Segnalo un caso di grave difetto informativo nel processo di prenotazione di Rentalcars.com per un noleggio Hertz (prenotazione n. 747491501, Genova Aeroporto, 13-15/08/2026).
Ho pagato con carta Revolut virtuale, regolarmente accettata dal sistema senza alcun avviso. Solo dopo il pagamento, tramite il voucher, ho scoperto due clausole distinte e mai comunicate prima: esclusione delle carte virtuali/prepagate/ricaricabili ed esclusione, autonoma, delle carte emesse da neobanche anche se fisiche. Contattando il desk Hertz, mi è stato confermato che la mia carta non è idonea, rendendo il servizio pagato non fruibile.
In nessuna pagina del processo di prenotazione — inclusa quella di inserimento dati di pagamento — compare alcuna di queste due esclusioni, nonostante il sistema disponga dei dati tecnici per riconoscerle.
Aggiungo che il preventivo ricevuto pubblicizza "Cancellazioni GRATUITE" come vantaggio universale, ma per chi prenota entro le 48 ore dal ritiro (come nel mio caso) tale possibilità è di fatto inesistente fin dal momento della prenotazione: si tratta quindi di un claim non semplicemente incompleto, ma strutturalmente non veritiero per un'intera categoria di clienti che il portale stesso consente di servire (prenotazioni last-minute).
Si tratta inoltre di una criticità strutturale e non di un disservizio isolato: il funnel di prenotazione è identico per tutti gli utenti, quindi chiunque prenoti last-minute con Hertz tramite questo portale, pagando con una carta virtuale o di una neobank, rischia di trovarsi nella mia stessa situazione.
Ho già inoltrato reclamo diretto al professionista e segnalazione all'AGCM per pratica commerciale scorretta.
Nota: il rimborso di 80,01€ è stato nel frattempo ottenuto tramite dispute con l'emittente della carta (Revolut). Segnalo il caso per finalità di tutela collettiva, affinché altri consumatori non incorrano nello stesso problema.
Allegati: screenshot pagine di prenotazione e pagamento, voucher, preventivi via email, corrispondenza con il servizio clienti Rentalcars.com.
Loris Sardelli