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Mancanza di riscontro alla mia richiesta di rimborso fattura per "pratica commerciale scorretta"

Chiuso Pubblico

Tipologia di problema:

Pratiche commerciali scorrette

Reclamo

M. S.

A: Altroconsumo

25/10/2024

Buongiorno, dopo numerose mail e telefonate, oltre a messaggi whatsapp le cui risposte che non hanno dato alcun frutto, utilizzo questo mezzo (oltre alla lettera di risoluzione bonaria della controversia a voi inviata) per avere una risposta alla questione che voi già conoscete ovvero al rimborso – a seguito di pagamento della somma di euro 1.880,00 – della parte eccedente a quanto indicato come preventivo di spesa dal professionista che ha effettuato il lavoro di riparazione della porta blindata, ovvero 900,00 euro. Come voi già ben sapete, il professionista da voi incaricato alla sostituzione della serratura e cilindro della porta blindata nel pomeriggio del 12 luglio u.s., dopo aver visionato il problema, ha infatti indicato verbalmente che, per la riparazione della porta - consistente nella sostituzione di serratura e cilindro - avrebbe dovuto pagare una somma di euro 900,00 (da lui già definitiva in quel momento “una bella somma”). La conferma scritta che la cifra di 900,00 euro era quanto indicato dal professionista nel momento in cui è stato visionato il guasto, trova supporto in alcuni messaggi whatsapp scambiati con il professionista incaricato della riparazione nei giorni immediatamente successivi il lavoro, ovvero nel momento in cui , non avendo la possibilità di interloquire direttamente con la Vostra società, mi sono confrontata con lui (che mi aveva lasciato il suo numero in caso di eventuali problemi alla porta a seguito della riparazione) circa il mio disappunto in merito ad un così considerevole aumento del costo finale pari a più del doppio rispetto alla cifra che lui aveva indicato dopo aver valutato il guasto. Si comunica che la sera stessa, quando al termine del lavoro, il professionista mi ha comunicato il costo finale, ho ritenuto di pagare subito, ritenendo che il costo – seppur già in quel momento da me ritenuto “esagerato” fosse stato definito dalla vostra società e che disquisire con il lavoratore/dipendente su tale questione non avrebbe avuto alcun senso. Si precisa che inoltre io non ha potuto pagare con la carta di credito in quanto il poss in dotazione del professionista era guasto o non prendeva la linea. Correttamente ho immediatamente versato sull’IBAN della società un bonifico istantaneo, ben sapendo che anche successivamente all’emissione della fattura avrei potuto contestare ciò che ritenevo scorretto, facendolo rivolgendosi direttamente alla Vostra società. I giorni successivi, infatti, ho provato ripetutamente a mettermi in contatto con la Vostra società sia attraverso l’invio di mail e con telefonate. Nessuno mi ha mai dato alcuna risposta. Per ottenere la fattura ho dovuto, quindi, contattare tramite Whatsapp il professionista che ha svolto il lavoro chiedendogli di farsi da tramite con Voi per l’invio della fattura. E così ho ricevuto la fattura. Dalla fattura n. 6423/A del 12/07/2024 ho notato che il maggior costo e’ rappresentato da quello del materiale “800,00 euro – serratura; 261,00 euro – cilindro”. Avendo conservato la scatola contenente il cilindro installato sul quale era indicato marca e modello, ho potuto effettuare una ricerca su alcuni canali internet ed anche tra alcuni rivenditori della zona ed ho potuto appurare che quel tipo di cilindro viene venduto ad un costo di 50,00 euro max. Ho quindi chiesto alla vostra società di avere marca e modello della serratura per una ulteriore verifica. Ma mai questa informazione mi è stata data. Sempre da alcune ricerche effettuate, ho potuto notare che sul mercato non esiste una serratura elettrica, come quella applicata sulla porta dell’abitazione, che abbia quel costo. Non avendo ottenuto da Voi alcuna informazioni ulteriori è possibile allora desumere che quel prezzo sia stato oltremodo “gonfiato”. Il giorno 20 settembre sono riuscita, finalmente, a mettermi in contatto telefonico con il titolare della Vostra società che mi ha chiesto di mandare tramite Whatsapp tutta la documentazione in modo da poter valutare la situazione. Durante la conversazione telefonica il titolare della Vostra società ha tentato di giustificare il costo alto dei pezzi di ricambio con il fatto che il lavoro fosse stato fatto in emergenza, come a dire che “io posso aumentare a mio piacere i prezzi del materiale perché il lavoro è fatto in emergenza”. In merito a ciò, faccio notare – ritenendo ce ne sia bisogno - che, la tipologia di lavoro “in urgenza” non può in alcun modo pregiudicare un prezzo oltremodo “gonfiato” del materiale. Il lavoro in “urgenza” giustifica un prezzo maggiorato – ma pur sempre nel limite della ragionevolezza – o una voce specifica in aggiunta agli ulteriori costi (cosa che nella fattura viene riportato come “uscita in pronto intervento d’emergenza. Diritto di chiamata”). “Gonfiare” il prezzo del materiale non può mai, in giurisprudenza, trovare alcuna giustificazione, potendo invece connaturarsi come “pratica commerciale scorretta” e ciò ai sensi dell’art. 20 del Codice del Consumo (D.Lgs 6 settembre 2005, n. 206 e sue ss.mm.) A fronte di tutto quanto qui esposto, con il supporto di una lunga serie di sentenze di vari tribunali su questioni del tutto simili ed in particolare a motivo di trovare un giusto equilibrio tra il preventivo comunicato dal vostro dipendente e quanto da me pagato come richiesto ed indicato nella fattura 6423/A del 12/07/2024 Vi chiedo di provvedere quanto prima al rimborso della quota eccedente pagata da me pagata rispetto al preventivo comunicato dal professionista incaricato alla riparazione. 1.880,00 euro comprensivi di IVA (pagati) 900,00 euro preventivo indicato dal professionista incaricato della riparazione maggiorata di 198,00 euro (IVA 22%) = 1.098,00 euro compresivi di IVA (come da preventivo) Somma eccedente da me versata rispetto al preventivo = 782,00 euro. Faccio presente che in data 16 ottobre, dopo un mio ulteriore messaggio, mi avete chiesto che a voi non risultava alcuna richiesta di risarcimento formale. Cosa che per ben due volte da allora mi sono premurata di inviarvi. Poi da allora è ripiombato il silenzio. Chiedo la cortesia di provvedere al rimborso tramite l'IBAN attraverso il quale ho effettuato il pagamento e di inviare ulteriori comunicazioni ai miei riferimenti mail e whatsapp in vostro possesso. Sicura che vogliate evitare che la questione assuma formalmente natura legale con ulteriore aggravio di tempo e soldi per entrambi, vi inoltre cordiali saluti.

Richiesta di assistenza 30 ottobre 2024

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