e 6,5 pollici o più. Sebbene i telefoni più grandi siano ottimi per guardare film e navigare in internet, non sono adatti a tutti: alcune persone infatti, li trovano troppo grandi e scomodi da tenere in mano, oppure preferirebbero un modello che possono mettere nelle tasche dei pantaloni. Il modo migliore per scoprire quale sia la dimensione del telefono giusta per te è provare a maneggiarne alcuni in un negozio.
Da non trascurare la dimensione dello schermo utilizzabile: telefoni di dimensioni uguali possono avere una superficie d’uso diversa, a causa dell’impatto più o meno grosso da parte della cornice. Sempre più spesso, però, le cornici stanno assumendo dimensioni via via più ridotte, fino ad azzerarsi in molti casi, nei quali lo schermo ricopre interamente tutta la superficie.
Pieghevoli
Una novità degli ultimissimi anni è la comparsa di telefoni pieghevoli, il cui schermo riesce ad incurvarsi ruotando di 180 gradi lungo un bordo centrale, solitamente verticale, cosa che porta il pieghevole a chiudersi a libro, oppure orizzontale, cosa che lo porta a chiudersi a conchiglia, come un porta cipria.
Piegandosi, questi telefoni riducono il loro ingombro di circa il 50%, per cui un telefono di taglia “normale” durante l’uso risulta più piccolo una volta chiuso, oppure un telefono di taglia “normale” quando chiusa risulta enorme una volta aperto.
Sono soluzioni interessanti proprio per questo risparmio di spazio, e sono certamente oggetti che non passano inosservati. Sono inoltre abbastanza robusti non soffrendo di problemi dovuti al loro movimento di apertura e chiusura. Ma sono comunque ancora prodotti di nicchia e hanno un prezzo generalmente piuttosto elevato.
Fotocamere
Lo smartphone ha rimpiazzato sia le macchine fotografiche sia le videocamere, partendo da una maggiore semplicità di condivisione e dalla maggiore probabilità di averlo a portata di mano nell’attimo propizio, e guadagnando sempre più spazio grazie al graduale miglioramento di foto e video, che li ha portati a rivaleggiare quasi allo stesso livello di macchine fotografiche e videocamere, sebbene con qualche limite legato soprattutto alle dimensioni fisiche. Le principali debolezze riguardano infatti la ridotta dimensione delle lenti e la mancanza di zoom elevati. Questi aspetti vengono in parte compensati da algoritmi sempre più potenti e da un buon numero di fotocamere con caratteristiche differenti, ottimizzate per diversi tipi di inquadratura: da quelle ampie per panorami e gruppi di persone, a quelle con angolo stretto per soggetti o dettagli ben precisi.
La tendenza degli ultimi anni è stata aumentare il numero di fotocamere sul retro del telefono, in genere da due a quattro, con qualche modello che arriva a cinque.
La risoluzione è la caratteristica più conosciuta e pubblicizzata di una fotocamera, ma non è necessariamente la più importante per prevedere la qualità di foto e video. Di solito va da 8 MP (megapixel) nei telefoni più modesti fino a oltre 200 MP in alcuni modelli recenti. Ma diciamolo subito: sopra una certa soglia, che dai nostri test risulta essere quella dei 12 MP, non esiste correlazione tra numero di pixel e resa qualitativa, per cui non si può prevedere a priori che una fotocamera da 50 MP risulti migliore di una da 20 MP.
Sulla qualità incidono molto di più altri parametri. Alcuni sono nascosti, ossia non desumibili dalle specifiche, come la qualità intrinseca delle ottiche o del sensore e l’algoritmo che converte i segnali luminosi nell’immagine finale. Altri invece sono leggibili dalle specifiche: vediamo i principali.
Apertura del diaframma
Più l’apertura è ampia, maggiore è la quantità di luce che raggiunge il sensore, con un miglioramento della qualità soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione. L’apertura si indica con la lettera f seguita da un numero, ad esempio f/1.7 o f/2.3. Attenzione, perché funziona al contrario di quanto si potrebbe pensare: più piccolo è il numero, più ampia è l’apertura. Quindi f/1.7 lascia entrare più luce di f/2.3 ed è preferibile.
Stabilizzatore
Consente di contrastare le vibrazioni che si hanno tenendo il telefono in mano, sia da fermi sia, a maggior ragione, in movimento, e che portano a ottenere foto mosse. Il miglior stabilizzatore è quello di tipo ottico, costituito da meccanismi che compensano il movimento del telefono, diverso da quello digitale (elettronico), che è un’elaborazione dell’immagine eseguita da un algoritmo. La qualità degli stabilizzatori ottici non è sempre identica, a volte funzionano meglio e altre peggio, ma è comunque preferibile averlo.
Zoom
Come nel caso precedente, anche qui lo zoom migliore è quello di tipo ottico, che funziona tramite meccanismi che spostano le lenti, piuttosto che quello digitale, che risulta da un’elaborazione dell’immagine fatta dal software. Zoom veri e propri sono molto rari nei telefoni, anche in quelli di fascia alta, per mancanza dello spazio necessario a far muovere le lenti. La soluzione più utilizzata è passare da una fotocamera a un’altra con distanza focale diversa. Ad esempio, se stiamo fotografando un soggetto a qualche metro da noi e zoomiamo, il telefono passerà a utilizzare la fotocamera teleobiettivo.
Numero di fotocamere
Un maggior numero di fotocamere non è di per sé indice di migliore qualità: una sola lente con zoom vero, ad esempio, sarebbe una soluzione migliore rispetto a più lenti fisse. Nella pratica odierna, però, avere più lenti significa avere un’immagine ottimizzata a diverse distanze, perché una sarà la lente standard, un’altra dedicata al grandangolo (per un’immagine più ampia, come panorami o foto di gruppo) e un’altra ancora dedicata allo zoom (per inquadrare meglio i dettagli), quindi più opzioni fotografiche a disposizione.
Memoria disponibile
I dati (foto, video, file e così via) vengono salvati principalmente nella memoria interna del telefono, anche se ci sono almeno un paio di alternative, ossia una memoria esterna e il cloud.
Memoria interna
È la memoria principale, usata di default, ed è la migliore da utilizzare perché molto veloce, senza limitazioni e indipendente dalla connessione a internet. Ha però una dimensione fissa: una volta esaurita non c’è modo di ampliarla, si possono solo rimuovere i dati meno importanti per liberare spazio. Inoltre una parte è occupata dal sistema operativo e dalle app, per cui lo spazio realmente disponibile è inferiore a quello dichiarato (128 GB, 256 GB e così via).
Oggi il taglio di partenza più diffuso è di 128 GB, spesso 256 GB. Se prevedi di scattare molte foto e soprattutto di girare molti video, scegli una memoria capiente, di almeno 256 GB. Se i video sono in altissima definizione, ad esempio 4K, lo spazio si consuma molto in fretta, quindi conviene orientarsi su 256 GB o più.
Memoria esterna
Se la memoria interna è poca e vuoi archiviare molti dati (applicazioni e video, per esempio), verifica che lo smartphone abbia un lettore di schede di memoria, in genere nel formato micro-SD. L’espansione tramite scheda non è però sempre possibile: non è presente negli iPhone e sta sparendo anche da molti Android di fascia media e alta, dove ormai è più l’eccezione che la regola.
Attenzione, inoltre, perché non sempre è possibile spostare tutti i dati su questa memoria. Alcune applicazioni, ad esempio, devono risiedere per intero nella memoria interna.
Cloud
Oltre alle memorie fisiche, sia interna sia tramite scheda, è possibile archiviare dati anche nel cloud, ossia su dischi a cui accedere tramite connessione internet. Fino a qualche gigabyte questi servizi di archiviazione sono in genere gratuiti, mentre superata una certa quota diventano a pagamento.
Rete 5G
La rete 5G è ormai ampiamente diffusa in Italia, soprattutto nelle aree urbane. Per sfruttarla con lo smartphone serve un telefono compatibile, e oggi lo è la quasi totalità dei modelli, anche di fascia media e bassa. Il 5G non è più un elemento che fa lievitare il prezzo come accadeva qualche anno fa, quando alcuni produttori vendevano una versione solo 4G e una 5G a un centinaio di euro in più.
Le prestazioni del 5G sono migliori di quelle delle reti precedenti, compreso il 4G: connessioni a internet più veloci e maggiore reattività. Alcune attività, come il gioco online o lo scaricamento di grandi quantità di dati, ne traggono un beneficio evidente; per usi più ordinari, come la navigazione o l’accesso ai social network, il miglioramento è poco percepibile.
Vale la pena ricordare che la variante più veloce del 5G, quella a onde millimetriche, in Italia non ha avuto sostanziale diffusione per il mobile di consumo, quindi nella pratica non è un parametro di cui preoccuparsi. Per usare il 5G, infine, oltre al telefono compatibile e alla copertura serve un’offerta telefonica che lo includa, condizione ormai comune nella maggior parte dei piani.
Robustezza
A tutti noi è capitato almeno una volta di assistere alla caduta dello smartphone, dalle mani, dal tavolo, da un tasca, e in quegli istanti preghiamo che non vada in mille pezzi.
In passato l’esito più probabile era una schermo completamente danneggiato, con enormi crepe che solcavano la superficie. Nonostante gli smartphone attuali abbiamo abbiano superfici in vetro molto più ampie che in passato, e siano anche molto più sottili, ora le chance di sopravvivenza sono enormemente maggiori, grazie al miglioramento dei materiali, con vetri molto più resistenti, ad un miglior bilanciamento dei pesi e un design che distribuisce meglio gli urti. Pertanto, ora l’esito più probabile è che il telefono abbia danni minimi, non tali da pregiudicarne l’uso, o addirittura nessun graffio, anche se la fortuna/sfortuna è sempre dietro l’angolo.
Oltre alle cadute ci sono altri possibili danni, come ad esempio i graffi che possono rovinare l’estetica e in alcuni casi l’usabilità degli schermi, e l’accesso di liquidi che può avere conseguenze anche nefaste.
Scopri come scegliere lo smartphone resistente ad acqua e cadute.
Vetro
La maggior parte dei vetri degli smartphone è prodotta da Corning con il marchio Gorilla Glass. Un’indicazione della resistenza è data dalla generazione utilizzata. Dopo le versioni numerate, fino alla 6, la gamma è proseguita con Gorilla Glass Victus, poi Victus 2, fino al recente Gorilla Armor 2, un vetro ceramico antiriflesso introdotto sui top di gamma Samsung più recenti. Sul fronte Apple, gli iPhone utilizzano il Ceramic Shield, arrivato alla seconda generazione, che nei nostri test si conferma tra le soluzioni più resistenti. In generale, la maggior parte degli smartphone attuali sopravvive a qualche caduta, ma anche i più resistenti possono rompersi con una sola caduta sfortunata, quindi conviene comunque prestare attenzione a come li si maneggia.
Custodie
Poiché le custodie, le cover, forniscono un grado di protezione aggiuntivo, è consigliabile utilizzarle per ridurre i rischi di danni dovuti a cadute. A volte le cover vengono già fornite in dotazione, ma il più delle volte, anche per andare incontro ai gusti personali, si scelgono cover di terze parti. Attenzione, perché è facile trovare le cover dei telefoni più venduti, mentre non è scontato trovarle per quelli meno diffusi. Potrebbe quindi valere la pena fare una verifica preventiva della disponibilità.
Graffi
Per quel che riguarda i graffi, gli schermi sono diventati sempre più resistenti, come visto anche al primo punto. Il punto ancora debole è rappresentato dalle lenti delle fotocamere, più suscettibili ai graffi. Bisogna prestare attenzione, perché lenti rigate degradano molto la qualità di foto e video.
Impermeabilità
Da anni nei nostri test non riscontriamo problemi causati dall’uso del telefono sotto la pioggia, anche intensa. Per questo aspetto, quindi, non ci sono modelli più consigliabili di altri. Discorso diverso per l’impermeabilità, ossia la resistenza a cadute in acqua. In questo caso la scelta deve orientarsi verso i prodotti impermeabili, caratterizzati da un indice di protezione (IP) pari a 7 o 8 nella seconda cifra: IPx7 o IPx8. La prima cifra riguarda la resistenza alla polvere, che nei telefoni non è un problema, per cui può essere un valore qualunque, di solito 6. La cifra da verificare è la seconda: più alto è il numero, maggiore è la profondità tollerata, ma un valore di 7 va più che bene.
Rugged phone
I rugged smartphone sono progettati soprattutto per sopravvivere a condizioni meteorologiche e temperature estreme e a danni accidentali, il che li rende adatti al lavoro nei cantieri o agli sport estremi, come la vela e l’arrampicata su roccia.
Per garantire una maggiore robustezza, e quindi ridurre la probabilità di danni dovuti a cadute e urti, questi smartphone sono più ingombranti e pesanti, sono meno curati sul piano estetico e non eccellono nelle prestazioni, se non, oltre alla resistenza, nella durata della batteria. Sono usati raramente come telefono personale principale, mentre vengono scelti come telefono di lavoro, in particolare nei cantieri, dove il rischio di danneggiamento è maggiore.
Dual SIM
Sempre più modelli, oggi, sono dual SIM. Consentono quindi di utilizzare un unico telefono con due numeri contemporaneamente, spesso per avere in un unico terminale il proprio numero personale e quello aziendale.
La maggior parte di questi modelli dual SIM presenta due alloggiamenti per scheda SIM fisica. Spesso il secondo è in condivisione con quello per la scheda di memoria, per cui si può usare o per la scheda di memoria o per la seconda SIM. In altri casi gli alloggiamenti sono separati e non è necessario scegliere tra scheda di memoria e seconda SIM.
eSIM
Molti modelli dual SIM consentono di avere un secondo numero non tramite un secondo alloggiamento fisico, ma tramite una eSIM, ossia una SIM virtuale. Non è una tessera da inserire nel telefono, ma una sua versione digitale, che si acquista e si attiva tramite QR code. Il funzionamento è identico a quello di una SIM fisica. La eSIM è ormai sempre più diffusa: in alcuni mercati esistono già telefoni che ne sono dotati al posto del classico alloggiamento fisico.
Batteria
Durata
La durata della batteria è da sempre uno dei fattori più critici nell’uso dello smartphone, e ancora oggi, alla domanda su quale sia l’aspetto più problematico, la maggior parte delle persone indica proprio la durata della batteria. Questo nonostante gli enormi progressi fatti, che hanno permesso di estendere l’autonomia ben oltre le 24 ore, a meno di un uso estremamente intenso.
Capacità della batteria
La capacità della batteria è un buon indicatore dell’autonomia del telefono: maggiore è, meglio è, anche se, di conseguenza, sarà maggiore il tempo per ricaricarla. I modelli con i risultati migliori nei nostri test hanno capacità non inferiori ai 5.000 mAh, e con le nuove batterie al silicio-carbonio si arriva ormai a 6.000-7.000 mAh e oltre mantenendo spessori contenuti. Trascurando fattori come la luminosità dello schermo, la gestione della batteria e le prestazioni del processore, valori che non si possono desumere senza provare i modelli, più della sola capacità conviene guardare il rapporto tra capacità e dimensione dello schermo: uno schermo più ampio richiede più energia, uno schermo più piccolo ne consuma meno. In generale, possiamo dire che i telefoni attuali non soffrono più come quelli di qualche anno fa di scarsa autonomia: dove in passato si faticava ad arrivare a fine giornata, ora una giornata intera è alla portata di qualunque modello.
Utilizzo
La componente più impattante sul consumo è banalmente lo schermo: più è attivo, più batteria viene consumata. Ad esempio, usando il telefono come navigatore satellitare la batteria si scarica piuttosto in fretta non tanto per il collegamento GPS, quanto perché lo schermo resta acceso.
Ricarica
Sempre più spesso, per ragioni ambientali (evitare cioè di riempire le case di ulteriori caricatori), insieme al telefono non viene più fornito il caricatore, ma al più il solo cavo. La prima cosa da verificare è la compatibilità con i caricatori che già possiedi. A questo proposito, dalla fine del 2024 nell’Unione Europea l’USB-C è obbligatorio sui nuovi smartphone, iPhone compresi, il che semplifica molto il riutilizzo di cavi e caricatori tra dispositivi diversi.
Caricatore rapido
Poiché le capacità delle batterie crescono per consentire un uso più prolungato e per alimentare schermi sempre più ampi ed energivori, sono state introdotte nuove tecnologie per accelerare la ricarica, con caricatori di potenza via via maggiore. Se fino a qualche anno fa i caricatori avevano una potenza di 5 W, ora sono sempre più frequenti, a prezzi in calo, caricatori da 20 W, 40 W, fino a oltre 100 W. Ogni telefono è compatibile con certi valori massimi di potenza, per cui usare un caricatore più potente non consente di sfruttare l’eccesso: ricaricando un telefono che arriva a 20 W con un caricatore da 40 W non si riduce il tempo rispetto a uno da 20 W, perché verranno comunque usati 20 W. Quando possibile, quindi (anche se non è facile, dato che queste informazioni sono raramente disponibili), conviene informarsi sulla potenza massima gestibile dal telefono e scegliere un caricatore adeguato. È una buona pratica, non un obbligo: un caricatore meno potente richiederà semplicemente più tempo, uno più potente sprecherà l’eccesso. Ricordiamo, inoltre, che diversi studi suggeriscono che le ricariche ad alta potenza degradino più rapidamente la durata di vita della batteria, per cui, se non si ha fretta, conviene usare un caricatore meno spinto.
Carica senza fili
Alcuni modelli possono essere caricati in modalità wireless: invece di collegare il cavo, si appoggia il telefono su un apposito caricatore senza fili collegato alla rete elettrica. In passato questa soluzione era nettamente più lenta e meno efficiente del cavo, ma con gli standard più recenti, come Qi2 e l’aggancio magnetico, è diventata più rapida e comoda. Resta in genere un po’ meno efficiente della ricarica via cavo e richiede di lasciare il telefono appoggiato, ma è ormai presente su un numero crescente di modelli.
Le migliori marche di smartphone
Attraverso i nostri test, condotti in laboratori indipendenti, possiamo valutare la qualità dei modelli analizzati. Tra i top di gamma, la qualità più alta è spesso appannaggio di Apple e Samsung, con listini che superano abbondantemente i 1.000 euro e, per i modelli di punta, arrivano a 1.300-1.500 euro e oltre.
Negli ultimi anni, però, marchi come Xiaomi, Oppo e Honor hanno conquistato uno spazio crescente sul mercato italiano. Non più solo con modelli economici dal buon rapporto qualità-prezzo, ma anche con prodotti di altissima fascia, dai prezzi molto elevati, che competono direttamente con i flagship di Samsung e Apple. Honor, in particolare, è ormai un marchio del tutto indipendente. Sul prodotto la concorrenza è quindi reale, anche se in Italia questi modelli di vertice vendono ancora meno dei due grandi leader e talvolta hanno una distribuzione più limitata.
Per completare le analisi di laboratorio, insieme alle organizzazioni dei consumatori di altri paesi europei conduciamo ogni anno un sondaggio sulla soddisfazione degli utenti, ossia su quanto si ritengono soddisfatti del funzionamento del proprio smartphone nel tempo. Nell’ultima edizione abbiamo raccolto oltre 70.000 risposte valide. È importante tenere presente che questo indicatore misura la soddisfazione d’uso, non la qualità rilevata in laboratorio, e i due dati possono divergere. Ai primi posti troviamo Oppo, seguito da marchi come Doro (specializzato in telefoni semplici e molto apprezzato dal proprio pubblico), Nokia, Vivo, OnePlus, Nothing e Honor, mentre Apple e Samsung, pur restando in cima per qualità nei test, si collocano a metà classifica per soddisfazione.
Fasce di prezzo
Decidere quale sia il miglior smartphone in base alle proprie esigenze non è semplice. Di seguito ti aiutiamo indicando gli elementi di cui tenere conto al momento dell’acquisto.
Quanti soldi devo spendere per un telefono? Oggi puoi trovare modelli da meno di 200 euro fino a oltre 2.000 euro. Tutto dipende da quello che cerchi. Possiamo individuare in commercio tre fasce di prezzo: alta, media e bassa.
Gamma alta
I cellulari più cari sono spesso anche quelli che offrono la qualità maggiore. Per trovare un telefono di ottima qualità (più di 75 punti nella valutazione della nostra analisi) dovrai pagare di solito almeno 600 euro, anche se di tanto in tanto ci sono eccezioni, con ottimi modelli a prezzi leggermente inferiori. I top di gamma sono telefoni che includono buoni schermi, processori più potenti, buone fotocamere, design premium, grandi capacità di memoria (oltre 256 GB) e le ultime funzionalità, come riconoscimento facciale, ricarica rapida, ricarica wireless o resistenza all’acqua.
Gamma media
Qui troviamo un’ampia varietà di telefoni grazie all’ampia fascia di prezzo, che va da circa 200 a 600 euro. Si trovano modelli molto buoni, di qualità elevata anche se non all’altezza dei top di gamma, ma che soddisfano sicuramente la maggior parte degli utilizzatori. In questa fascia trovi telefoni con buoni schermi, buona durata della batteria, funzionalità interessanti e buoni risultati nei nostri test.
Gamma bassa
È già possibile trovare telefoni più che accettabili a meno di 200 euro, con una buona batteria e fotocamere decenti, anche se ci si deve accontentare di finiture più economiche. Nel nostro comparatore trovi dei Miglior Acquisto venduti anche a meno di 200 euro: prodotti che combinano buona qualità, più di 65 punti nella nostra analisi, a un ottimo prezzo. Non ci sono infatti garanzie che spendere molto sia la chiave per avere un buon telefono: abbiamo visto modelli un po’ deludenti da oltre 2.000 euro e modelli da meno di 200 con ottimi risultati.
Tuttavia, in questa fascia puoi trovare anche telefoni con poca memoria (64 GB o meno), audio scadente e prestazioni modeste. Una buona notizia è che funzioni un tempo riservate alla fascia alta, come l’NFC per pagare direttamente con il cellulare, sono ormai quasi universali anche sui modelli economici.
Domande frequenti
Rispondiamo ai dubbi più frequenti sugli smartphone
Qual è il miglior smartphone sotto i 200 euro?
Se scattare foto e velocità di funzionamento non sono tra le priorità, acquistare uno smartphone di questa fascia potrebbe essere un’ottima scelta. Un esempio? L'Oppo A5 2020: questo smartphone ha una buona qualità complessiva ed è molto conveniente, costa infatti circa 150 euro. Lo schermo da 6,5" ha un aspetto migliore di quello di altri modelli, è molto rapido a reagire ai comandi e ha un’ottima durata della batteria. Tutto sommato è sicuramente una buona scelta.
Qual è il miglior smartphone per foto e video?
Nell’epoca dei "selfie" e, in generale, delle fotografie scattate direttamente dal cellulare, la qualità delle immagini e la fotocamera diventano una delle voci più importanti nel momento in cui si valuta l’acquisto di un nuovo smartphone. Il top di gamma di Apple è il migliore disponibile in commercio. In particolare, l’iPhone 11 pro, un dispositivo che regala scatti di ottima fattura in qualsiasi condizione di luce grazie alle 3 fotocamere posteriori, teleobiettivo, grandangolo e Ultra-grandangolo. E non c’è solo la qualità delle foto: un ulteriore punto di forza di questo smartphone è rappresentato dalla semplicità, dall’ergonomia e dalle opzioni, della funzione fotocamera. Leggi il nostro approfondimento per scegliere il miglior smartphone per foto e video.
Come attivare internet sullo smartphone?
Generalmente, la connessione Internet viene configurata automaticamente una volta inserita la SIM nel cellulare, tuttavia a volte si rende necessario impostare la connessione manualmente. Le connessioni 3G e 4G (oggi anche 5G) sono le tecnologie utilizzate per il traffico dati su smartphone e permettono il download di dati da internet e l'utilizzo dei servizi "voce". Quando si inserisce una scheda SIM con un abbonamento ad internet incluso nello smartphone, ci sarà un immediato collegamento ad una connessione dati. In alternativa ci si potrà connettere a internet utilizzando il modem Wi-Fi: la connessione dati é limitata ad un numero massimo di GB di download mentre la connessione alla rete WIFI permetterà di utilizzare internet sul cellulare senza badare alla quantità di dati scaricati. La connessione al modem Wi-Fi è molto semplice ed intuitiva: dalle impostazioni di rete si dovrà attivare la modalità Wi-Fi sullo smartphone che farà comparire una lista di possibili reti Wi-Fi alle quali connettersi. Più complicato invece, configurare manualmente lo smartphone per la connessione dati in caso non ci sia connessione automatica: bisognerà quindi inserire alcuni parametri che potrebbero essere differenti a seconda dell'operatore. Tra i parametri, il più importante da inserire è senza dubbio l'APN punto di accesso che permette il trasferimento dati.
Come collegare lo smartphone alla TV?
Quando si vuole guardare un film, lo schermo di piccole dimensioni di uno smartphone si rivela piuttosto fastidioso e limitante. La soluzione esiste: collegare lo smartphone alla TV. Come? Esistono diversi modi per collegare i due dispositivi, alcuni più semplici di altri, alcuni più adatti ad una tecnologia piuttosto che a un’altra. Ecco come replicare in grande il contenuto del tuo telefono:
- Collegare smartphone e TV con cavo HDMI o MHL: Il MHL (Mobile High-Definition Link) è tra le prime tecnologie ad aver reso possibile la connessione tra smartphone e TV, sfruttando il connettore micro-USB per trasmettere il segnale video (HDMI) alla TV. Prima di acquistare un cavo HDMI è però importante capire se il proprio cellulare si può connettere a dispositivi esterni in altro modo (connessione wifi).
- Collegare smartphone e TV wireless: Per collegare smartphone e TV senza cavo esistono in commercio apparecchi specifici: tra i sistemi più recenti c’è Google Cast, il vecchio Chromecast, adatto e facile da usare, soprattutto se si possiede uno smartphone Android. Per proiettare un contenuto sulla TV basta toccare il tasto “Cast” dell’app. Prima di affidarsi ad una tecnologia, naturalmente è sempre fondamentale capire quali sono le caratteristiche e le opportunità tecniche offerte da TV e smartphone.
- Collegare smartphone e TV con supporto al DLNA: Le tv di ultima generazione sono dotate di una connessione a Internet con il Wi-Fi e hanno quasi sempre supporto al DLNA, un protocollo che mette in comunicazione diversi dispositivi connessi alla medesima rete locale.
- Collegare smartphone e TV tramite applicazioni: Sia sui dispositivi Android che su quelli iOS ci sono delle specifiche app in grado di far comunicare il cellulare con lo schermo del televisore. Leggi anche il nostro approfondimento su come collegare lo smartphone alla tv.
Come trasferire le foto da smartphone a PC?
Liberare la memoria dello smartphone per avere performance migliori e maggiore velocità è un tema che riguarda praticamente tutti. Gran parte dello spazio è certamente occupato dalle foto che però possono essere facilmente trasferite sul PC alleggerendo lo smartphone. L’operazione è estremamente semplice: è possibile collegare il telefono al PC tramite cavo USB oppure si possono sfruttare i servizi cloud per scaricare e sincronizzare le foto tramite Internet. Scopri come trasferire le foto da smartphone a PC passo passo.
Come stampare dallo smartphone?
Per poter stampare direttamente dallo smartphone senza dover necessariamente accendere il computer, esistono dei servizi gratuiti, in particolare per i due principali sistemi operativi: Android e iOS.
- Google Cloud Print: Basta un account Google e uno smartphone Android per poter registrare la stampante: quelle wifi possono connettersi direttamente alla rete mentre quelle non wifi devono essere collegate a un computer e configurate da Google Chrome.
- Apple AirPrint: Funziona solo con stampanti wifi predisposte per AirPrint: la stampante e il dispositivo (Apple) devono essere connessi alla stessa rete wifi. Si può mandare in stampa da tutte le applicazioni Apple (Safari, immagini, Mail, ...) e anche da alcune app che supportano AirPrint (ad esempio Adobe Reader) senza dover configurare il dispositivo.
