Sono iscritto al Corso di Laurea L-9 in Ingegneria Gestionale (matricola 0092401818) dall'a.a. 2024/2025. Ho smesso di seguire il corso per motivi di lavoro e famiglia, e ho deciso di presentare rinuncia agli studi.
Il problema: sia il portale online sia il modulo ufficiale scaricabile per la rinuncia condizionano esplicitamente l'accettazione della richiesta al pagamento integrale dell'importo residuo (nel mio caso, €4.029). In pratica non posso nemmeno formalizzare la mia volontà di uscire senza prima pagare tutto.
Questo però contraddice il loro stesso Regolamento Iscrizione ai Corsi di Laurea (D.R. nr. 234/2026) che allego, che all'Art. 9, comma 1 recita testualmente: "Lo Studente può presentare in qualsiasi momento, senza alcun vincolo, istanza formale di rinuncia agli studi." Il regolamento distingue chiaramente la presentazione della rinuncia (che deve essere libera, "senza alcun vincolo") dalla questione economica, disciplinata separatamente ai commi successivi. Il modulo e il portale invece fondono le due cose in un unico blocco, impedendo di fatto l'esercizio di un diritto che il loro stesso regolamento dichiara incondizionato.
Segnalo inoltre che le università telematiche sono considerate "professionisti" nei confronti dello studente-consumatore ai sensi del Codice del Consumo (Consiglio di Stato, sentenza n. 4498/2023), e che una clausola che di fatto impedisce allo studente di sciogliere il vincolo contrattuale senza pagare integralmente quanto preteso può configurare una clausola vessatoria ai sensi degli artt. 33 e 36 del D.Lgs. 206/2005.
Ho comunque inviato PEC formale per far valere la mia rinuncia indipendentemente dal blocco del portale, e ho richiesto la ricognizione della carriera per l'anno in cui non ho usufruito di alcun servizio, come previsto dall'Art. 14 dello stesso Regolamento. Segnalo il caso perché ritengo che la procedura, così come strutturata online, sia scorretta verso qualunque studente si trovi nella mia situazione, non solo verso di me.