Spett.le IKEA Italia Retail S.r.l.,
con la presente desidero sottoporvi direttamente la contestazione relativa alla gestione della consegna e del montaggio della mia cucina IKEA, già oggetto di tre precedenti reclami e comunicazioni formali inviate tramite PEC, nonché di numerose telefonate.
Vi scrivo per richiedere formalmente una decisa e immediata rivalutazione dell'indennizzo da voi proposto, che ritengo del tutto insufficiente e non proporzionato alla gravità, alla durata e alla reiterazione dei disservizi subiti.
Di seguito riassumo gli ultimi sviluppi, che purtroppo hanno ulteriormente aggravato una vicenda già estremamente problematica.
Come già illustrato nelle precedenti comunicazioni, la consegna, il montaggio e l'allacciamento della cucina, relativi agli ordini n. 1601254963 e n. 1601004787, erano originariamente previsti per il 22 giugno 2026.
A seguito di una lunga serie di disservizi – ritardo nella consegna, mancata esecuzione del montaggio, annullamento dell'allacciamento idrico per problematiche tecniche mai evidenziate in fase di progettazione, mancata presa in carico della situazione e necessità di essere io stessa a sollecitare ripetutamente il servizio clienti – il montaggio era stato infine riprogrammato per il 4 settembre 2026.
Nel frattempo avevo inviato due formali reclami tramite PEC, rispettivamente il 22 giugno e il 2 luglio, rimasti completamente privi di risposta.
Solo a seguito di un'ulteriore comunicazione inviata il 16 agosto 2026, IKEA ha finalmente fornito un riscontro.
Nella risposta ricevuta, avete riconosciuto il disservizio e vi siete scusati per quanto accaduto, specificando comprensibilmente che la valutazione di un eventuale indennizzo avrebbe dovuto essere effettuata soltanto al termine dei lavori, una volta completato il montaggio previsto per il 4 settembre.
Già in quella circostanza, tuttavia, mi è stato comunicato che sarei stata io, ancora una volta, a dovervi ricontattare al termine dei lavori per richiedere la valutazione dell'indennizzo. Mi è stato inoltre fornito un numero telefonico, definito nella comunicazione come «il canale più rapido per ottenere un riscontro».
Ho quindi atteso fiduciosa il 4 settembre, nella speranza che la vicenda potesse concludersi.
Purtroppo anche questa aspettativa è stata disattesa.
Il 4 settembre il montaggio è effettivamente iniziato, ma non è stato possibile completarlo perché uno dei componenti della cucina risulta danneggiato durante la consegna. Il montaggio è quindi rimasto nuovamente incompleto. La squadra incaricata dell'intervento mi ha informata che IKEA mi avrebbe prontamente ricontattata per riprogrammare il completamento del lavoro.
La sera stessa, per aggiornarvi come stabilito nell’unica mail che mi avete mandato il 17/8, ho contattato il numero telefonico che mi avevate fornito indicato come "canale rapido", scoprendo però che si trattava del normale numero del servizio clienti. Mi sono trovata, per l'ennesima volta, a dover raccontare integralmente la vicenda a una nuova operatrice che non ne aveva alcuna conoscenza.
L'operatrice mi ha comunicato che sarei stata ricontattata direttamente da IKEA lunedì 7 settembre, sia per programmare il completamento del montaggio sia per valutare l'indennizzo.
Anche questa promessa non è stata mantenuta: non sono stata contattata né il 7, né l'8, né il 9 settembre.
Ancora una volta, pertanto, sono stata costretta a prendere personalmente l'iniziativa e a ricontattare IKEA il 9 settembre.
Durante questa ulteriore telefonata ho chiesto sia la riprogrammazione del montaggio del componente danneggiato sia la definizione dell'indennizzo.
Per quanto riguarda il completamento del lavoro, mi è stato comunicato che il pezzo necessario non è attualmente disponibile a magazzino e che non è nemmeno possibile programmare una nuova data. Ad oggi, quindi, la cucina risulta ancora formalmente incompleta e non esiste una data certa per la conclusione definitiva dei lavori.
Per quanto riguarda invece l'indennizzo, mi è stata proposta una compensazione complessiva pari a soli € 360,00, di cui due terzi sotto forma di buoni acquisto.
Ritengo questa proposta assolutamente non adeguata e sproporzionata.
La vicenda non riguarda infatti un singolo inconveniente o un semplice ritardo. Nel corso di quasi 3 mesi si sono verificati:
• ritardi nella consegna;
• mancata esecuzione del primo montaggio previsto;
• necessità di attendere oltre due mesi per il nuovo appuntamento;
• mancato completamento anche del secondo montaggio;
• danneggiamento di un componente durante la consegna;
• errori o carenze nella fase di progettazione (allacciamento idrico);
• impossibilità di programmare, ad oggi, la conclusione definitiva dei lavori;
• due reclami formali tramite PEC rimasti senza risposta;
• innumerevoli telefonate effettuate personalmente per sollecitare attività vostre;
• ripetute promesse di ricontatto mai mantenute.
Ma soprattutto, ciò che desidero evidenziare con forza è il grave ed effettivo disagio economico e logistico provocato dalla totale inagibilità dell'appartamento per oltre due mesi.
Trattandosi della casa destinata a mio figlio, la prolungata assenza di una cucina funzionante e, in particolare, dell'uso del lavello, ha reso la casa del tutto invivibile. Mio figlio è stato costretto per settimane a dover trovare sistemazioni alternative per dormire e a dover costantemente pranzare e cenare fuori casa. Pur non presentando in questa sede un calcolo analitico delle singole ricevute, si tratta di disagi reali e di spese rilevanti che hanno inciso pesantemente sulla gestione familiare.
A ciò si aggiungono il tempo perso, lo stress derivante dall'incertezza continua e la necessità di modificare ripetutamente gli impegni personali e lavorativi.
Alla luce di quanto esposto, vi chiedo pertanto una significativa revisione al rialzo dell'indennizzo proposto, che tenga conto della reale portata del danno e dell'inagibilità dell'immobile per oltre due mesi.
Inoltre, tenendo conto del fatto che sto attualmente completando l'arredo della casa di mio figlio, desidero venirvi incontro dal punto di vista operativo: sono assolutamente disponibile ad accettare la totalità dell'indennizzo interamente sotto forma di Buoni Acquisto IKEA, a patto che l'importo complessivo venga riparametrato in modo congruo e sostanzialmente più elevato rispetto ai soli 360 € proposti.
Confido che IKEA voglia valutare questa vicenda nella sua complessità, dimostrando concretezza e attenzione verso un cliente fortemente penalizzato.
Resto in attesa di un vostro riscontro formale e di una nuova proposta adeguata, unitamente alla data per il completamento definitivo dei lavori.
Cordiali saluti,
Marina Bergamini
Email: marinabergamini@inwind.it
Tel: 327.57.65.084