Oggetto: Reclamo per richiesta di pagamento relativa a prestazione sanitaria già pagata – contestazione della presunta tardività della richiesta e della mancata ricezione di solleciti
Spett.le Altroconsumo,
mi rivolgo a Voi per chiedere assistenza in merito a una contestazione con l'AUSL e con l'agenzia incaricata del recupero crediti, relativa a una prestazione sanitaria che ho regolarmente usufruito e pagato.
A distanza di tempo mi è stata notificata una diffida di pagamento, nonostante la prestazione sanitaria in questione risulti da me già pagata.
L'AUSL e l'agenzia di recupero crediti sostengono che la mia richiesta di cambiare ambulatorio sarebbe stata presentata tardivamente e che, di conseguenza, avrei ricevuto un avviso e successivamente un sollecito di pagamento che avrei trascurato.
Ho contestato tale ricostruzione e ho chiesto espressamente, tramite PEC, di fornirmi la prova documentale della presunta tardività della mia richiesta, nonché la documentazione comprovante l'effettivo invio e ricevimento dei precedenti avvisi e solleciti di pagamento.
La risposta ricevuta, tuttavia, non mi ha fornito una documentazione oggettiva idonea a dimostrare quanto affermato. Mi è stato trasmesso un testo manoscritto nel quale un funzionario indica una data e un orario, ma tale annotazione, a mio avviso, costituisce una semplice dichiarazione interna e non appare sufficiente a dimostrare, di per sé, né la data effettiva della mia richiesta né l'avvenuta comunicazione di un sollecito o di una diffida.
Preciso inoltre che dal 2024 non ho mai ricevuto alcun sollecito, diffida o altra comunicazione relativa a questo presunto debito, fino alla segnalazione che ho ricevuto soltanto nel mese di luglio su IO
Dispongo inoltre dell'applicazione IO dal 2021 attraverso la quale ricevo le comunicazioni delle pubbliche amministrazioni quando vengono trasmesse tramite tale canale. Non ho ricevuto, per quanto mi risulta, alcuna comunicazione relativa a questo presunto insoluto.
Il problema che ritengo particolarmente rilevante è che, a distanza di così tanto tempo, mi viene chiesto di dimostrare di non aver ricevuto comunicazioni che l'AUSL sostiene invece di aver inviato. Si tratta evidentemente di una situazione nella quale la prova negativa è estremamente difficile da fornire.
Ritengo quindi necessario che chi sostiene l'esistenza di un precedente avviso o sollecito sia in grado di produrre una documentazione verificabile, dalla quale risultino almeno:
la data della mia presunta richiesta tardiva;
la modalità attraverso la quale tale richiesta sarebbe stata presentata;
la data di registrazione/protocollazione della richiesta;
la data dell'eventuale avviso di pagamento;
la data e la modalità di invio del successivo sollecito;
l'indirizzo o recapito al quale tali comunicazioni sarebbero state inviate;
la prova dell'effettivo invio e, ove previsto, della relativa consegna o ricezione;
l'eventuale documentazione dalla quale risulti la formazione del presunto debito;
l'indicazione delle ragioni per cui, nonostante la prestazione sia stata da me pagata, viene ora richiesto un ulteriore pagamento.
Non ritengo sufficiente, ai fini della prova, una mera annotazione manoscritta effettuata successivamente da un funzionario, priva di documentazione originaria che consenta di verificare quanto dichiarato.
Non intendo sottrarmi a un eventuale obbligo di pagamento qualora venga dimostrato documentalmente che esso esiste effettivamente; tuttavia, non ritengo corretto che mi venga richiesto il pagamento di una somma sulla base di una ricostruzione che, allo stato, non mi è stata adeguatamente documentata.
Chiedo pertanto ad Altroconsumo di valutare la situazione e di indicarmi come tutelarmi nei confronti dell'AUSL e dell'agenzia di recupero crediti, con particolare riferimento all'onere di dimostrare l'esistenza del presunto debito, la correttezza della procedura seguita e l'effettivo invio delle precedenti comunicazioni.
Chiedo inoltre di sapere se, prima di procedere a qualsiasi pagamento, sia opportuno contestare formalmente la richiesta e chiedere la sospensione dell'attività di recupero fino alla completa produzione della documentazione.
Sono disponibile a trasmettere copia della diffida ricevuta, delle comunicazioni intercorse tramite PEC, della risposta dell'AUSL e dell'annotazione manoscritta che mi è stata fornita.
Confidando nel Vostro supporto, resto in attesa di un Vostro riscontro e di indicazioni sulle iniziative più opportune da intraprendere.
Cordiali saluti
Daniela Banciu
Finale Emilia MO
3518188792
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