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Sacchetti ortofrutta

In lavorazione Pubblico

Tipologia di problema:

Pratiche commerciali scorrette

Reclamo

A. T.

A: TIGROS

26/08/2026

Desidero segnalare una pratica scorretta da parte TIGROS e, nello specifico un'anomalia sistematica riscontrata nei sistemi di pesatura, confezionamento e cassa del vostro punto vendita situato in Cairate (VA) e non solo. Nello specifico, si contestano le seguenti pratiche scorrette: Reparto Ortofrutta (Frutti interi): in occasione dell'acquisto di frutti dotati di buccia protettiva non edibile (come anguria e melone giallo), il vostro sistema informatico addebita automaticamente il costo del sacchetto in bioplastica sullo scontrino. Questo avviene anche quando il prodotto viene pesato "nudo" e l'etichetta del prezzo viene applicata direttamente sulla buccia, senza l'utilizzo di alcun imballaggio. Reparto Macelleria: viene inserito e addebitato in modo arbitrario il costo del sacchetto per l'ortofrutta anche quando il prodotto di macelleria è già dotato del suo incarto idoneo e sufficiente, senza che il cliente abbia richiesto o utilizzato un ulteriore sacchetto in bioplastica. Vi faccio presente che, dal punto di vista civile e fiscale, tale pratica configura le seguenti violazioni: Indebito oggettivo (Art. 2033 C.C.): emissione di uno scontrino che certifica la vendita di beni mai consegnati o non richiesti (i sacchetti rimasti fisicamente nei vostri dispenser). Violazione del D.L. 91/2017: la norma vincola il pagamento del sacchetto al suo effettivo consumo per ragioni igieniche nell'ortofrutta. L'addebito forzato o l'aggiunta arbitraria in altri reparti annulla la finalità ecologica della legge e penalizza il consumatore. Alla luce di quanto esposto, vi invito a: Aggiornare i sistemi e le procedure: eliminare l'addebito automatico sui frutti che non richiedono il sacchetto e cessare l'inserimento arbitrario dello stesso nel reparto macelleria. Istruire il personale: formare gli addetti dei reparti e delle casse a non imporre imballaggi superflui a pagamento e a effettuare lo storno manuale immediato dell'importo su richiesta del cliente. Rimborsare l'indebito: qualora applicabile, stornare gli importi ingiustamente trattenuti.

Messaggi (2)

TIGROS

A: A. T.

10/09/2026

Gentile Cliente, la ringraziamoper averci contattato. In base all'attuale normativa in vigore, tutte le referenze del repartoortofruttavendute sfuse, incluse quelle con buccia, devono essere imbustate o confezionate insacchetticompostabili e biodegradabili. Inoltre non è concessa la distribuzione gratuita di talisacchetti. Per questo motivo, TIGROS ha deciso di contenere il costo di ogni sacchetto a soli 1 centesimo. Se desidera, può richiedere all'operatore di cassa un sacchetto aggiuntivo oppure lo storno dell'importo del sacchetto. Cordiali saluti. Servizio clienti TIGROS Il giorno mer 26 ago 2026 alle ore 08:00 reclami@altroconsumo.it ha scritto:

A. T.

A: TIGROS

10/09/2026

Preciso sin da ora, a scanso di equivoci, che la presente contestazione non attiene in alcun modo al costo irrisorio del singolo sacchetto (€0,01), bensì al rispetto rigoroso della legalità e alla corretta applicazione delle regole così come previsto dalla normativa vigente. È una questione di principio e di trasparenza commerciale a tutela della platea dei consumatori. La mia contestazione non riguardava la generica "frutta sciolta" o sfusa che necessita di contenitore per ragioni igieniche, bensì il caso specifico di frutti provvisti di buccia dura e non edibile (quali angurie, meloni gialli ecc..). Tali prodotti vengono pesati "nudi", senza l'utilizzo di alcun imballaggio protettivo, e l'etichetta del prezzo viene applicata direttamente sulla buccia. Mi spiegate come imbustare ad esempio un anguria di 5kg. nel sacchetto? Aggiungo inoltre: l'etichetta termica adesiva del peso/prezzo non risulta essere biodegradabile o compostabile a norma UNI EN 13432. Di conseguenza, l'addebito automatico del bioshopper viene motivato con una finalità ecologica che viene nei fatti smentita e vanificata dall'impiego di supporti adesivi non ecologici sul prodotto stesso. Vi invito a osservare le prassi operative consolidate dei primari marchi della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), che, pur operando sotto il medesimo quadro normativo del D.L. 91/2017, hanno predisposto software di cassa che consentono al personale di effettuare lo storno manuale immediato dell'addebito del bioshopper qualora il cliente compri frutti a buccia dura pesati nudi o si avvalga del legittimo diritto di utilizzare imballaggi propri portati da casa. Ciò dimostra in modo inequivocabile che il vostro blocco informatico non è un obbligo di legge, bensì una vostra arbitraria scelta gestionale e tecnica che si traduce in una condotta ostativa della libertà del consumatore. In merito alla vostra risposta cui sopra, chiederò lo storno dell'importo del/i sacchetto/i ogni volta che non verranno utilizzati.


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