La mia cucina, acquistata nel dicembre 2023, ha iniziato a scolorirsi nel tempo. Ho segnalato il problema il 12 novembre 2025, prima del compimento dei due anni dalla consegna. Considerando anche la garanzia commerciale di cinque anni, mi chiedo: è normale che una cucina di questo costo presenti un simile deterioramento dopo così poco tempo?
Una cucina Veneta Cucine è destinata a durare pochi anni? Dopo cinque anni deve essere mandata al macero? È una provocazione, ma credo sia legittimo chiedersi quale durata ci si possa ragionevolmente aspettare da un prodotto di questo livello.
Dopo una prima diffida formale del 3 febbraio 2026 e una seconda del 1° settembre 2026, l’8 maggio 2026 è stato effettuato un sopralluogo da parte di un rappresentante di Veneta Cucine. Durante l’incontro abbiamo esaminato lo scolorimento delle ante e discusso delle possibili soluzioni. Nei giorni successivi si è parlato anche di una finitura diversa, perché mi era stata prospettata una possibile criticità legata al colore e al materiale scelti.
Tuttavia, ho sempre richiesto la sostituzione in garanzia con ante dello stesso colore e materiale. Il preventivo ricevuto prevedeva invece un costo totalmente a mio carico senza il ristorno delle ante rovinate in garanzia, così come mi era stato prospettato dal tecnico.
Dopo circa cinque mesi dal sopralluogo, la risposta ufficiale di Veneta Cucine è stata però diversa: l’azienda ha escluso evidenze riconducibili a difetti delle ante e ha attribuito il fenomeno a possibili cause legate all’utilizzo, alla pulizia o alla manutenzione.
Come si conciliano queste conclusioni con quanto avevo compreso durante il sopralluogo e nelle interlocuzioni successive? Questa discrepanza rispetto a quanto riferito durante il sopralluogo meriterebbe un chiarimento tecnico preciso e documentato.
Conservo fotografie, messaggi WhatsApp, diffide, preventivo e risposta ufficiale dell’azienda. La documentazione testimonia i passaggi della vicenda, le mie richieste di sostituzione e i ripetuti tentativi di ottenere una soluzione.
E nel frattempo, Domus Arredi di Lissone rimanda a Veneta Cucine e Veneta Cucine rimanda al rivenditore. Il cliente resta nel mezzo, con le ante deteriorate, mesi di attesa alle spalle e nessuna soluzione concreta.
Questa è la serietà che ci si aspetta da un’azienda di questo livello? È accettabile che una vicenda del genere trascini il cliente in una situazione di esaurimento, forte stress e frustrazione, tra silenzi, attese, solleciti e infine un diniego che ritengo non adeguatamente motivato?
Non si tratta soltanto del disagio economico, ma anche del tempo e delle energie spesi per cercare una soluzione a un problema che ho segnalato e documentato. Dopo mesi di interlocuzioni, ritrovarmi ancora senza una risposta che ritenga convincente è stato profondamente frustrante e deludente.La cucina non è un mobile qualsiasi che si sostituisce facilmente. È un acquisto importante, destinato a durare nel tempo e che si sceglie con aspettative precise. Nel mio caso, lo scolorimento è diventato qualcosa che mi pesa persino nella quotidianità: sono arrivato a chiudere le tapparelle per non vedere le ante e non ritrovarmi continuamente davanti agli occhi un problema che non riesco a risolvere.
Ho scritto anche alla dott.ssa Denise Archiutti, nella speranza che possa intervenire e contribuire a trovare una soluzione. Mi auguro che un’azienda a conduzione familiare, che porta avanti un marchio così conosciuto, consideri la soddisfazione del cliente una priorità e tenga conto non soltanto del prodotto venduto, ma anche dell’esperienza vissuta dopo l’acquisto.
Non chiedo favori, né un trattamento di riguardo. Chiedo trasparenza, coerenza nelle risposte e una soluzione concreta a un problema che ho segnalato e documentato.
Mi dispiace sinceramente essere arrivato a dover raccontare pubblicamente questa esperienza. Avrei preferito di gran lunga poter scrivere una recensione positiva, parlare della cucina che avevo scelto con entusiasmo e sentirmi un cliente soddisfatto. Invece, dopo tutto questo tempo, mi ritrovo ancora qui, amareggiato e senza una soluzione.
Dopo tutto questo, credo che chiedere di essere ascoltato e di ricevere una risposta chiara sia davvero il minimo.