Ho 83 anni e possiedo una caldaia ibrida Daikin installata alla fine del 2022.
Fin dall’avvio, quando l’impianto era ancora in garanzia, si sono verificati continui cali di pressione, blocchi e ripetute assenze di acqua calda e riscaldamento. Sono rimasta più volte al freddo anche durante l’inverno.
Tra il 2023 e il 2026 ho pagato oltre 1.250 euro documentati per uscite tecniche, manutenzioni, verifiche, riparazioni e sostituzioni, senza che Daikin e la sua rete autorizzata riuscissero a individuare e rimuovere definitivamente la causa.
Per anni Daikin ha continuato a indirizzarmi verso il medesimo centro assistenza, nonostante gli interventi non risolvessero i cali di pressione e nonostante avessi chiesto un’alternativa. Nei rapporti tecnici disponibili non risulta documentata neppure una verifica specifica dell’unità esterna quando da essa fuoriusciva abbondante acqua.
Alla fine del 2025 un diverso centro autorizzato ha sostituito un componente dell’unità esterna, dichiarando l’impianto ripristinato e funzionante.
Il 13 aprile 2026 ho pagato 250 euro per la manutenzione annuale. La macchina è stata dichiarata funzionante e non è stata segnalata alcuna criticità sul componente, sulle tubazioni, sull’installazione o sulla protezione antigelo.
Poche settimane dopo lo stesso componente ha ricominciato a perdere e la pressione è nuovamente crollata.
A fronte delle mie richieste, tramite la rete Daikin è stata fornita una spiegazione astratta sulla funzione antigelo, senza indicare data e ora dell’evento, temperature rilevate, log, codici errore, misurazioni, verifica dell’installazione o nesso causale con la perdita concreta.
Daikin ha poi dichiarato scaduta la garanzia generale, ha offerto gratuitamente il solo componente e ha posto diagnosi e manodopera a mio carico presso lo stesso centro il cui intervento precedente era contestato. Ogni chiarimento tecnico è stato rinviato a tale centro, che anche quest'ultimo non ha mai fornito.
Ho formulato una proposta estremamente ragionevole: accettare il componente offerto e pagare personalmente diagnosi e manodopera presso un diverso Centro Servizi Autorizzato, lasciando alla stessa Daikin la piena libertà di scegliere il tecnico.
Daikin ha rifiutato anche questa soluzione, ha mantenuto il centro contestato e ha infine chiuso il ticket senza che fosse mai stata prodotta una diagnosi causale concreta, documentata e firmata.
La condotta è particolarmente grave perché riguarda una cliente anziana, rimasta ripetutamente senza servizi essenziali, costretta a sostenere spese continue e lasciata per anni dentro un circuito di rimpalli.
Daikin governa la propria rete autorizzata, decide il centro incaricato e ha partecipato alla definizione economica dell’intervento; tuttavia, quando è stata chiesta una verifica indipendente all’interno della stessa rete, ha rifiutato e ha chiuso la pratica senza soluzione.
Chiedo:
1. la riapertura immediata del ticket n. 13022224;
2. l’assegnazione di un diverso Centro Servizi Autorizzato, scelto da Daikin e privo di coinvolgimento negli interventi contestati;
3. una diagnosi tecnica concreta, datata e firmata, che individui la causa della perdita, le verifiche eseguite e il relativo nesso causale;
4. la riparazione definitiva e il collaudo dell’impianto;
5. il rimborso o lo storno delle somme pagate per prestazioni che non hanno prodotto una diagnosi causale utile;
6. una risposta scritta e motivata sul reiterato rifiuto di consentire una verifica presso un diverso centro autorizzato.
Tutto quanto esposto è documentato mediante fatture, rapporti tecnici, PEC e comunicazioni ufficiali.
Ritengo questa gestione post-vendita gravemente inaccettabile, soprattutto nei confronti di una consumatrice di 83 anni che dipende dall’impianto per acqua calda e riscaldamento.
Dopo questa esperienza non acquisterei nuovamente un prodotto Daikin e sconsiglio fermamente il marchio, in particolare alle persone anziane o fragili.