Ho sottoscritto un abbonamento UnipolMove il 30 aprile 2025 per usufruire del servizio di telepedaggio.
Il 4 ottobre 2025 ho effettuato un viaggio autostradale di andata e ritorno con la mia moto, regolarmente dotata del dispositivo UnipolMove. In entrambe le occasioni il sistema ha registrato il casello di uscita, ma non quello di ingresso.
Di conseguenza, anziché addebitarmi i pedaggi relativi alle tratte effettivamente percorse, sono stati applicati due importi particolarmente elevati:
€68,90 per il transito con uscita a Fornovo Taro alle ore 09:28;
€81,30 per il transito con uscita a Milano Ovest alle ore 16:32.
Il totale addebitato è stato quindi di €150,20 per un viaggio di andata e ritorno.
Le fatture relative a questi transiti sono state emesse soltanto nei mesi di marzo e aprile 2026, rispettivamente circa cinque e sei mesi dopo il viaggio. Gli importi sono stati successivamente prelevati automaticamente dal mio conto corrente tramite addebito diretto.
Non ho ricevuto alcuna comunicazione specifica che mi avvisasse della mancata rilevazione degli ingressi o mi invitasse a indicare i caselli effettivamente utilizzati. Mi sono accorto del problema soltanto in seguito, verificando gli addebiti.
Una volta individuata l'anomalia, ho aperto un ticket di assistenza e presentato tramite l'app UnipolMove le autocertificazioni dei caselli di ingresso, ricostruiti in buona fede sulla base del viaggio effettuato. Nell'app le pratiche risultavano contrassegnate come «Transito in verifica».
La mia prima richiesta è stata respinta con la motivazione che erano trascorsi nove mesi dalla data del transito.
Ho quindi inviato un reclamo formale, chiedendo una verifica dei transiti e il ricalcolo degli importi. Nelle risposte successive, UnipolMove ha cambiato la motivazione del rigetto, richiamando il termine contrattuale di 60 giorni dalla comunicazione della fattura, previsto dall'articolo 11.10 delle proprie Norme e Condizioni.
Non contesto l'esistenza di tale clausola, ma evidenzio che i pedaggi sono stati fatturati molti mesi dopo i transiti, addebitati automaticamente e senza che io ricevessi un avviso specifico relativo alle anomalie.
Nell'ultima risposta, ricevuta tramite PEC, UnipolMove ha inoltre dichiarato che, secondo le verifiche sui propri sistemi, il dispositivo non presentava guasti. Ha tuttavia elencato tre possibili cause della mancata rilevazione: malfunzionamento temporaneo dell'infrastruttura del casello, errato posizionamento del dispositivo o interferenze con altri apparati.
Non è stata però indicata quale di queste cause sia stata effettivamente accertata nel mio caso, né sono stati forniti elementi tecnici a sostegno di una specifica spiegazione.
Ho chiesto ripetutamente anche di conoscere le concessionarie autostradali competenti per i due transiti e lo stato delle autocertificazioni presentate. Non ho ricevuto una risposta puntuale a tali richieste, nonostante l'articolo 11.10 del contratto faccia espressamente salvi gli eventuali rimedi del cliente nei confronti delle concessionarie.
Trovo inaccettabile che, a fronte di due anomalie di rilevazione avvenute nella stessa giornata, il cliente debba sostenere automaticamente importi così elevati senza ottenere una verifica documentata dei percorsi e una risposta concreta alle richieste di chiarimento.
Preciso che non intendo sottrarmi al pagamento dei pedaggi effettivamente dovuti: contesto esclusivamente gli importi applicati in conseguenza della mancata rilevazione dei caselli di ingresso.
Cosa richiedo
Chiedo l'intervento di Altroconsumo affinché UnipolMove:
Effettui una verifica documentata dei due transiti del 4 ottobre 2025, anche attraverso le concessionarie autostradali interessate.
Proceda al ricalcolo dei pedaggi sulla base delle tratte effettivamente percorse e al rimborso delle somme eventualmente addebitate in eccesso rispetto al totale di €150,20 già pagato.
Comunichi l'identità delle concessionarie competenti e i riferimenti necessari per presentare direttamente una richiesta di rettifica.
Chiarisca lo stato delle autocertificazioni presentate tramite app e l'effettiva causa della mancata rilevazione, qualora sia stata accertata.
Spieghi il motivo per cui il primo rigetto ha richiamato un termine di nove mesi dal transito, mentre le successive comunicazioni si sono fondate sul termine contrattuale di 60 giorni dalla comunicazione della fattura.
A seguito di questa esperienza e della gestione insoddisfacente del reclamo, ho inoltre deciso di recedere dal contratto UnipolMove.
Ritengo che una controversia relativa a pedaggi effettivamente percorsi e già pagati meriti una verifica nel merito, anziché essere chiusa esclusivamente con il richiamo ai termini di contestazione, soprattutto quando il contratto stesso preserva la possibilità di rivolgersi alle concessionarie autostradali.
Resto disponibile a fornire fatture, screenshot dei transiti, autocertificazioni e tutta la corrispondenza intercorsa con l'assistenza.
Cordiali saluti