Ecobonus moto e scooter ibridi o elettrici: importi 2026 e novità 2027
Nel 2026 l’Ecobonus per moto e scooter elettrici arriva fino a 4.000 euro, ma il concessionario può effettuare solo due prenotazioni al giorno. Vediamo come si calcola davvero lo sconto, quale effetto ha l’IVA e cosa controllare prima di firmare.
Gli incentivi per acquistare una moto, uno scooter o un ciclomotore elettrico o ibrido continuano, con i fondi a esaurimento del 2026 e un nuovo programma che parte dal 1° gennaio 2027 e arriva al 31 marzo 2030. La misura rientra nel piano nazionale di incentivazione della mobilità a basse emissioni.
Dal 2027 cambiano gli importi: il contributo massimo senza rottamazione scende da 3.000 a 2.000 euro, quello con rottamazione da 4.000 a 3.000 euro. Lo sconto viene applicato direttamente in fattura dal concessionario.
Possono beneficiarne:
- i privati cittadini che acquistano una moto o uno scooter elettrico o ibrido;
- le imprese e i liberi professionisti che decidono di acquistare veicoli elettrici per uso aziendale o professionale.
Il concessionario che aderisce all’iniziativa potrà richiedere i fondi sulla piattaforma ministeriale appena riattivata e applicherà direttamente lo sconto al cliente.
Torna all'inizioCome richiedere l'incentivo
Per accedere agli incentivi non si deve fare nulla: la riduzione di prezzo viene applicata direttamente sul prezzo di acquisto. Spetta ai concessionari registrarsi sulla piattaforma ministeriale e prenotare i contributi secondo le procedure indicate.
Il contributo viene riconosciuto come minor prezzo praticato dal concessionario in fattura al momento dell’acquisto.
Il limite di 2 prenotazioni giornaliere
Dal 9 luglio 2026 è operativo sulla piattaforma Ecobonus un limite massimo di 2 prenotazioni giornaliere per concessionario. La misura, introdotta dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, è volta a garantire un accesso equo alle risorse e a prevenire fenomeni di accaparramento. Al momento il limite si applica esclusivamente per il 2026.
Torna all'inizioQuali veicoli si possono acquistare con l'incentivo
Gli incentivi sono destinati a moto, scooter, quadricicli nuovi di fabbrica di categoria senza limiti di potenza, acquistabili anche in leasing e immatricolati in Italia. I contributi sono differenziati in base alla presenza di un veicolo da rottamare. In particolare, le categorie agevolabili sono:
- L1e: ciclomotori a 2 ruote con velocità massima di 45 km/h;
- L2e: ciclomotori a 3 ruote con velocità massima di 45 km/h;
- L6e: ciclomotori a 4 ruote (quadricicli leggeri) con velocità massima di 45 km/h e massa a vuoto massima di 350 kg, esclusa la massa delle batterie per i veicoli elettrici;
- L3e: motocicli a 2 ruote con velocità superiore a 45 km/h e cilindrata superiore a 50 cm³;
- L4e: motocicli a 3 ruote (moto con sidecar) con velocità superiore a 45 km/h e cilindrata superiore a 50 cm³;
- L5e: tricicli a tre ruote simmetriche con velocità superiore a 45 km/h e cilindrata superiore a 50 cm³;
- L7e: quadricicli diversi dai quadricicli leggeri, con massa a vuoto massima di 400 kg (550 kg per i veicoli destinati al trasporto di merci), esclusa la massa delle batterie per i veicoli elettrici, e potenza massima netta inferiore a 15 kW.
Quanto vale l’ecobonus fino a fine 2026
Per i veicoli elettrici o ibridi, il contributo è pari al 30% del prezzo d’acquisto, fino a un massimo di 3.000 euro. Sale al 40%, con un massimo di 4.000 euro, in caso di rottamazione di un veicolo da Euro 0 a Euro 3.
L’ecobonus viene garantito solo se:
- il veicolo rottamato è intestato al proprietario di quello nuovo o a un familiare convivente da almeno 12 mesi;
- l’acquirente, persona fisica o giuridica, si impegna a mantenere la proprietà per almeno un anno.
La proposta di Altroconsumo Connect
La proposta di Altroconsumo ConnectLa proposta di Altroconsumo Connect
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L’ecobonus moto 2027
Dal 1° gennaio 2027 entrano in vigore le condizioni introdotte dal DPCM del 10 giugno 2026. Gli importi si riducono rispetto al 2026, ma permettono ancora l’agevolazione sia di veicoli ibridi sia elettrici.
| Tipologia di acquisto | Fino al 31/12/2026 | Dal 1°/1/2027 al 31/3/2030 |
|---|---|---|
| Ecobonus senza rottamazione | 30% del prezzo, max 3.000 euro Iva esclusa | 20% del prezzo, max 2.000 euro Iva esclusa |
| Ecobonus con rottamazione | 40% del prezzo, max 4.000 euro Iva esclusa | 30% del prezzo, max 3.000 euro Iva esclusa |
I requisiti per ottenere l’Ecobonus restano confermati:
- il veicolo da rottamare deve essere intestato da almeno 12 mesi al soggetto acquirente o a un familiare convivente;
- la proprietà del veicolo acquistato con l'incentivo non può essere trasferita per almeno 12 mesi dalla data di acquisto, pena la restituzione del contributo ottenuto.
Fai attenzione all’effetto dell’Iva sull’Ecobonus
L’Ecobonus viene calcolato sul prezzo di acquisto al netto dell’Iva e di eventuali sconti commerciali applicati dal concessionario. L’Iva continua a essere calcolata sull’intero imponibile perché il contributo statale non lo riduce, ma viene sottratto dal totale della fattura Iva inclusa.
Facciamo un esempio.
Per una moto elettrica con un prezzo imponibile di 10.000 euro, l’Iva al 22% è pari a 2.200 euro e il prezzo complessivo arriva a 12.200 euro.
Nel 2026 il contributo senza rottamazione raggiunge il massimo di 3.000 euro (30% di 10.000 euro), portando la spesa finale a 9.200 euro. Con la rottamazione, il bonus massimo di 4.000 euro riduce invece il prezzo finale a 8.200 euro.
Allo stesso modo, se lo scooter ha un prezzo imponibile di 2.000 euro, l’Iva al 22% è pari a 440 euro e il costo complessivo è di 2.440 euro. L’ecobonus è di 600 euro senza rottamazione (30% di 2.000 euro) e il totale da pagare diventa 1.840 euro, non 1.708 euro come verrebbe da pensare applicando il 30% di Ecobonus ai 2.440 euro.
Per verificare il risparmio effettivo bisogna quindi guardare la base imponibile riportata nel preventivo, non limitarsi al prezzo finale Iva inclusa. Ricorda, inoltre, che il contributo deve essere sottratto dal totale della fattura e indicato separatamente.
Chi è escluso dal 2027
A differenza del 2026, dal 2027 non potranno accedere agli incentivi le imprese che esercitano attività di produzione, importazione, distribuzione e commercio di ciclomotori, motoveicoli, quadricicli, autoveicoli o rimorchi.
Inoltre, dal 2027 il 50% delle risorse annue è riservato all'acquisto di veicoli delle categorie L1e, L2e, L3e, L4e e L5e; il restante 50% rimane a disposizione per l’erogazione dell’Ecobonus per i quadricicli, sia leggeri sia non leggeri.
Come ottenere l’Ecobonus
I contributi moto e scooter 2026 sono prenotabili dai concessionari e si applicano agli acquisti effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Dal 1° gennaio 2027 entrano in vigore le nuove regole, con risorse disponibili pari a 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027, 2028 e 2029 e a 15 milioni di euro per il 2030. Il programma rimane attivo fino al 31 marzo 2030, fino a esaurimento dei fondi.
Al momento non è ancora disponibile la piattaforma che dal 2027 verrà utilizzata dai concessionari per prenotare i contributi.
Torna all'inizioEcobonus moto: la checklist prima di firmare
Prima di acquistare una moto, uno scooter o un quadriciclo con l’Ecobonus, senza rischiare di doverlo restituire o di non ottenerlo:
- Controlla che il veicolo sia ammesso. Deve essere nuovo di fabbrica, appartenere a una delle categorie agevolabili da L1e a L7e ed essere immatricolato in Italia.
- Chiedi se i fondi sono ancora disponibili. La firma del contratto non garantisce automaticamente il contributo: il bonus dipende dalla disponibilità delle risorse e dalla prenotazione effettuata dal concessionario.
- Fatti confermare la prenotazione per iscritto. Chiedi un documento o una comunicazione che attesti l’avvenuta prenotazione sulla piattaforma ministeriale e l’importo riconosciuto.
- Verifica che cosa succede se il bonus non viene ottenuto. Nel contratto dovrebbe essere indicato se puoi annullare l’ordine, recuperare l’eventuale caparra o se dovrai pagare il prezzo intero in caso di mancata concessione dell’incentivo.
- Controlla il calcolo dell’Ecobonus. Il preventivo deve distinguere chiaramente prezzo imponibile, Iva, eventuale sconto del concessionario, contributo statale e totale finale da pagare.
- Verifica i requisiti della rottamazione. Se chiedi il contributo maggiorato, controlla che il vecchio veicolo appartenga a una categoria ammessa, rispetti la classe ambientale richiesta e sia intestato da almeno 12 mesi a te o a un tuo familiare convivente.
- Accertati che il mezzo non sia già immatricolato. Un veicolo a chilometro zero già immatricolato dal concessionario, in generale, non può essere considerato nuovo di fabbrica ai fini dell’incentivo.
- Controlla le scadenze. Chiedi entro quale data devono essere completate immatricolazione, consegna ed eventuale rottamazione per non perdere il contributo.
- Ricorda il vincolo di proprietà. Il veicolo acquistato con l’Ecobonus non può essere ceduto prima del periodo minimo di 12 mesi, altrimenti può essere richiesta la restituzione del contributo.
- Conserva tutta la documentazione. Tieni contratto, conferma della prenotazione, fattura, documenti della rottamazione e ogni comunicazione ricevuta dal concessionario.
Domande frequenti
Posso prenotare personalmente l’Ecobonus?
No. L’acquirente non deve presentare una domanda al ministero: è il concessionario aderente all’iniziativa che inserisce la prenotazione sulla piattaforma Ecobonus e, in caso di conferma, applica il contributo direttamente in fattura. Prima di considerare certo lo sconto è consigliabile chiedere al venditore una conferma scritta dell’avvenuta prenotazione.
Firmare il contratto di acquisto garantisce l’incentivo?
No. La firma dell’ordine non garantisce da sola l’accesso al contributo, che dipende dalla disponibilità dei fondi e dalla conferma della prenotazione effettuata dal concessionario. Nel contratto è opportuno far specificare cosa succede se il bonus non viene prenotato o se le risorse terminano: per esempio, se l’acquirente può annullare l’ordine oppure deve pagare l’intero prezzo.
L’Ecobonus vale per una moto o uno scooter a chilometro zero?
In generale no, quando il veicolo a chilometro zero è già stato immatricolato. Per ottenere l’incentivo il mezzo deve essere nuovo di fabbrica e immatricolato in Italia nell’ambito dell’acquisto agevolato. Prima di firmare bisogna quindi verificare che il veicolo non risulti già intestato o immatricolato dal concessionario.
Posso rottamare uno scooter per acquistare una moto di categoria diversa?
Sì. Non è necessario che il vecchio veicolo appartenga esattamente alla stessa sottocategoria di quello nuovo, purché rispetti gli altri requisiti previsti, compresi la classe ambientale e il periodo minimo di intestazione.
Per ottenere l’Ecobonus moto serve un Isee?
No. Per gli incentivi destinati a moto, scooter, ciclomotori e quadricicli non è prevista una soglia Isee. L’importo dipende dal prezzo del veicolo e dalla presenza o meno di un mezzo ammesso alla rottamazione, non dal reddito dell’acquirente. Anche il programma previsto dal 2027 non introduce un requisito Isee per questa categoria di veicoli.
Lo sconto del concessionario si può aggiungere all’Ecobonus?
Sì, il concessionario può applicare una propria promozione commerciale oltre al contributo statale. Bisogna però considerare che la percentuale dell’Ecobonus viene calcolata sul prezzo imponibile dopo l’eventuale sconto commerciale. Nel preventivo è quindi utile chiedere che siano indicati separatamente prezzo di listino, sconto del venditore, Iva, contributo statale e importo finale da pagare.
Che cosa deve comparire nella fattura?
La fattura deve riportare il contributo Ecobonus applicato e consentire di distinguere la base imponibile, l’Iva, l’importo dell’incentivo e il totale finale dovuto dall’acquirente. In caso di rottamazione, anche l’atto di acquisto deve contenere i dati del vecchio veicolo. Controllare queste informazioni è importante sia per verificare la correttezza dello sconto sia per conservare la documentazione relativa all’agevolazione.
