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Quando la fragilità diventa un’occasione

In lavorazione Pubblico

KOS Care S.r.l

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Altro

Reclamo

G. S.

A: KOS Care S.r.l

09/10/2026

Desidero condividere pubblicamente quanto accaduto alla mia famiglia, ringraziando prima di tutto Altroconsumo: grazie al vostro intervento almeno la struttura di Monza non ci ha richiesto una seconda caparra, evitando che la situazione degenerasse ulteriormente. È proprio grazie a questo sostegno che oggi sentiamo il dovere di raccontare tutto e andare fino in fondo alla vicenda. Tutto è iniziato quando mia madre, T. E., malata di Alzheimer, si è rotta il femore in casa. Dopo il ricovero al San Gerardo di Monza, i medici ci hanno spiegato che non sarebbe stato possibile assisterla a domicilio: serviva una RSA immediatamente, perché la gestione post‑operatoria e cognitiva non era compatibile con la permanenza in casa. In un momento di enorme fragilità emotiva, abbiamo cercato un posto alla Residenza Anni Azzurri di Monza, ma era completamente piena. L’unica disponibilità immediata era a Bollate. Ci siamo rivolti alla sede di Bollate con il cuore pesante e la necessità di trovare una soluzione urgente. Fin da subito, il Responsabile e il personale amministrativo ci hanno rassicurato: ci hanno detto che si trattava di una sistemazione temporanea, che non appena si fosse liberato un posto a Monza saremmo stati trasferiti senza alcun problema, e che la caparra versata sarebbe stata restituita o trasferita, senza trattenute, perché il passaggio avveniva all’interno dello stesso Gruppo KOS. Queste rassicurazioni, ripetute più volte, sono state decisive per accettare Bollate. In quel momento non avevamo alternative: mia madre non poteva tornare a casa, e noi già provati dalla malattia e dall’incidente stavamo affrontando anche un enorme peso economico. Per sostenere la retta della struttura di Monza, oggi, abbiamo dovuto vendere la nostra casa. E proprio per questo non è accettabile che ci vengano trattenuti soldi che ci spettano: non è giusto che trattengano la caparra, soprattutto dopo tutte le rassicurazioni ricevute. Durante l’iscrizione, io e mio marito . abbiamo chiesto espressamente chiarimenti sulla caparra. Ci è stato detto che, se necessario, sarebbe stata anche bonificata sul nostro conto per poi essere versata alla sede di Monza. Tutto confermato più volte, anche dall’addetta all’accettazione. Quando finalmente si è liberato un posto a Monza, abbiamo effettuato il trasferimento. Ed è qui che abbiamo scoperto una realtà che ci ha lasciati senza parole. La sede di Bollate ci ha comunicato che non intende restituire integralmente la caparra, trattenendo una quota per “mancato preavviso”. Una motivazione che non ha alcun senso, perché: il trasferimento è avvenuto all’interno dello stesso Gruppo KOS; era stato promesso e concordato sin dal primo giorno; nessuno ci ha mai parlato di penali o trattenute, anzi tutti ci avevano garantito il contrario.Dicendo che era un contratto standard , ci siamo fidati purtroppo La cosa più sorprendente è stata la differenza di comportamento tra le due sedi: la sede di Monza si è dimostrata umana, corretta, trasparente, confermandoci che non richiederà la caparra . Ed anche che le due sedi hanno conti correnti separati e non possono utilizzare la caparra versata a Bollate. La sede di Bollate, invece, ha mostrato un atteggiamento che sembra quasi non appartenere allo stesso Gruppo: rigido, distante, poco attento alla situazione familiare, e soprattutto non coerente con il Codice Etico KOS, che parla di tutela delle persone fragili, trasparenza e correttezza nei rapporti con gli utenti. Nonostante tutto, abbiamo più volte sollecitato via mail la restituzione ed anche al telefono il personale indicava la frase stupenda eh si ma sul contratto c'è scritto così! Quello che chiediamo è semplice: restituzione totale della caparra; eliminazione della trattenuta per “mancato preavviso”, che non ha alcun fondamento; rispetto dei principi di correttezza e trasparenza, soprattutto quando si ha a che fare con famiglie in difficoltà e persone fragili. Non stiamo chiedendo un rimborso o un vantaggio economico: le somme resterebbero comunque all’interno del Gruppo KOS. Chiediamo solo che venga rispettato ciò che ci è stato promesso. Ringrazio ancora Altroconsumo per il supporto: senza di voi, probabilmente ci saremmo trovati a dover versare una seconda caparra alla struttura di Monza. Ora vogliamo che venga fatta chiarezza fino in fondo, perché nessuna famiglia dovrebbe trovarsi in una situazione simile. Confidiamo in Voi ed anche nella serietà del Gruppo KOS

Richiesta di assistenza 26 ottobre 2026

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