Buongiorno, ho richiesto a Generali Italia (assicuratrice di SALT p.A., concessionaria dell'autostrada A15) il risarcimento di un danno causato da un ostacolo metallico trovato in mezzo alla corsia di marcia, subito dopo una curva, in un tratto senza telecamere.
La Polizia Stradale intervenuta ha verbalizzato tutto: l'ostacolo al centro della corsia, i danni al veicolo, la sua rimozione da parte di una squadra di manutenzione dell'autostrada.
Generali ha negato il risarcimento sostenendo che l'oggetto sarebbe stato perso da un altro veicolo poco prima del mio passaggio, ma senza fornire alcuna prova di questo. Ho chiesto più volte i registri di sorveglianza della notte del sinistro, per verificare da quanto tempo l'ostacolo fosse effettivamente in strada: non mi sono mai stati forniti. Ho anche fatto notare che, per legge, in questi casi è la compagnia a dover dimostrare che il danno non poteva essere evitato – non il contrario. Nonostante questo, il diniego è stato confermato tre volte, l'ultima usando come argomento proprio l'assenza di elementi che loro stessi non hanno mai prodotto.
Parliamo di una richiesta di circa 1.450 euro per la riparazione del paraurti, cifra sulla quale non ha senso affrontare una causa, e la compagnia probabilmente lo sa bene.
Segnalo la vicenda perché mi sembra un caso in cui l'automobilista, avendo pagato regolarmente il pedaggio per percorrere un'autostrada che dovrebbe essere sicura, si trova a dover dimostrare l'indimostrabile, mentre chi ha in mano tutti i documenti utili a chiarire la situazione sceglie di non produrli.