C’era una volta il sogno di un focolare moderno: una Veneta Cucine modello Sakura e, incastonato come un gioiello di ingegneria tedesca, un frigorifero da incasso Bosch KIV86VSE0. Sulla carta, la promessa di un’esistenza al riparo dai rumori del mondo, forte dei suoi 35 decibel dichiarati — praticamente il sussurro di un angelo in una stanza vuota.
Al secondo giorno dal montaggio, l’angelo ha deciso di trasformarsi in un trattore da cantiere. Un ronzio vibrante, cupo e perentorio ha iniziato a dominare il soggiorno, divorando senza pietà l'audio del televisore posizionato a ben cinque metri di distanza.
Ingenui, abbiamo ipotizzato un difetto di montaggio. I tecnici di Veneta Cucine, con ammirevole premura, sono tornati, hanno controllato e hanno assolto il mobile: l'incasso era a regola d’arte. Il demone risiedeva proprio nelle viscere dell’elettrodomestico.
Entra così in scena la burocrazia del freddo: l’assistenza autorizzata eXclusiveservice di Roma. Il tecnico spedito dalla casa madre ascolta il concerto, annuisce con la gravità di un saggio filosofo e pronuncia la sua sentenza: il frigorifero non è rotto, sta solo manifestando la sua esuberante vitalità.
Di fronte al nostro sconcerto, il tecnico cita la dottrina ufficiale presente sul sito Bosch: “Il tuo frigorifero fa rumore? Buona notizia! Significa che funziona.” Una logica cartesiana impeccabile: se fa rumore vive, se tace è morto. Quando azzardiamo il tema dei 35 decibel da scheda tecnica, il saggio sfodera il colpo di grazia con sorniona ironia: “Chi può mai stabilire in una casa quanti siano 35 o 50 decibel? La carta scrive, ma la realtà è inafferrabile.”
Scacco matto. 120 euro di diritto di chiamata per una lezione di metafisica applicata (che mi sono rifiutato di pagare, io in modalità Marchese del Grillo): la rumorosità è un’opinione e il malfunzionamento è una virtù.
Non restava che la resa. Abbiamo chiesto asilo a Veneta Cucine, che ci ha concesso la sostituzione con un Samsung (dietro il pagamento di una franchigia).
Fuori il gigante filosofico tedesco, dentro il coreano. Il Samsung entra, la spina si inserisce e... il silenzio. Un silenzio benedetto, assoluto.
Adesso la tv si sente di nuovo. Resta solo da fare un conto della serva: 2.050 euro complessivi (tra acquisto iniziale e franchigia di cambio) per scoprire che, nel meraviglioso mondo Bosch, se compri il silenzio ti rifilano un'orchestra di ronzii e pretendono pure che tu li ringrazi.