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Coop Sirmione / SAIT: chi ha incaricato Parkdepot per il parcheggio?

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COOP TRENTINO ALTO-ADIGE

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N. M.

A: COOP TRENTINO ALTO-ADIGE

29/10/2026

Spett.le COOP Trentino Alto-Adige / SAIT – Consorzio delle Cooperative di Consumo Trentine Soc. Coop., Il punto vendita Coop di Piazza Unità d’Italia 11, Sirmione, figura sul vostro sito. Parkdepot pretende una penale per l’area antistante la vostra insegna. I consumatori devono sapere chi ne stabilisce le regole, chi ha incaricato Parkdepot e quale ruolo svolgono SAIT e il negozio. Chiedo di chiarirlo e di assumere le iniziative che vi competono. Il 19 agosto 2026 vi è stata consegnata via PEC, insieme a Parkdepot, la contestazione della richiesta iniziale di 54 euro: domandavo chi gestisse l’area, quali regole vigessero e quali fossero gli orari del negozio. SAIT non ha risposto. Ho anche esercitato i diritti GDPR nei confronti di Parkdepot; la società non ha risposto entro il mese previsto dall’art. 12, par. 3, GDPR, né comunicato una proroga motivata. Sono invece arrivati per posta ordinaria due solleciti: 59 euro il 10 settembre e 62 euro il 9 ottobre. Il 29 ottobre ho reiterato la contestazione e ho segnalato all’AGCM le modalità commerciali adottate. È una pretesa contrattuale privata, non una multa della polizia. Sono l’intestataria destinataria delle lettere: non ammetto chi guidasse, la conclusione di un contratto o la debenza della somma. Chi pretende il pagamento deve provarne i presupposti (art. 2697 c.c.), senza sostituire le prove con solleciti e maggiorazioni. ORARI DOMENICALI: SAIT DOCUMENTI COSA ACCADDE IL 26 LUGLIO Il vostro sito indica oggi per la domenica l’orario 08:30–13:00. Parkdepot colloca la presunta permanenza del veicolo domenica 26 luglio 2026 tra le 13:04 e le 17:45: una fascia successiva all’attuale orario di chiusura. Gli orari pubblicati oggi non provano quelli del 26 luglio. Documentate quindi l’orario effettivo del negozio in quella data e ogni eventuale apertura straordinaria. Se era chiuso, quale rotazione dei clienti Coop giustificava il limite di 60 minuti e la penale di 54 euro? Quali altri esercizi erano serviti dagli stalli e con quali orari? Chi avrebbe subito la “potenziale perdita di clientela” invocata? CHI HA INCARICATO PARKDEPOT? Parkdepot afferma di essere autorizzata dal proprietario dell’area, senza identificarlo. Indicate chi possedeva e gestiva l’area il 26 luglio, chi ha firmato l’incarico, quale rapporto aveva con SAIT e il negozio, chi ha approvato limite, penale e lettura targhe, chi incassa e chi beneficia del sistema. Se SAIT è estranea, dichiaratelo e identificate il responsabile. Se SAIT o il gestore del punto vendita ha incaricato Parkdepot, approvato o beneficiato del sistema, intervenite per annullare la pratica e rivedere la gestione. UN CONTRATTO NON SI PROVA CON IL SOLO TRANSITO L’area appare continua con la piazza. Le vedute Google Maps del 2025 documentano la conformazione, non lo stato dei cartelli il 26 luglio 2026. Chiedo foto datate degli accessi, planimetria, telecamere, dimensioni e testo dei cartelli e condizioni allora vigenti, dal punto di vista di chi arriva. Un cartello qualsiasi non prova che fossero leggibili prima dell’ingresso natura privata, limite, 54 euro e lettura della targa. Gli artt. 1336 e 1341 c.c. rendono decisiva la conoscibilità di offerta e condizioni generali. Quali verifiche avete fatto sulla segnaletica presso la vostra insegna? Gli orari trascritti in una lettera non provano da soli controparte, contratto o debito. Chiedo immagini, informazioni tecniche e titolo per esigere la somma. L’art. 1382 c.c. presuppone una penale validamente pattuita; l’art. 1384 c.c. consente di ridurla se manifestamente eccessiva. L’art. 33, comma 2, lett. f), del Codice del consumo presume vessatoria, fino a prova contraria, una penale manifestamente eccessiva. Perché 54 euro in quella fascia domenicale? Quali clausole e costi documentati giustificano i successivi 5 e 3 euro? SAIT chieda queste prove. PRESSIONI, SILENZIO E DIRITTO A CONTESTARE Dopo la PEC, Parkdepot ha inviato “primo avviso” e “secondo sollecito”, aumentando la cifra e prospettando ulteriori costi senza rispondere ai punti contestati. La posta ordinaria non annulla la pretesa, ma non certifica consegna e data; la mia PEC è documentata. Nelle lettere la PEC di Parkdepot non era indicata: l’ho cercata io. Telefono e portale esistono, ma non giustificano il silenzio. Il richiamo alla “mora”, le maggiorazioni e le possibili spese giudiziarie possono indurre a pagare per timore. Ho chiesto all’AGCM di valutarne la correttezza alla luce degli artt. 20–25 del Codice del consumo. Parkdepot sostiene inoltre che il proprietario del veicolo abbia l’“onere” di indicare chi guidava. Chiedo a SAIT di far precisare quale norma imporrebbe, per una pretesa contrattuale privata, la comunicazione del nome e indirizzo di un terzo. L’art. 196 del Codice della strada riguarda sanzioni amministrative e non trasferisce automaticamente la relativa solidarietà a una penale privata. L’intestazione del veicolo, da sola, non identifica chi avrebbe accettato le condizioni. DATI PERSONALI: CHI DECIDE E CHI RISPONDE? Il sistema acquisisce la targa e orari, reperisce i dati dell’intestataria e li usa per chiedere il pagamento. SAIT o il gestore del punto vendita decide finalità e mezzi del trattamento, riceve dati o dà istruzioni a Parkdepot? Chi è titolare, eventuale contitolare o responsabile? Chi ha verificato informativa prima delle telecamere, base giuridica e tempi di conservazione? Non attribuisco a SAIT una violazione GDPR senza conoscere il suo ruolo; chiedo che lo chiarisca. Parkdepot deve comunque spiegare il mancato riscontro alla mia istanza. Se emergessero violazioni, sarà il Garante privacy a valutare provvedimenti verso i soggetti effettivamente responsabili. LE RISPOSTE CHE CHIEDO A SAIT Rispondete punto per punto alla PEC del 19 agosto e a questo reclamo, indicando i documenti su cui basate ogni risposta. Identificate proprietario, gestore e committente di Parkdepot, ruolo di SAIT e del negozio, beneficiari della gestione e degli incassi. Documentate gli orari effettivi di domenica 26 luglio 2026, precisate se il negozio fosse aperto nella fascia 13:04–17:45 e quale interesse tutelasse allora il limite. Producete o fate produrre segnaletica e condizioni vigenti alla data, prove della richiesta, criterio dei 54 euro e base degli 8 euro aggiunti. Chiarite i ruoli nel trattamento delle targhe, quali verifiche avete compiuto dopo la mia PEC e se avete ricevuto contestazioni analoghe per la stessa area. Indicate se, durante l’esame di un reclamo documentato, sia prevista una sospensione dei solleciti e delle maggiorazioni. Se avete potere sulla gestione, chiedete a Parkdepot di sospendere il recupero e annullare la pratica; se non l’avete, indicate chi può farlo e come siete intervenuti presso quel soggetto. Confermate per iscritto l’esito. “Rivolgetevi a Parkdepot” non spiegherebbe chi ha imposto quelle condizioni davanti al negozio. Il silenzio di una cooperativa su un sistema associato all’insegna Coop incide sulla fiducia e sulle scelte di acquisto dei clienti. Pubblicherò fedelmente anche una vostra risposta documentata. Se le autorità accertassero pratiche scorrette o violazioni privacy, i responsabili potrebbero subire provvedimenti e sanzioni: SAIT chiarisca il suo ruolo e corregga quanto le compete. Ai consumatori che leggono: una richiesta di “penale contrattuale” privata non è una multa della polizia. Conservate lettere e buste, fotografate accessi e cartelli, chiedete chi gestisce l’area e quali condizioni erano conoscibili, contestate per iscritto, esercitate i vostri diritti GDPR e conservate le ricevute PEC. Non pagate soltanto per paura di un sollecito: valutate il vostro caso e fatevi assistere se ricevete un atto giudiziario, rispettando i termini. I dati identificativi sono negli allegati riservati a SAIT e Altroconsumo. Nella risposta pubblica non riportate nome completo, targa, indirizzo o numero di pratica.


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