La disdetta del numero telefonico 0761-308217, è stata inviata, su richiesta del centro Tim della mia città, tramite raccomandata, in data 18/09/2025, allegando tutti i documenti da loro richiesti e cioè modulo fornito dal centro Tim, certificato di morte di Agneni Cesare e copia del mio documento, in quanto mittente della raccomandata. Nella ricevuta di ritorno che conservo ancora, risulta che la raccomandata è stata ricevuta dal destinatario in data 23/09/25.
Nonostante questo, abbiamo continuato a ricevere bollette fino a dicembre, puntualmente pagate.
A gennaio, dopo aver ricevuto nuovamente la fattura della bolletta, chiamo Telecom Italia dal numero fisso del mio ufficio per fare presente che nonostante la disdetta inviata mesi prima, continuano ad arrivarci bollette da pagare. Ci invitano ad inviare di nuovo tutti i documenti al seguente indirizzo e-mail : documenti187@telecomitalia.it.
In data 28/01/2026 allego di nuovo tutti i documenti già inviati nella prima raccomandata, compresa copia della ricevuta di ritorno, chiedendo anche il rimborso delle fatture pagate precedentemente.
Seguono altre due e-mail di sollecito da parte mia,inviate in data 6/02/2026 e 10/03/2026.
A maggio riceviamo un'altra bolletta di 52,39 che include finalmente anche i costi di disattivazione. Pago immediatamente sperando di essermi liberata per sempre di questa vicenda.
Riceviamo ora lettera dall'ufficio legale di At group per recupero crediti per fatture non pagate nel 2026.
L'azienda TIM dal 26 settembre 2025, data in cui ha ricevuto la prima raccomandata, di cui ho ricevuta, avrebbe avuto 30 giorni di tempo per chiudere il contratto. Nonostante questo ha continuato ad inviare bollette che abbiamo pagato perchè pensavamo che avessero avuto dei ritardi anche se non giustificabili.
Non pensavamo che la vicenda si procrastinasse fino al 2026 e che ci venisse chiesto di pagare, addirittura tramite una società di recupero crediti, ancora bollette relative al nuovo anno sperando in uno sfinimento da parte del cliente costretto quindi a cedere.
E' questo un atteggiamento non serio e professionale da parte di un'azienda e noi abbiamo tutti i documenti e le ricevute per dimostrare che abbiamo agito sempre in maniera corretta, pagando addirittura più del dovuto.