Circa un anno fa ho fatto installare nella mia abitazione un impianto di climatizzazione Airzone, con una spesa complessiva di qualche migliaio di euro. Al momento dell'acquisto, la gestione da remoto tramite l'app Airzone Cloud era inclusa gratuitamente ed è stata uno degli elementi che mi hanno fatto scegliere questo sistema.
Da pochi giorni Airzone ha deciso di far pagare questo servizio 48 € all'anno. Non si tratta di una funzione nuova o aggiuntiva: è la stessa che uso dal primo giorno e che era parte del prodotto che ho pagato.
Ritengo questa pratica scorretta per tre motivi:
1. Cambia le condizioni dopo la vendita. Chi ha acquistato l'impianto lo ha fatto sapendo che la gestione via app era gratuita. Farla pagare dopo significa modificare unilateralmente ciò che si è venduto.
2. Il cliente non ha alternative reali. L'impianto è installato e costoso. Non posso cambiare fornitore per evitare un abbonamento, quindi sono di fatto obbligato a pagare o a perdere una funzione che avevo.
3. Va contro lo spirito delle tutele sui servizi digitali. La normativa europea sui contenuti e servizi digitali (Direttiva UE 2019/770, recepita nel Codice del Consumo) prevede che le modifiche a un servizio digitale non comportino costi aggiuntivi per il consumatore senza che ricorrano precise condizioni.
Non sono contrario al fatto che un'azienda offra servizi a pagamento. Ma solo per funzioni nuove e aggiuntive. Quello che era incluso al momento dell'acquisto deve rimanere gratuito per chi l'ha già pagato.
Chiedo ad Altroconsumo di:
• verificare la correttezza di questa pratica;
• chiedere ad Airzone di mantenere gratuite le funzioni esistenti per tutti i clienti che hanno acquistato prima del cambio;
• raccogliere le segnalazioni degli altri utenti nella stessa situazione.