Come scegliere un detergente intimo
Per scegliere un buon detergente intimo è importante la miscela dei tensioattivi, il pH, l’assenza di allergeni del profumo e altri ingredienti sconsigliati per la salute e l’ambiente. Ma soprattutto è fondamentale l’utilizzo corretto: una volta al giorno, massimo due e solo la parte esterna.
Tipologie di detergenti intimi
In vendita nei supermercati e discount, nei negozi specializzati nella cura della persona e online, si trovano diverse tipologie di detergenti intimi per la formulazione (cosmetici o dispositivi medici) o per il formato (liquidi, solidi, salviette, etc) o perché si presentano con claim, proprietà e ingredienti differenti. Vediamo insieme le principali tipologie di detergenti intimi per scegliere quello più adatto.
Detergenti intimi cosmetici o dispositivi medici
La maggior parte dei detergenti intimi sono cosmetici destinati alla pulizia dei genitali esterni, possono detergere, profumare, mantenere la pelle in buono stato o correggere gli odori, ma non possono prevenire o curare: in etichetta riportano l’elenco completo degli ingredienti secondo il linguaggio INCI. Sono i prodotti indicati per la detersione quotidiana, da usare una massimo due volte al giorno, solo per la parte esterna e da risciacquare con acqua.
Alcuni detergenti intimi sono invece dispositivi medici, hanno finalità terapeutiche e devono essere consigliati da uno specialista, non sono indicati per l’uso abituale. Alcuni contengono ingredienti specifici battericidi, ma non sono necessari per una corretta igiene, un normale detergente è sufficiente, potrebbero di contro interferire con il delicato equilibrio delle parti intime. Non sono indicati per l’igiene quotidiana, vanno utilizzati solo occasionalmente, se necessari e su consiglio del medico o ginecologo.
Diversi formati di detergenti intimi
I detergenti cosmetici sono disponibili principalmente nella formulazione liquida, in diversi formati:
- Flacone con tappo: è in genere più semplice e leggero, produce meno rifiuti ed evita il sovradosaggio, ma va maneggiato con più attenzione per evitare contaminazioni dirette
- Flacone con pompetta dosatrice: pratico, limita il contatto delle mani con l’apertura del flacone, ma può indurre a usare più prodotto del necessario e produce più rifiuti
Le ricariche non sono ancora molto diffuse per questa tipologia di prodotti, in generale sono utili perché riducono la produzione di rifiuti da imballaggio, possono essere di due tipi:
- busta flessibile (doy pack): il flacone originale vuoto non si butta, si riempie più volte travasando il contenuto delle buste in plastica leggera
- flacone con tappo: il flacone vuoto si butta, si riutilizza la pompetta dosatrice che si monta sul nuovo flacone, buttando il tappo
I detergenti intimi solidi, simili a saponette, sono ancora poco diffusi al contrario dei saponi o degli shampoo, sono più sostenibili della versione liquida in generale (meno imballaggio, meno acqua, meno conservanti) e comodi in viaggio, ma sono meno igienici.
Le salviette umidificate possono essere utili fuori casa per emergenza quando manca l’acqua, ma non devono diventare un’abitudine né essere usate dopo ogni passaggio in bagno perché non si risciacquano e producono molti rifiuti.
Le maschere intime non servono per l’igiene, producono rifiuti e sono a rischio di reazioni perché non si risciacquano.
Principali claim dei detergenti intimi
La maggior parte dei claim presenti sulle confezioni non sono utili alla scelta di un buon detergente intimo, vediamo insieme quali sono e perché.
Le linee dei marchi più importanti comprendono spesso versioni “delicate”, “lenitive”, “rinfrescanti”, “anti-odore”, “sensitive” o dedicate alle ragazze più giovani o alla menopausa. Queste definizioni descrivono soprattutto il posizionamento commerciale: per confrontare davvero i prodotti bisogna leggere l’elenco degli ingredienti e non fermarsi al nome della variante.
La presenza di claim come “Dermatologicamente” o “ginecologicamente testato” indica che è stato svolto un test sotto supervisione qualificata, ma non garantisce efficacia superiore né assenza di reazioni; “ipoallergenico” significa rischio ridotto, in genere per l’assenza di allergeni riconosciuti dal regolamento europeo, ma non rischio zero.
Camomilla, malva, calendula, aloe e altri estratti vegetali sono spesso usati per caratterizzare il prodotto, ma dalla sola presenza in etichetta non si può dedurre un’efficacia sul prodotto finito, soprattutto quando l’ingrediente è in bassa concentrazione e il detergente viene risciacquato. Anche ingredienti vegetali e oli essenziali possono contenere sostanze profumanti allergeniche. Scegliere un prodotto perché piace e si tollera bene è più sensato che sceglierlo soltanto perché richiama una pianta.
Alcune formule vantano sostanze per il controllo degli odori, la cui presenza può migliorare la sensazione d’uso, ma non sono necessarie né curano la causa di un odore anomalo per cui è meglio consultare uno specialista.
Che pH deve avere un detergente intimo?
Il pH del detergente intimo dev’essere acido per non interferire con il naturale e delicato equilibrio delle parti intime, anche se il pH da solo non basta per giudicare la delicatezza, conta tutta la formulazione: miscela di tensioattivi delicati, assenza di allergeni del profumo; ma soprattutto la differenza la fanno la quantità usata per ogni lavaggio (poche gocce diluite nel palmo della mano con acqua) e la frequenza dei lavaggi (una volta al giorno, massimo due). Un detergente intimo con pH ottimale ma usato troppo spesso o in quantità eccessive può alterare l’equilibrio delle parti intime.
Per un a donna adulta sana, un detergente con pH 4-6 può essere una scelta ragionevole, è difficile fissare un unico valore per tutte le donne e tutte le età: una revisione ha individuato, negli studi disponibili, valori del pH vulvare compresi tra 4,6 e 6,3 (in ogni caso acido); la vagina invece ha pH più acido spesso compreso tra 3,5 e 4,5; ma il detergente intimo va utilizzato solo sulle parti esterne.
Non è obbligatorio dichiarare il pH del detergente intimo in etichetta, ma se il produttore riporta un valore, secondo il regolamento europeo sui claim cosmetici, è tenuto a rispettarlo e quindi può essere un'indicazione utile per la scelta; diciture come “pH fisiologico” o “pH neutro” sono invece inutili perché non riportano un numero.
Detergente intimo per donna: come scegliere quello giusto
Per scegliere il giusto detergente non bisogna fermarsi ai claim riportati sulle confezioni come pH neutro, ginecologicamente testato, con estratti naturali; meglio controllare l’elenco degli ingredienti che per legge devono essere riportati in etichetta in ordine decrescente di concentrazione secondo il linguaggio INCI.
Ecco gli ingredienti da evitare per precauzione e perchè:
- sodium salicylate: presente in alcuni prodotti con la funzione di conservante, è una sostanza sospetta dannosa per la fertilità secondo l’agenzia europea per la chimica ECHA
- BHT: sempre meno diffuso, è un antiossidante in fase di valutazione come interferente endocrino e molto tossico per l’ambiente acquatico secondo l’agenzia europea per la chimica ECHA
- Linalool, Limonene, Citronellol, Geraniol, Coumarin, Hexyl Cinnamal, Benzyl Salicylate, etc: sostanze profumanti classificate come frequenti allergeni secondo il regolamento cosmetici, è preferibile un prodotto che non ne contiene, anche se si risciacqua e il tempo di contatto è breve, perchè applicato in aree sensibili.
Altre sostanze meritano attenzione:
- tensioattivi: sono la base lavante, utili per la pulizia, ma nei detergenti intimi devono essere delicati, meglio di origine naturale meno aggressivi e più facilmente degradabili (come cococate, cocoamphoacetate, glucoside e Betaine). Sodium o ammonium Lauryl Sulfate, sono molto efficaci, per questo sono frequentemente utilizzati nei saponi, docciaschiuma e shampoo, ma per i detergenti intimi possono risultare aggressivi e potenzialmente irritanti
- sostanze antiodore: alcuni prodotti aggiungono specifiche sostanze per il controllo degli odori (Citronellyl Methylcrotonate 2-Methyl 5-Cyclohexylpentanol, Ketoglutaric Acid, Triethyl Citrate), possono migliorare il comfort personale, ma non sono necessarie, un lieve odore è fisiologico, se invece si nota un cambiamento persistente dell’odore, è opportuno rivolgersi ad un medico invece che cercare di coprirlo
- estratti vegetali: Camomilla, malva, calendula, aloe, etc sono spesso usati per caratterizzare il prodotto, ma dalla sola presenza non si può dedurre un’efficacia sul prodotto finito, anche perché spesso presenti in basse quantità, verso la fine dell’elenco ingredienti. Spesso vengono utilizzati profumi e coloranti per ricreare l’effetto degli estratti vegetali e anche le sostanze naturali possono contenere allergeni. La presenza di sostanze naturali o di origine naturale non è di per se garanzia né di maggiore efficacia né di migliore sicurezza
Per l’igiene intima si può usare il sapone normale o serve un detergente intimo?
Il detergente intimo è appositamente formulato con miscele di tensioattivi più delicate e pH più acido (in genere tra 4 e 5), è quindi più indicato rispetto a prodotti generici che potrebbero irritare, seccare ed alterare l’equilibrio delle parti intime.
I detergenti per le mani o i docciaschiuma hanno un pH leggermente acido simile alla pelle (in genere 5,5-6) e contengono sostanze lavanti più aggressive indicate per rimuovere sporco e sebo e i saponi solidi sono alcalini cioè l’opposto di acido (pH superiore a 7) e hanno una forte efficacia pulente.
Ma serve davvero il detergente intimo? Non è indispensabile, l’acqua tiepida è sufficiente per il lavaggio esterno quotidiano, mentre la vagina, la parte interna, non va lavata né sottoposta a lavande. Si può usare una volta al giorno una piccola quantità di detergente diluita nella mano, risciacquare bene e asciugare tamponando, senza strofinare. Le indicazioni italiane della Società Italiana Interdisciplinare di Vulvologia consigliano un detergente delicato una o, al massimo, due volte al giorno e anche il Policlinico di Milano, Mangiagalli Center sintetizza l’indicazione come “sì al detergente intimo, ma con misura”, una volta al giorno.
Scegliere bene il detergente intimo è importante, ma ancora di più evitare l’eccesso, nella maggior parte delle occasioni l’acqua è sufficiente.
Detergente intimo uomo: serve davvero un prodotto specifico
Di solito non serve un prodotto specifico “da uomo”. Per l’igiene quotidiana sono sufficienti acqua tiepida e, se gradito e ben tollerato, un detergente delicato. Negli adulti con prepuzio retraibile è importante scoprire delicatamente il glande, rimuovere eventuali residui, risciacquare e asciugare; nei bambini il prepuzio non va mai forzato.
Lavaggi troppo frequenti e detergenti aggressivi possono favorire secchezza e irritazione anche nell’uomo. In caso di arrossamento, prurito, dolore, difficoltà a retrarre il prepuzio, secrezioni o cattivo odore persistente, non bisogna aumentare i lavaggi né ricorrere a disinfettanti: serve il parere del medico.
Detergente intimo e necessità specifiche
In alcuni momenti particolari della vita di una donna come il parto o la menopausa ci si chiede se serva un detergente intimo specifico: in generale non è necessario, vale la regola meno è meglio, acqua tiepida e nel caso poco detergente delicato. E anche con i neonati è valido lo stesso approccio.
Detergente intimo menopausa
La riduzione degli estrogeni in menopausa può causare secchezza, bruciore, prurito, dolore nei rapporti e disturbi urinari. Un detergente “per la menopausa” può contenere sostanze emollienti, ma non è necessario utilizzare un prodotto specifico. Conviene ridurre la detersione al minimo per non intaccare eccessivamente il delicato equilibrio delle parti intime, provocando ulteriore secchezza e possono essere utili i lubrificanti per migliorare l’idratazione.
Detergente intimo post parto
Dopo il parto, soprattutto in presenza di episiotomia, lacerazioni o punti, prevalgono le indicazioni ricevute da ostetrica e struttura sanitaria. In generale si consiglia di usare solo acqua tiepida, risciacquo delicato e asciugatura per tamponamento senza sfregare. Il lavaggio con un detergente potrebbe risultare aggressivo, sia per le sostanze lavanti che per sostanze profumanti allergenizzanti o sensibilizzanti, in una fase particolarmente sensibile del corpo di una donna.
Detergente intimo neonato
Per la pulizia quotidiana dei neonati basta acqua tiepida: detergenti, saponi, bagnoschiuma, salviettine e lavaggi ripetuti possono provocare secchezza o irritazione o peggiorare arrossamento e prurito. Se si desidera un detergente, meglio un prodotto senza allergeni del profumo e in via precauzionale senza fenossietanolo.
Diluisci poche gocce di detergente con l’acqua nel palmo della mano, risciacqua abbondantemente e asciuga delicatamente tamponando per evitare umidità residua, una delle principali cause di arrossamenti ed irritazioni. In caso di necessità si può ricorrere alle creme a base di ossido di zinco.
