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€48.000 versati per acquistare casa: quanto deve lottare un consumatore per riavere i propri soldi?

In lavorazione Pubblico

TZERO SRL

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Altro

Reclamo

J. L.

A: TZERO SRL

28/09/2026

Sono una consumatrice privata e ho deciso di rendere pubblica la mia esperienza con TZERO S.r.l., perché credo che la mia vicenda ponga una domanda molto semplice: quanto è realmente tutelato un normale consumatore quando acquista un immobile? Nel marzo 2025 ho sottoscritto con TZERO S.r.l. un contratto preliminare per l’acquisto di un appartamento a Milano e ho versato complessivamente €48.000 a titolo di caparra confirmatoria. La compravendita non si è conclusa. Sono sorte contestazioni relative, tra l’altro, allo stato di completamento dell’immobile, alla documentazione tecnica e alle condizioni necessarie per arrivare alla stipula. Successivamente, l’immobile oggetto del mio preliminare è stato venduto da TZERO a terzi. Io, però, non ho riavuto i €48.000 che avevo versato. Da semplice acquirente mi sono quindi trovata costretta a rivolgermi a un avvocato e ad iniziare una causa davanti al Tribunale di Milano (R.G. 2746/2026) per tutelare i miei diritti. Nel giudizio chiedo, in via principale, il riconoscimento di €96.000 quale doppio della caparra confirmatoria ai sensi dell’art. 1385 c.c. e, in ogni caso, almeno la restituzione dei €48.000 effettivamente versati. Voglio precisare con assoluta chiarezza che la causa è tuttora pendente e non è ancora intervenuta alcuna sentenza sul merito. Sarà naturalmente il Tribunale a stabilire definitivamente le responsabilità delle parti e l’eventuale mio diritto al doppio della caparra. Ci sono però alcuni fatti che sono già accaduti e sono documentati: Ho versato €48.000. Non ho acquistato l’appartamento. L’appartamento è stato successivamente venduto a terzi. I miei €48.000 non mi sono stati restituiti. Il 21 maggio 2026, nel corso della causa, il Giudice ha formulato una proposta conciliativa molto semplice: restituzione a mio favore dei €48.000 effettivamente versati, con compensazione delle spese legali. Io ho accettato. TZERO non ha aderito alla proposta e la causa è proseguita. Nel frattempo la situazione si è ulteriormente complicata. TZERO ha avviato una procedura di regolazione della crisi e il Commissario Giudiziale ha confermato per iscritto che risulto inserita fin dall’origine nell’elenco dei creditori per la caparra versata. Nelle note depositate dal mio legale il 17 settembre 2026 è stato precisato che, allo stato, il mio credito nella procedura risulta indicato per €48.000. Ora, dalla visura camerale aggiornata al 28 settembre 2026, risulta inoltre che TZERO ha depositato il 15 settembre 2026 una domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi degli artt. 57 e 61 CCII, nell’ambito del procedimento n. 655-2/2026. Dalla stessa documentazione risulta che è stato approvato un piano di risanamento con le condizioni di soddisfacimento dei creditori. Ad oggi non conosco ancora quale trattamento concreto sia previsto da tale accordo per il mio credito di €48.000 e non intendo anticipare conclusioni che non siano supportate dai documenti. Ma proprio questo rende la mia situazione, come consumatrice, ancora più preoccupante. Il 24 settembre 2026 il Tribunale di Milano ha ritenuto non rilevanti per la decisione sia la CTU richiesta dalla mia difesa sia le prove testimoniali richieste da TZERO e ha quindi respinto entrambe le richieste istruttorie. Nonostante ciò, la causa è stata rinviata per la rimessione in decisione al 27 gennaio 2028. Quindi oggi mi trovo in questa situazione: ho effettivamente versato €48.000 per acquistare una casa; non ho ricevuto la casa; l’immobile è stato successivamente venduto a terzi; ho accettato persino la proposta del Giudice di ricevere semplicemente indietro i miei €48.000; non ho ancora recuperato un euro; la mia causa arriverà alla fase della decisione nel 2028; mentre nel 2026 la società sta già procedendo alla ristrutturazione dei propri debiti. Ed è qui che la mia vicenda, secondo me, va oltre il singolo contenzioso. Quanto tempo, quanti avvocati, quante spese e quante procedure deve affrontare una persona normale semplicemente per cercare di recuperare €48.000 versati per acquistare una casa che non ha ricevuto? Un normale consumatore non dovrebbe essere costretto a diventare esperto di procedura civile, CTU, crediti litigiosi, procedure concorsuali e ristrutturazioni del debito semplicemente per cercare di proteggere i propri risparmi. E soprattutto mi preoccupa una cosa molto concreta: mentre io devo attendere fino al 2028 perché la mia causa arrivi alla fase della decisione, la procedura con cui TZERO sta ristrutturando i propri debiti è già in corso oggi. Non sto utilizzando questo spazio per chiedere ad Altroconsumo o al pubblico di decidere chi abbia ragione nella causa. Il processo è ancora in corso e sarà il Tribunale a decidere. Sto semplicemente raccontando pubblicamente, come consumatrice, fatti realmente accaduti e documentati. E rivolgo pubblicamente a TZERO S.r.l. una domanda molto semplice: perché, dopo che l’immobile oggetto del mio preliminare è stato venduto a terzi e dopo che io avevo persino accettato la proposta conciliativa del Giudice di ricevere semplicemente indietro i €48.000 che avevo versato, devo ancora affrontare anni di causa per cercare di recuperare i miei soldi? Chiedo pertanto a TZERO S.r.l. una risposta chiara e una soluzione concreta per la restituzione dei €48.000 effettivamente versati, fermo restando quanto sarà definitivamente deciso dal Tribunale nella causa pendente. Ho deciso di rendere pubblica questa esperienza anche perché ritengo importante che altri consumatori che intendono acquistare un immobile conoscano ciò che può accadere e quanto possa diventare difficile tutelare concretamente i propri risparmi. Continuerò ad aggiornare questo reclamo esclusivamente sulla base degli sviluppi reali e documentati della vicenda.


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