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Il treno per viaggiare in Europa batte spesso l’aereo sul prezzo. Allora perché lo scegliamo così poco?

In tanti casi il treno è più economico dellaereo, ma continua a essere scelto meno per i viaggi internazionali. La nostra indagine su otto tratte europee rivela che il vero ostacolo è un sistema ferroviario ancora frammentato, con collegamenti poco integrati, cambi complessi e prenotazioni che rendono il viaggio meno semplice del necessario.

Con il contributo esperto di:
articolo di:
28 luglio 2026
passeggero in treno con vista aereo dal finestrino

Per molti viaggiatori la risposta sembra scontata: quando si attraversano i confini europei, l’aereo è la scelta più economica e conveniente. La nostra indagine racconta una realtà diversa, o quanto meno complementare. Confrontando otto tratte internazionali con partenza dall’Italia, emerge infatti che il treno è spesso competitivo sul prezzo. Il problema, piuttosto, è nel sistema ferroviario europeo ancora poco integrato, che rende molti viaggi più complicati di quanto potrebbero essere.

Per capire quanto il treno rappresenti oggi un’alternativa concreta all’aereo, abbiamo confrontato otto collegamenti internazionali simulando un viaggio di sola andata nella stessa giornata (10 settembre 2026). Per ogni tratta abbiamo considerato il costo complessivo del viaggio, includendo anche una stima degli spostamenti tra il centro città e la stazione o l’aeroporto, il tempo totale di percorrenza porta a porta e la complessità dell’itinerario, valutando cambi, coincidenze e l’eventuale necessità di utilizzare operatori ferroviari diversi.

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Il treno costa meno dell’aereo in sei tratte su otto

Il dato più sorprendente riguarda proprio il prezzo: in molti casi analizzati, il treno risulta più economico dell’aereo. Su otto tratte considerate, infatti, in sei il biglietto ferroviario costa meno di quello aereo e solo in due casi l’aereo riesce a prevalere sia sul fronte del costo sia su quello del tempo di viaggio.

Uno degli esempi più significativi è la tratta Torino-Parigi. Il collegamento diretto in treno costa 59 euro, mentre il volo supera i 230 euro. L’aereo resta più veloce, ma il divario nei tempi è di circa due ore e mezza, una differenza che, considerando la distanza e l’assenza di cambi, rende il treno un’opzione tutt’altro che marginale. È la dimostrazione che, quando il collegamento ferroviario è diretto e ben organizzato, il treno può competere anche sotto il profilo economico.

Anche altre tratte raccontano una storia simile. Da Milano a Nizza il viaggio in treno costa circa 37 euro contro oltre 120 dell’aereo. Da Roma a Zurigo si spendono circa 90 euro contro 118. Da Milano a Monaco il treno costa 66 euro, meno dei 115 richiesti per il volo.

Tratta Treno Aereo
Genova-Marsiglia
2 cambi 7h 16 63 euro
1 scalo 8h 45 74 euro
Torino-Parigi
0 cambi 6h 41 59 euro
0 scali 4h 15 231 euro
Milano-Nizza
1 cambio 5h 49 37 euro
0 scali 3h 50 123 euro
Milano-Monaco
1 cambio 8h 48 66 euro
0 scali 4h 05 115 euro
Roma-Zurigo
1 cambio 7h 32 90 euro
0 scali 3h 50 118 euro
Venezia-Vienna
1 cambio 10h 27 68 euro
0 scali 3h 20 85 euro
Milano-Vienna
2 cambi 11h 47 69 euro
0 scali 4h 35 41 euro
Milano-Barcellona
1 cambio 13h 18 143 euro
0 scali 4h 15 33 euro
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Spesso il prezzo non è il problema

Se il costo gioca spesso a favore del treno, il tempo di percorrenza e soprattutto la semplicità del viaggio continuano a premiare l’aereo: solo una delle otto tratte analizzate vede il treno risultare più veloce o sostanzialmente equivalente all’aereo. Nella maggior parte dei casi, invece, il viaggio ferroviario richiede tempi più lunghi e obbliga ad affrontare uno o più cambi, spesso tra operatori diversi, con coincidenze da gestire e procedure di acquisto meno intuitive.

È questo il vero limite che emerge, perché, se la velocità dei convogli è un fattore che dipende dalle distanze e dalla velocità della linea, la competitività del treno dipende più che altro dall’organizzazione complessiva del servizio. Un collegamento internazionale può essere conveniente sul piano economico, ma perdere attrattività se richiede più prenotazioni, cambi di operatore o itinerari poco lineari.

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Le tratte che raccontano meglio il problema

Il confronto tra Genova e Marsiglia rappresenta forse il caso più interessante dell’indagine. Qui il treno riesce addirittura a fare meglio dell’aereo sia sul prezzo sia sul tempo complessivo di viaggio: circa 63 euro contro 74 e 7 ore e 16 minuti contro 8 ore e 45. Eppure, il viaggio ferroviario richiede due cambi, elemento che rende l’esperienza meno immediata rispetto al volo, a dimostrazione del fatto che, anche quando il treno è competitivo, la frammentazione del servizio continua a pesare sull’esperienza del passeggero.

La tratta Milano-Nizza evidenzia un’altra criticità: il vantaggio economico del treno è molto netto, ma il viaggio richiede quasi sei ore contro meno di quattro dell’aereo e prevede almeno un cambio. Anche in questo caso il limite è la struttura del collegamento ferroviario internazionale.

Ci sono poi tratte in cui il vantaggio dell’aereo resta evidente. È il caso di Milano-Barcellona, dove il volo costa poco più di 33 euro e richiede circa quattro ore, mentre il treno supera le tredici ore di viaggio e costa oltre 140 euro: la presenza di reti ad alta velocità nei singoli Paesi non è sufficiente se manca un’integrazione efficace tra le reti ferroviarie nazionali.

Anche il collegamento Milano-Vienna conferma questo scenario: il viaggio ferroviario dura quasi dodici ore, contro circa quattro ore e mezza dell’aereo, con un costo superiore. In queste situazioni il treno può rappresentare una scelta solo per chi privilegia altri aspetti, come il minor impatto ambientale o l’esperienza del viaggio.

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Il caso di Lubiana

L’indagine evidenzia anche un caso particolare. Le tratte verso Lubiana sono state escluse dal confronto finale perché non esistono voli diretti che consentano una comparazione omogenea con il treno. Proprio questa esclusione, però, racconta un problema più ampio: tra Venezia e la capitale slovena, città separate da circa 230 chilometri, non esiste né un collegamento ferroviario diretto, rapido e competitivo né un volo diretto. È un esempio di come le difficoltà dell’interoperabilità ferroviaria riguardano anche collegamenti transfrontalieri relativamente brevi, che potrebbero rappresentare un’alternativa naturale all’automobile.

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Serve un mercato ferroviario europeo davvero integrato

L’inchiesta conferma quanto Altroconsumo ha sostenuto anche nell’audizione davanti alla XIV Commissione Politiche dell’Unione europea della Camera dei deputati e, attraverso Euroconsumers, nelle sedi europee: il principale ostacolo allo sviluppo del trasporto ferroviario transfrontaliero non è il prezzo, ma la frammentazione del sistema. La nostra rilevazione dimostra che in molti casi il treno è già competitivo dal punto di vista economico. A penalizzarlo sono soprattutto collegamenti poco integrati, cambi complessi e procedure di prenotazione ancora troppo frammentate.

Per convincere sempre più cittadini a scegliere il treno serve un mercato europeo realmente interoperabile, con un sistema di bigliettazione semplice, unico tra diversi operatori, trasparente e accessibile. Per questo Altroconsumo considera fondamentale dare piena attuazione al Pacchetto passeggeri europeo, che punta a semplificare la ricerca, il confronto e l’acquisto dei biglietti ferroviari, favorendo anche l’utilizzo di un unico biglietto per l’intero viaggio e una tutela effettiva dei passeggeri in caso di disservizi. Solo eliminando gli ostacoli che ancora gravano sui viaggi transfrontalieri sarà possibile offrire ai consumatori un’alternativa concreta all’aereo, con benefici per i cittadini, la concorrenza e la transizione verso una mobilità più sostenibile.

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