Spett. Emma Materasso,
in data 15/08/2026 ho acquistato presso il Vostro negozio TRE PRODOTTI di cui all'ordine n. 0011-TX6CY2 15/08/2026 pagando contestualmente l’importo di € 449,07.
Con riferimento a detto ordine, n° 0011-TX6CY2 (fattura associata Fattura n. 1100083447 del 03/09/2026) del 15 agosto 2026, nonché alla mia precedente richiesta trasmessa via e-mail sempre inviata in data 15 agosto 2026, in cui chiedevo formalmente la rettifica della fattura relativa all’acquisto del Materasso Emma, per la fruizione delle detrazioni fiscali previste dalla normativa vigente ad oggi siete inadempienti.
In particolare, nella e-mail del 15 agosto 2026, e sin dalla fase di acquisto ho richiesto che:
a) fosse inserito il codice fiscale del soggetto destinatario e acquirente del bene;
b) la fattura fosse intestata al medesimo soggetto cui il prodotto era destinato e consegnato.
Tuttavia, durante la procedura di acquisto non è stato possibile inserire il codice fiscale oppure, quantomeno, tale funzionalità non risultava concretamente disponibile o accessibile. Nonostante i successivi solleciti rivolti al Servizio Clienti, il codice fiscale non è stato inserito e la fattura risulta intestata esclusivamente al soggetto che ha effettuato la registrazione sul sito, anziché al soggetto indicato sin dall’origine quale effettivo acquirente e destinatario del bene.
La situazione è resa ulteriormente problematica dalle informazioni contraddittorie ricevute dal Servizio Clienti. In un primo momento mi è stato comunicato che la variazione sarebbe stata possibile soltanto dopo l’avvenuta consegna dell’ordine; nel giorno della consegna, quando è stata nuovamente richiesta la modifica, mi è stato invece riferito che sarebbe stato necessario verificare preliminarmente la fattibilità dell’operazione.
Tale gestione è chiaramente contraria ai principi di correttezza e buona fede nell’esecuzione del rapporto contrattuale, né al dovere di diligenza richiesto nell’adempimento delle obbligazioni ai sensi del codice civile e del codice del consumo (d.lgs. 206/2005). Il professionista è infatti tenuto a cooperare lealmente con il cliente e a fornire informazioni chiare, coerenti e idonee a consentire la corretta esecuzione del contratto.
Inoltre, la fattura deve rappresentare correttamente i dati dell’operazione e dell’effettivo committente. Pertanto, ove l’intestazione e i dati fiscali risultino errati o incompleti, è necessario procedere alla loro regolarizzazione mediante emissione di nota di credito e relativa a riemissione della fattura, secondo le modalità fiscalmente ammesse.
Si evidenzia altresì che l’ordine del 15 agosto 2026 prevedeva un termine massimo di consegna fissato al 4 settembre 2026. DUE dei TRE beni ordinati sono stati invece consegnati soltanto in data 7 settembre 2026, con ritardo rispetto al termine indicato in fase contrattuale, siete quindi tenuti al risarcimento del danno (come Voi stessi specificato).
Infine nel frattempo, come da allegato 2.1. e 2.2, ho inviato diverse e-mail a cui però non è stato dato riscontro nel merito.
Alla luce di quanto sopra, chiedo pertanto:
1) la rettifica della fattura relativa all’ordine in oggetto, con corretta indicazione dell’intestatario effettivo dell’acquisto e del relativo codice fiscale;
2) l’emissione, se necessaria, di idonea nota di credito e di una nuova fattura corretta, ovvero l’adozione di altra procedura fiscalmente valida che consenta la regolarizzazione documentale;
3) il riconoscimento del ristoro economico, sotto forma di rimborso parziale in ragione del ritardo nella consegna e dei ripetuti disservizi riscontrati nella gestione della pratica.
Allego:
Allegato 1: copia della fattura emessa;
Allegato 2.1 e 2.2: copia delle comunicazioni intercorse con il Servizio Clienti.
In mancanza di un riscontro entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non esiterò ad adire le vie legali a tutela dei miei diritti con l'Associazione ALTROCONSUMO che vi sta inviando il presente reclamo.
Distinti saluti.
Vito Pietroforte