Salve,
In data 8 settembre 2026 ho sottoscritto un contratto con Idrolife per la fornitura di un impianto di trattamento e depurazione dell'acqua per uso domestico, versando un acconto di €100.
Successivamente (precisamente dopo circa 8h) ho comunicato prima verbalmente e poi successivamente il recesso dal contratto tramite PEC, chiedendo la restituzione dell'importo versato.
L'azienda ha respinto la mia richiesta, sostenendo che, in base al punto 12 delle Condizioni Generali di Vendita, il sistema sarebbe personalizzato e l'acconto sarebbe trattenuto a copertura dei costi sostenuti per la gestione dell'ordine e la predisposizione della fornitura.
Ho contestato tale posizione, evidenziando che la clausola contrattuale fa riferimento al termine di 14 giorni previsto per l'esercizio del diritto di recesso e che il semplice richiamo alla personalizzazione del prodotto non dimostra, di per sé, l'applicabilità dell'esclusione prevista dall'art. 59 del Codice del Consumo.
Ho quindi chiesto all'azienda di specificare quali caratteristiche renderebbero il prodotto effettivamente personalizzato, di documentare gli eventuali costi sostenuti e non recuperabili e di procedere al rimborso integrale dell'acconto.
In data 26 settembre 2026 ho inviato una formale contestazione e diffida, concedendo 5 giorni lavorativi per il rimborso. Nonostante le comunicazioni inviate, a oggi non ho ricevuto la restituzione dei €100 e non ho ottenuto una soluzione soddisfacente.
Chiedo l'assistenza di Altroconsumo per verificare la legittimità del rifiuto opposto dall'azienda, l'effettiva applicabilità dell'eccezione relativa ai beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati e ottenere la restituzione integrale dei €100 versati.