Buongiorno,
desidero sottoporre alla vostra attenzione una vicenda relativa al mio abbonamento presso la sede di Via Nizza a Torino, la cui gestione mi ha causato un notevole disagio e che ritengo meriti un’attenta verifica da parte vostra.
Ho sottoscritto un abbonamento nel novembre 2025, con l’intenzione di frequentare la palestra durante i mesi autunnali e invernali, rinnovando eventualmente l’esperienza nelle stagioni successive.
Nel mese di aprile 2026 ho provveduto a sospendere l’abbonamento tramite la vostra app. Solo successivamente ho compreso che, per interrompere definitivamente il rapporto contrattuale, avrei dovuto procedere con la disdetta. Ho quindi effettuato anche quest’ultima operazione, utilizzando l’apposita funzione disponibile nell’app.
A seguito della procedura, sullo schermo è comparsa la dicitura «Nessun abbonamento». In assenza di ulteriori indicazioni, comunicazioni di conferma o richieste di completamento della procedura, ho ragionevolmente ritenuto che la disdetta fosse stata correttamente recepita e che il rapporto contrattuale fosse concluso.
Per evitare eventuali addebiti successivi, ho inoltre scollegato la mia carta di credito dall’applicazione. È possibile che questa operazione non fosse direttamente collegata alla gestione della disdetta; tuttavia, proprio per questo, ritengo che la procedura sull'app avrebbe dovuto fornire indicazioni chiare e inequivocabili sullo stato dell’abbonamento e sugli eventuali obblighi di pagamento ancora in essere.
Non ho ricevuto comunicazioni che mi segnalassero il mancato perfezionamento della disdetta, né richieste di pagamento o avvisi che mi consentissero di comprendere tempestivamente che, secondo la vostra interpretazione, continuassero a maturare rate mensili.
Soltanto il 25 settembre 2026, a circa tre mesi e mezzo dalla disdetta, ho ricevuto una richiesta di pagamento relativa a tre mensilità insolute.
Ho cercato quindi di contattare telefonicamente la palestra per chiarire quanto accaduto, lasciando messaggi in segreteria senza ricevere risposta. Una settimana dopo, anziché ottenere un riscontro alle mie richieste, ho ricevuto un ulteriore sollecito di pagamento.
Ho quindi tentato di ottenere spiegazioni anche tramite WhatsApp. Il giorno successivo mi è stata comunicata l’attivazione di una procedura di recupero crediti, mentre ricevevo contestualmente una risposta su WhatsApp, senza che mi fosse stata offerta una concreta possibilità di chiarire preventivamente la situazione.
La questione è particolarmente spiacevole non soltanto per le conseguenze economiche che ne sono derivate, ma anche per le modalità con cui è stata gestita. A fronte di una situazione che presentava evidenti elementi di possibile equivoco, mi sarei aspettato un confronto diretto, una verifica della procedura effettuata tramite l’app e una comunicazione tempestiva, prima di ricorrere a una società di recupero crediti.
Desidero precisare che non vi è mai stata da parte mia l’intenzione di sottrarmi a obblighi contrattuali consapevolmente assunti. Ho agito in buona fede, ritenendo di aver concluso correttamente la procedura sulla base delle informazioni visualizzate nell’app e dell’assenza di successive comunicazioni da parte vostra.
Ritengo pertanto necessario che venga verificato il motivo per cui la disdetta non sia stata correttamente registrata, quali fossero le condizioni contrattuali applicabili e per quale ragione non mi sia stata inviata, prima dell’attivazione del recupero crediti, una comunicazione idonea a consentirmi di chiarire il disguido.
Alla luce di quanto esposto, contesto formalmente gli importi richiesti e la gestione della vicenda e chiedo:
una ricostruzione documentata della procedura di sospensione e disdetta del mio abbonamento, con indicazione della data in cui ciascuna operazione è stata registrata nei vostri sistemi;
copia delle condizioni contrattuali applicabili e delle eventuali comunicazioni relative alla prosecuzione dell’abbonamento e ai pagamenti richiesti;
una spiegazione delle ragioni per cui la posizione è stata affidata a una società di recupero crediti senza che fosse stato possibile ottenere preventivamente un chiarimento attraverso i canali di contatto utilizzati;
il riesame della mia posizione e il riconoscimento dell’eventuale illegittimità degli importi addebitati;
il rimborso integrale delle somme che ho già versato alla società di recupero crediti, qualora, alla luce della documentazione e delle circostanze descritte, risulti che tali somme non fossero dovute, comprese le eventuali spese accessorie non giustificate.
Vi chiedo inoltre di sospendere ogni ulteriore iniziativa di recupero relativa agli importi contestati fino al completamento delle verifiche e di fornirmi un riscontro scritto e motivato entro 15 giorni dal ricevimento della presente.
Il mio intento è risolvere la questione in modo serio e ragionevole, senza alimentare inutili controversie. Tuttavia, qualora non ricevessi un riscontro adeguato e documentato, mi riservo di tutelare i miei diritti nelle sedi competenti, anche al fine di ottenere la restituzione delle somme versate che dovessero risultare non dovute.
Mi dispiace constatare che una vicenda che avrebbe potuto essere affrontata con un semplice confronto si sia trasformata in una procedura di recupero crediti. Un cliente che aveva scelto la vostra struttura con l'intenzione di frequentarla stagionalmente avrebbe potuto conservare un rapporto positivo con la palestra e, in futuro, rinnovare l'abbonamento o consigliarla ad altre persone.
Mi auguro che vogliate valutare la vicenda con la dovuta attenzione, privilegiando una soluzione trasparente e corretta, nel rispetto dei diritti di entrambe le parti.