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disdetta servizio e rimborso

In lavorazione Pubblico

Tipologia di problema:

Disdetta

Reclamo

C. C.

A: Wind tre s.p.a.

28/06/2026

Spett.le Wind Tre spa, per molti anni, con codice cliente 440664245, mi avete fornito il servizio di telefonia fissa (tecnologia tutto rame) e, con lo stesso contratto, di accesso a Internet per 10 Giga (con connessione mediante una saponetta web da voi fornitami). A novembre 2025 mi avete scritto che dall’1/1/2026 il canone per il tutto rame sarebbe aumentato sensibilmente. Cambiando tecnologia c’erano più alternative, tra cui l’offerta Super Fibra. Il 13/12/2025 presso un vostro punto vendita ho disdetto i 10 Giga: il documento attestante la disdetta fornitomi nel punto vendita è allegato alla mia PEC del 29/4/2026, su cui torno nel seguito. Il 22/12/2025, nello stesso punto vendita, ho sottoscritto il contratto (n° 1340467378534) per Super Fibra con apparato in vendita abbinata e installazione da parte di un vostro tecnico. La tecnologia prevista era “tutto fibra”, cioè con fibra fino al mio domicilio. Per inquadrare meglio il mio reclamo, devo prima ricordare molto stringatamente la storia di tale installazione, o meglio non-installazione. Il tecnico non è mai venuto per l’installazione. In marzo sono stato chiamato dal 159 che mi ha proposto, per evitare di non avere più l’uso del telefono dai primi di aprile dato che nel frattempo era stato deciso che non ci sarebbero stati più servizi “tutto rame”, di passare alla tecnologia “fibra misto rame”: il 23/03/2026 ricontattato dal 159 ho accettato questa tecnologia, e mi è stato detto che mi sarebbe stato subito spedito il relativo modem e in pochi giorni sarebbe venuto un tecnico per metterlo in funzione. Né il modem né il tecnico sono mai arrivati. A inizio aprile il telefono ha smesso di funzionare: ho contattato il 159 e sono stato informato che dal 23 marzo avevo un contratto per tecnologia mista ma senza modem, cioè un contratto che non avevo chiesto e che comunque non mi consentiva di telefonare. Sono corso da un altro fornitore preoccupato di salvare il salvabile, in particolare il mio vecchio numero, che la mia famiglia ha da circa ottanta anni. I dettagli, con le comunicazioni intercorse, su quanto precede sono esposti nelle mie PEC (mittente: 07100@pec2.federfarma.it) dell’8/03/2026, 17/03/2026, e nelle mie e-mail del 14/03/2026, 27/03/2026, tutte inviate a servizioclienti159@windtre.it . Fatemi dire che non trovo molto logico aver dovuto pagare da gennaio la tariffa aumentata per tutto rame, dato che avevo chiesto di cambiare, ma voi, per motivi non dipendenti da me, non siete venuti a cambiarla: che almeno si applicasse la vecchia tariffa. Passiamo al reclamo. Durante tutto quanto descritto sopra, ho continuato a pagare per i 10 Giga disdetti il 13 dicembre, perché ho creduto che la relativa tariffa fosse legata al contratto comprendente la telefonia, ma non ho più utilizzato la saponetta web da metà gennaio, come potete verificare dai vostri tabulati. Il 29/04/2026, già chiuso quel contratto senza modem per me inutile, mi arriva la bolletta per i soli 10 Giga, e capisco che le due voci, telefono e Internet, sono separate: vi scrivo il giorno stesso una PEC per segnalare che ho disdetto a dicembre, allego il documento datomi dal punto vendita al momento della disdetta, e chiedo il rimborso dei pagamenti non dovuti. Il 21/05/2023 mi rispondete con una PEC che gli addebiti sono corretti e non ci sono anomalie. Stupito del mancato rimborso e in ugual misura di non aver avuto alcuna giustificazione di fronte al chiarissimo documento che avevo allegato, il 28/05/2026 telefono al 159 e l’operatore mi invita, per interrompere le fatturazioni, a fare di nuovo con lui al telefono la disdetta. Molto riluttante perché non volevo che la ri-disdetta fosse intesa come una sorta di riconoscimento che il contratto fosse ancora in essere, con la pratica n°1845996033 ri-disdico i 10 Giga, pensando che c’è comunque la prova della disdetta di dicembre. Ma naturalmente devo rispondere alla vostra comunicazione del 21 maggio: così il 31/05/2026 mando una PEC dicendo che non accetto la vostra risposta perché ho fornito la prova della mia disdetta nel 2025; ribadisco che la ri-disdetta del 28 maggio è stata fatta solo per interrompere le fatturazioni e semplificare i rimborsi che ritengo dovuti. Lo 08/06/2026 mi chiama il 159 in risposta alla mia PEC: l’operatore mi dice che non ha documenti per giustificare il rimborso, che i 10 giga risultano attivi e se voglio disdirli insieme a lui; ho pensato che non avesse neanche letto il mio messaggio; gli faccio allora osservare che il documento l’avevo fornito io con una comunicazione precedente ben indicata – infatti l’operatore l’ha subito trovata – e che la ri-disdetta l’avevo appena fatta – e anche questa l’ha subito trovata. Mi dice che avrebbe riparlato con “superiori/supervisori” della vicenda e che entro pochi giorni sarei stato richiamato. Mai più sentito nessuno. Dunque il reclamo è per ottenere il rimborso di tutte le mensilità per i 10 Giga corrisposte dopo la disattivazione del servizio dovuta a seguito della mia comprovata disdetta di dicembre. Purtroppo non è finita qui: il 27/06/2026 Wind Tre mi comunica con e-mail che non c’è più la domiciliazione bancaria per i pagamenti. Ma l’ultima fattura inviatami il 28/05/2026 riporta come data di addebito il 21/06/2026, mentre l’autorizzazione ai pagamenti è stata ritirata il 24/06/2026, come può essere confermato dalla Banca. Peraltro avrei qualcosa da eccepire riguardo quest’ultima fattura, infatti è per una ventina di giorni di aprile di quel contratto attivatomi inspiegabilmente senza modem in contrasto con quello che avevo richiesto, come ho ricordato all’inizio – contratto chiuso il 19/04/2026; poi ci sono i soliti 10 Giga, che ho disdetto mesi e mesi fa. Comunque non pagherò più nulla finché non avrò risposte precise e giustificate su quanto precede, risposte di cui eventualmente mi avvarrò in sede legale. Distinti saluti C.C.


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