Scrivo ora che sono molto meno alterata. Il problema principale credo sia la scorretta comunicazione e il la non conoscenza è modalità di erogazione delle prestazioni sanitarie.
Figlio con diagnosi di DSA, fatta nel 2019 dalla N.P.I., che compie la maggiore età, conclude il suo ciclo di studi con la maturità si iscrive all' università e necessità del rinnovo conferma della diagnosi. Al mese di marzo 2026 chiamo il CSM chiedendo l' iter diagnostico. Mi risponde un' operatrice e mi spiega che ci vuole una nuova relazione della logopedista unita ad un impegnativa del medico per prima visita psichiatrica che poi dovrò consegnare a loro. Mi reco al servizio con la documentazione, dopo circa una settimana mi chiamano dal servizio per dirmi che loro non sono in grado di fare la diagnosi, che la deve fare la logopedista, deve mettere lei i codici testuali parole. Rispondo alla signora che nella mia ignoranza di mamma non credo che le logopedista facciano diagnosi, lei mi ripete che loro non la possono fare. Metto in contatto logopedista e CSM. La cosa non si risolve. Chiamo l'URP dell' Asl. Mi vengono date delle nuove indicazioni ( in tanto passano le settimane siamo a fine luglio) che seguo alla lettera. Totale delle spese mediche 482,34€. Per scoprire che una persona con la stessa problematica che si è rivolta, abitando a Brusnengo al servizio di Cosaato pagando un Tiket di 60€ ha fatto colloquio psicologico e logopedista e nel giro di pochi giorni ha avuto la sua diagnosi. Qualcuno mi spiega dove sta il problema? Mi sembra che in ASL la mano dx non sappia cosa fa la sx e che gli operatori all' interno dei servizi abbiano le idee poco chiare sulle prestazioni che il servizio deve erogare.
Fiammetta Coda.