In data 31/08 ho richiesto un intervento presso la mia abitazione per la disotturazione del lavandino della cucina.
L'intervento è stato effettuato intorno alle ore 11:00 da due operatori ed è durato complessivamente circa 50 minuti.
Durante l'esecuzione mi è stato indicato verbalmente un costo di circa 300 euro nel caso fosse stato sufficiente l'utilizzo della sonda e di circa 500 euro qualora fosse stato necessario utilizzare anche l'acido.
Già l'importo di circa 500 euro mi era sembrato particolarmente elevato per una disotturazione di un lavandino, ma, trovandomi nella necessità di risolvere il problema e confidando che quello fosse il costo complessivo indicativo dell'intervento, ho comunque autorizzato il lavoro.
Non mi è stato specificato che gli importi comunicati fossero al netto dell'IVA e, soprattutto, non mi è mai stato prospettato prima dell'esecuzione un corrispettivo di 660 euro + IVA.
Al termine dell'intervento mi è stato invece richiesto il pagamento di 660 euro + IVA 22%, per complessivi 805,20 euro, somma che ho pagato tramite POS.
Ho successivamente contattato il servizio clienti chiedendo di conoscere come fosse stato determinato l'importo di 660 euro e richiedendo il dettaglio delle singole voci (uscita, manodopera, utilizzo della sonda, prodotti/materiali ed eventuali altre maggiorazioni), oltre alla relativa documentazione fiscale.
Non avendo ottenuto risposta alla prima richiesta, abbiamo inoltre inviato una PEC di contestazione formale, alla quale, ad oggi, non abbiamo ricevuto riscontro.
Alla luce di quanto sopra, chiedo alla società di spiegare in modo dettagliato come si sia arrivati all'importo di 660 euro + IVA.