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Contestazione Stato d'Uso e addebiti illegittimi - Contratto RCI 0545348222

In lavorazione Pubblico

Tipologia di problema:

Altro

Reclamo

G. A.

A: RCI BANQUE

12/08/2026

Mittente: Giovanna Apuzzo Via Monaco 1, 5 – 90011 Bagheria (PA) PEC/Mail: tonygiovyseidita@gmail.com Cell. 3408636424 Destinatario: RCI Banque S.A. - Succursale Italiana Via Tiburtina 1159, 00156 Roma (RM) PEC: rcibanque@legalmail.it (o mail: clienti-it@crm.rcibs.it) e p.c. (per conoscenza): Gi.Bi. Auto S.p.A. Via Partanna Mondello 52, 90151 Palermo (PA) PEC: gibiauto@pec.it (o mail: reclami@gibiauto.com) Inoltrato tramite piattaforma "Reclama Facile" di Altroconsumo OGGETTO: Contestazione formale stato d'uso, violazione del principio di buona fede contrattuale e richiesta di ripetizione dell'indebito / risarcimento danni – Contratto n. 0545348222 – Veicolo Renault Arkana tg. GK265TP Con la presente, la sottoscritta Giovanna Apuzzo contesta formalmente i conteggi e gli importi applicati in occasione della restituzione del veicolo in oggetto, avvenuta in data 6 agosto 2026 presso la concessionaria Gi.Bi. Auto di Palermo, per le ragioni di seguito esposte. 1. Condotta della scrivente improntata alla massima responsabilità e buona fede La scrivente ci tiene a precisare di aver sempre onorato il debito contrattuale con la massima puntualità, nonostante le gravissime difficoltà economiche e personali già formalmente esposte nella precedente comunicazione datata 17 giugno 2026 (che si allega in copia alla presente). La decisione di anticipare la restituzione del veicolo è stata guidata esclusivamente dal senso di responsabilità per evitare insolvenze future, e dalla necessità di consegnare l'auto prima del sopraggiungere di un imminente fermo amministrativo e dell'addebito di una nuova rata. Tale situazione di urgenza, comunicata in totale trasparenza al venditore, ha generato nella scrivente un forte stato d'ansia e soffocamento psicologico, impedendole di bloccare la pratica al momento della consegna per non incorrere in ulteriori e insostenibili aggravi. 2. Grave anomalia e manipolazione dei fogli di Stato d’Uso. In data 6 agosto, al momento del disbrigo delle pratiche, il personale della concessionaria ha esibito per errore due diversi documenti di "Stato d'Uso", entrambi redatti in data 22 luglio 2026. Il primo foglio riportava costi nettamente inferiori per gli pneumatici (600€) e per il girovettura (1500€). Il secondo documento, che la scrivente ha dovuto accettare solo a causa della stringente urgenza sopra descritta, presentava invece costi ingiustificatamente gonfiati (pneumatici a 900€ e girovettura a 1800€). Il primo documento con le tariffe più basse è stato repentinamente occultato dal personale non appena emerso l'errore. Tale condotta viola palesemente i doveri di trasparenza, correttezza e buona fede delle parti nelle trattative e nell'esecuzione del contratto (Art. 1337 e 1375 c.c.). 3. Addebito illegittimo di manutenzioni future e prezzi fuori mercato Nel conteggio finale di 3.000€ sono state inserite somme del tutto prive di fondamento giuridico: • Revisione ministeriale: addebitati 100€ (a fronte di una tariffa fissa di legge di circa 79€) per una scadenza prevista a fine ottobre 2026. • Tagliando futuro: addebitati circa 300€ per la manutenzione ordinaria che sarebbe scaduta a fine ottobre/novembre 2026. • Pneumatici: conteggiati 900€ per quattro pneumatici commerciali Kumho Ecsta (il cui valore reale di mercato, montaggio incluso, non supera i 350/400€ totali). Avendo la scrivente consegnato l'auto in data 6 agosto 2026, pretendere il pagamento preventivo di spese di manutenzione e scadenze di legge future, che matureranno mesi dopo la riconsegna, configura un indebito arricchimento da parte di codesta società. Tutto ciò premesso, la scrivente DIFFIDA E METTE IN MORA codesta società RCI Banque S.A., in solido con la concessionaria Gi.Bi. Auto, al rimborso immediato della somma di € 1.200,00 (milleduecento/00), indebitamente percepita per la quota dei pneumatici sovrastimata e per le spese di revisione e tagliando futuro non dovute. Si richiede altresì il risarcimento del danno morale patito, quantificabile in € 2.000,00, causato dalla condotta contraria a buona fede del Vs. personale che, pur essendo a conoscenza dello stato di totale indigenza e della documentata urgenza della scrivente, ha applicato tariffe alterate e gonfiate. Tale illegittima pretesa economica ha costretto la scrivente a privarsi e a svendere i propri preziosi ricordi e ori di famiglia (operazione effettuata a nome del coniuge Seidita Antonino, la cui ricevuta di transazione viene allegata in copia, per quanto parzialmente deteriorata) al solo scopo di reperire con drammatica urgenza la liquidità da voi richiesta. In mancanza di riscontro e di rimborso entro 10 (dieci) giorni dal ricevimento della presente, la pratica verrà interamente affidata all'Associazione Consumatori e alle autorità competenti per la tutela dei diritti della scrivente. Con riserva di ogni diritto. Bagheria, 12 agosto 2026 Firma Giovanna Apuzzo Allegati: 1. Copia comunicazione formale del 17/06/2026. 2. Copia della ricevuta dell'operazione di cessione ori (intestata a Seidita Antonino).

Richiesta di assistenza 27 agosto 2026

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