Sono un architetto, ma qui scrivo nel ruolo di consumatrice.
Nel 2024 ho acquistato per casa mia una cucina Arredo3 completa di arredi ed elettrodomestici integrati, tutti da listino Arredo3, presso il negozio monomarca di Milano, Piazza Firenze, confidando nel marchio. Il punto vendita esponeva soltanto l’insegna verde Arredo3, senza evidenza di DIA o CVM. Solo alla firma del contratto ho scoperto che il venditore era Distribuzione Italiana Arredamenti (DIA); il collegamento con Centro Veneto del Mobile (CVM) è emerso nei rapporti con il post-vendita.
Progettazione e rilievo sono stati eseguiti dagli arredatori del negozio. Fin dal montaggio, nell’ottobre 2024, sono emerse carenze progettuali, difetti di fornitura ed errori di installazione. Per mesi DIA-CVM ha cercato di attribuirmi la responsabilità dei problemi segnalati.
Ho contestato un vano a giorno realizzato con componenti non idonei, carenze nelle aerazioni e problemi di sicurezza nel fissaggio dei pensili al cartongesso con tasselli inadeguati, nonostante avessi fornito le prescrizioni del costruttore delle pareti. I fissaggi sono stati sistemati solo dopo ripetute PEC redatte col supporto del ingegnere strutturista a mie spese. La sostituzione del vano a giorno ha lasciato danneggiate le prese elettriche, richiedendo un elettricista a mie spese.
Dopo pochi mesi di utilizzo, i bordi delle ante del pensile cappa si sono gonfiati e scollati. DIA-CVM ha attribuito il danno a un utilizzo scorretto o al mancato utilizzo della cappa. Ho dovuto ottenere personalmente dal produttore Silverline una conferma scritta di quanto già documentato con video: proprio con la cappa accesa, il vapore veniva convogliato contro le ante.
Dopo il riconoscimento del produttore e il coinvolgimento di un legale, siamo arrivati all’accordo del 24 luglio 2026, che riconosce l’inidoneità della cappa a gestire la condensa del piano a induzione. Cappa e pensile sono stati sostituiti il 28 luglio, con un mio contributo concordato di 100 euro per la differenza di listino della nuova cappa. Ho cancellato la precedente recensione, confidando nella soluzione della vicenda.
Durante l’intervento del 28 luglio sono stati constatati con il montatore ulteriori rigonfiamenti dei fianchi delle basi lavello e cottura; nel rapporto è stata annotata anche la mancanza di profili protettivi. Sono stati inoltre riscontrati difetti nelle bordature del nuovo pensile e lievi discromie sulle parti a colonna.
L’anta della lavastoviglie cadeva bruscamente durante l’apertura. Dopo circa un anno e mezzo di segnalazioni a DIA-CVM senza soluzione, ho dovuto attivarmi personalmente presso Electrolux per ottenere cerniere adeguate. Secondo l’assistenza, il venditore avrebbe dovuto richiederle rinforzate già all’ordine, dato il peso dell’anta con telaio per maniglia a gola incassata.
FORNO
Nel display sono comparse progressivamente macchie, identificate dal tecnico come moscerini, polvere e briciole penetrati tra vetro protettivo e display. Il tecnico ITEI, assistenza autorizzata Electrolux, ha spiegato che gli insetti sono attratti dalla luce e dal calore. Ha rifiutato smontaggio e pulizia in garanzia per il rischio di rompere il display, prospettando l’operazione soltanto a pagamento. Ha inoltre dichiarato di non poter sigillare l’apertura né garantire che il fenomeno non si ripresentasse.
Ho contestato che il rischio di danni durante l’intervento giustificasse il rifiuto della garanzia. Poiché la pulizia non eliminerebbe la causa, ho chiesto un forno di altro modello privo del difetto. Non ho ricevuto il rapporto d’intervento richiesto.
PIANO A INDUZIONE
Avevo segnalato un’unica anomalia su una sola zona, resettata togliendo e ripristinando l’alimentazione. L’assistenza ha sostituito la scheda elettronica senza spiegarmi preventivamente natura e caratteristiche del ricambio o possibili variazioni nel funzionamento.
Il tecnico stava andando via dopo la sola verifica dell’accensione del display. Ho eseguito una prova con pentola ancora in sua presenza: sono comparsi immediatamente rumori e vibrazioni prima assenti, trasmessi al top in gres. Ho riscontrato anche un riscaldamento anomalo delle superfici circostanti. Ho contestato subito le anomalie, richiamando un video precedente, ma sono stata rinviata agli uffici senza ottenere rapporto d’intervento e dati identificativi del ricambio.
Ho inviato a ITEI, Electrolux e DIA-CVM fotografie del forno e video comparativi del piano. ITEI ed Electrolux hanno definito regolare la rumorosità senza spiegare il peggioramento dopo la riparazione. La capacità di scaldare i cibi non esaurisce le prestazioni dell’elettrodomestico: prima non produceva quei rumori né trasmetteva quelle vibrazioni e quel calore al top.
Le anomalie sono state constatate e videoregistrate anche da un altro tecnico ITEI, in presenza di testimoni. Le ho contestate come vizio da riparazione: la causa tecnica resta da accertare, ma sono comparse immediatamente dopo l’intervento. Mi è stata comunicata soltanto, a posteriori, l’installazione di una scheda aggiornata nel software e nell’hardware. Per ulteriori verifiche su forno e piano mi è stato chiesto di pagare; ho immediatamente contestato tale pretesa.
Altroconsumo mi ha confermato che il responsabile della garanzia legale, anche per gli elettrodomestici, è il venditore. Ho quindi ribadito a DIA-CVM, già informata e documentata su tutto, di farsi carico della soluzione senza spese a mio carico.
Il referente CVM ha proposto profili a copertura dei fianchi rigonfiati. Li ho accettati esclusivamente come misura temporanea per contenere ulteriori danni ed evitare il blocco dell’anta della lavastoviglie: coprire il danno non lo sana. Le scocche, con finitura sollevata e truciolare scoperto, devono essere sostituite e quelle nuove adeguatamente protette.
Fino al 15 ottobre il referente non ha negato i difetti, ma ha rinviato la definizione della sostituzione delle scocche riferendo del confronto con Arredo3. Ha dichiarato che le bordature del nuovo pensile sono sistemabili in loco e chiesto le risposte PEC di Electrolux, prontamente inoltrate, per attivarsi anche attraverso Arredo3.
Con la diffida del 15 ottobre 2026 a DIA, Electrolux e ITEI, con Arredo3 in copia, ho rinnovato le richieste: sostituzione delle scocche delle basi lavello e cottura, del forno e del piano; ripristino delle bordature del nuovo pensile; limitatori di apertura per evitare urti con le ante adiacenti; verifica congiunta delle discromie. Confermo integralmente la diffida e il termine di 15 giorni assegnato.
DIA non ha fornito un riscontro tecnico formale e puntuale. Il 16 ottobre è invece arrivato il rigetto generico del suo legale, che respinge le contestazioni senza confrontarsi con le evidenze e definisce «pedante» la mia PEC, nella quale ho ricostruito i passaggi rimasti senza riscontro formale. Si appella all’accordo di luglio sostenendo che avrebbe definito ogni questione «in via tombale». Eppure proprio quell’accordo preserva espressamente le garanzie invocate.
Ho contestato il rigetto allegando nuovamente l’accordo, confermando integralmente la diffida del 15 ottobre e ribadendo la disponibilità a individuare con i tecnici soluzioni concrete e risolutive.