Spettabile Servizio Clienti Lidl Italia S.r.l.,
e p.c. Altroconsumo,
Scrivo la presente per rendere pubblica e denunciare la gestione scandalosa e offensiva del sinistro in oggetto (Pratica S-LIT-2004871) relativo ai gravissimi fatti occorsi in data 29/06/2026 presso il punto vendita di Pesaro (Via degli Abeti).
In tale data, a causa di un malfunzionamento tecnico delle casse automatiche regolarmente segnalato all'addetta, sono stata aggredita verbalmente da una vostra dipendente che, dinanzi a numerosi clienti, mi ha accusata pubblicamente e senza alcun fondamento di furto, urlando e sottoponendomi a una vera e propria gogna pubblica.
Il danno reputazionale subito è devastante: risiedo nello stabile esattamente soprastante il punto vendita, dove sono conosciuta da tutti come cliente storica. Essere additata come taccheggiatrice sotto casa mia ha leso la mia onorabilità in modo permanente.
L'evento è integralmente dimostrabile in sede giudiziaria grazie alla presenza di tre testimoni oculari pronti a deporre (i quali hanno regolarmente conservato lo scontrino che attesta la loro presenza sul posto). Nonostante la gravità di un comportamento che configura il reato di Diffamazione Aggravata (Art. 595, co. 3, c.p.), il vostro Ufficio Sinistri ha mostrato una superficialità disarmante, tentando di liquidare il danno morale e d'immagine subito con un'offerta offensiva e ridicola di 150,00 € in buoni spesa.
Ho già provveduto a rifiutare formalmente tale elemosina commerciale e a inviare formale atto di costituzione in mora.
Con il presente reclamo pubblico, vi invito per l'ultima volta a prendere seriamente in carico la vicenda formulando una proposta risarcitoria economica (in denaro) che sia equa, dignitosa e proporzionata al danno subito, ed a presentare scuse formali.
In mancanza di un riscontro congruo entro il termine perentorio già indicato nella mia messa in mora, darò immediato mandato al mio legale per procedere in sede civile per il risarcimento dei danni e in sede penale presso la Procura della Repubblica, depositando querela nei confronti della dipendente e della vostra società in solido (Art. 2049 c.c.).
Grazia Alessia Rapisarda