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Rifiuto rimborso

In lavorazione Pubblico

Dentista.tv Torident srl

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Tipologia di problema:

Altro

Reclamo

G. B.

A: Dentista.tv Torident srl

28/09/2026

In data 03/06/2026 ho versato alla società Torident S.r.l. (struttura Dentista.tv) l’importo di € 1.000,00 a mezzo bonifico bancario come pagamento anticipato per un piano di cure odontoiatriche.Tali cure non sono mai state eseguite. Di conseguenza, ho richiesto la restituzione della somma per prestazioni non rese. La struttura mi ha inviato via email un modulo di liberatoria (contenente la clausola di "non aver più nulla a pretendere") completamente privo di una data certa entro cui riceverò il bonifico di rimborso.Al mio rifiuto e alla mia richiesta di inserire un termine perentorio di pagamento per mia tutela legale, la direzione si è rifiutata per iscritto adducendo fumosi "standard aziendali".In data odierna (28/09/2026) ho provveduto a inviare una formale diffida ad adempiere tramite PEC all'indirizzo ufficiale toridentsrl@pec.it, intimando la restituzione dei 1.000 euro entro 10 giorni. Chiedo il supporto di Altroconsumo per monitorare la scadenza della diffida e intervenire legalmente qualora l'azienda persistesse nel trattenere indebitamente il mio denaro o nel pretendere la firma di una liberatoria al buio.

Messaggi (1)

G. B.

A: Dentista.tv Torident srl

29/09/2026

In merito alla replica di Torident S.r.l. (Dentista.tv), ritengo doveroso ristabilire la corretta realtà dei fatti, supportata da prove documentali già in possesso dei consulenti di Altroconsumo. La controparte ammette testualmente che i termini di 30/60 giorni erano indicati "nel testo della e-mail" e NON all'interno del modulo di liberatoria inviato per la firma. Richiedere a un consumatore di sottoscrivere un contratto contenente una rinuncia tombale e irrevocabile ai propri diritti ("nulla più pretendere") senza che nel testo del documento sia scritta la data perentoria di adempimento della società, costituisce una pratica commerciale scorretta e priva di valore legale. Le rassicurazioni contenute nel corpo di una mail ordinaria non hanno alcuna efficacia giuridica a fronte di una liberatoria firmata in bianco. Non vi è stata alcuna "condotta pretestuosa" o "inerzia", ma il legittimo rifiuto di firmare un documento capestro. La prova della correttezza della mia posizione sta nel fatto che, a seguito della mia formale diffida inviata via PEC in data 28/09/2026, la società ha prontamente provveduto a modificare il testo dell'atto transattivo, inserendo finalmente sia il termine di 30 giorni lavorativi (Punto 7), sia la clausola di salvaguardia subordinata al buon fine dell'incasso (Punto 4), elementi precedentemente del tutto assenti. In uno spirito di assoluta buona fede e collaborazione, comunico che in data odierna ho già provveduto a richiedere via PEC l'allineamento formale della clausola di salvaguardia al computer. Non appena riceverò il testo definitivo corretto, provvederò alla firma. Il presente reclamo rimarrà aperto e verrà aggiornato solo ad avvenuto e reale accredito dei € 1.000,00 sul mio conto corrente. Respingo fermamente ogni accusa di diffamazione, avendo esercitato il mio legittimo diritto di cronaca, critica e difesa del consumatore.


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