Nel mese di marzo 2026 ho sottoscritto presso Romana Auto (Gruppo I.V.A. S.p.A.) un contratto di acquisto relativo ad un'autovettura usata, associato ad un contratto di finanziamento collegato.
Prima della sottoscrizione avevo chiesto espressamente di poter visionare il veicolo oggetto dell'acquisto. Mi veniva tuttavia riferito che l'automobile si trovava presso un deposito esterno e che, per tale ragione, non sarebbe stato possibile organizzare una visione preventiva del mezzo. Mi veniva inoltre rappresentata la possibilità di eventuali ritardi logistici, pur indicando una tempistica orientativa di consegna compatibile con quella riportata nel contratto.
Facendo affidamento sulla notorietà del marchio commerciale, sulle dimensioni del gruppo e sulla convinzione di trovarmi di fronte ad una realtà strutturata e affidabile, decidevo comunque di procedere con l'acquisto.
Nei giorni successivi iniziavo tuttavia a rilevare alcune anomalie. Analizzando con maggiore attenzione il materiale fotografico utilizzato nella trattativa commerciale, emergevano infatti elementi che apparivano poco coerenti con il veicolo oggetto del contratto. In particolare, l'autovettura da me acquistata risultava di colore nero, mentre nelle fotografie raffiguranti gli interni si intravedevano montanti di colore bianco, circostanza che appariva difficilmente compatibile con il veicolo prescelto. Pur iniziando a nutrire alcuni dubbi circa la corrispondenza tra le immagini utilizzate e l'automobile acquistata, decidevo inizialmente di non attribuire particolare rilevanza a tali circostanze, continuando a confidare nella correttezza dell'operazione e nella buona fede del venditore..
Pochi giorni dopo venivo contattato telefonicamente per procedere alla sottoscrizione del contratto di finanziamento. Nel corso della telefonata mi veniva richiesto di comunicare verbalmente un codice OTP ricevuto via SMS per completare la firma digitale della documentazione. Solo successivamente prendevo effettiva visione della documentazione bancaria e delle condizioni economiche applicate.
Analizzando successivamente i log della documentazione, emergeva che i documenti precontrattuali, il contratto di finanziamento e la relativa accettazione risultavano trasmessi e perfezionati in un intervallo temporale estremamente ridotto di circa 2 minuti . Considerata la complessità dell'operazione, la durata del finanziamento e la quantità di documentazione coinvolta, tale circostanza mi ha lasciato forti perplessità circa la possibilità di una reale lettura e comprensione preventiva delle condizioni contrattuali, che non mi era stata fornita in fase di vendita.
Nel corso della trattativa commerciale mi era stata inoltre prospettata una formula presentata come assimilabile ad un "Valore Futuro Garantito", con possibilità di sostituzione del veicolo dopo un determinato periodo di utilizzo, riconsegna del mezzo e accesso a condizioni economiche agevolate in occasione di un futuro acquisto.
Solo successivamente, esaminando con attenzione la documentazione contrattuale e bancaria, mi rendevo conto che il finanziamento sottoscritto risultava in realtà strutturato come un ordinario finanziamento rateale di lunga durata, privo di una maxi-rata finale tipica delle formule VFG tradizionalmente diffuse nel settore automobilistico. Comprendevo inoltre che il meccanismo prospettato non avrebbe necessariamente consentito l'azzeramento del debito residuo e che, anche dopo anni di pagamento, sarebbe potuta permanere una significativa differenza economica a carico del cliente per poter accedere alla procedura di sostituzione del veicolo.
Con il passare delle settimane iniziavo a richiedere ripetutamente aggiornamenti sulla disponibilità dell'autovettura, sulla sua effettiva ubicazione e sulla data prevista di consegna. Nonostante numerose comunicazioni, non ricevevo indicazioni concrete né una data certa di disponibilità del mezzo.
Nel frattempo effettuavo autonome verifiche documentali e tecniche sul veicolo acquistato, raccogliendo progressivamente documentazione utile a comprendere l'effettiva situazione dell'automobile e del rapporto contrattuale. Tali approfondimenti contribuivano ad accrescere il mio stato di incertezza e le perplessità già maturate circa la trasparenza dell'intera operazione.
Particolarmente preoccupante appariva inoltre il fatto che il finanziamento risultasse ormai attivato e che la prima rata fosse prossima alla scadenza nonostante il veicolo non fosse mai stato consegnato né concretamente messo a mia disposizione.
A fronte della persistente assenza di informazioni e della mancata consegna del bene, provvedevo quindi ad inviare una formale diffida ad adempiere, concedendo un termine per ottenere chiarimenti e per consentire la corretta esecuzione del contratto. Anche tale iniziativa rimaneva sostanzialmente priva di riscontri concreti.
Nel corso delle ulteriori verifiche effettuate prendevo inoltre conoscenza del Provvedimento AGCM n. 31821/2026 relativo alle condizioni contrattuali adottate da Gruppo I.V.A. S.p.A. Approfondendo il contenuto del provvedimento, apprendevo che l'Autorità aveva ritenuto vessatorie diverse clausole presenti nelle condizioni generali di vendita utilizzate dalla società, con particolare riferimento alle disposizioni concernenti i termini di consegna e altre limitazioni dei diritti del consumatore.
La circostanza assumeva particolare rilievo poiché molte delle clausole richiamate dall'Autorità risultavano presenti anche nella documentazione contrattuale da me sottoscritta. Ciò contribuiva ad accrescere ulteriormente la perdita di fiducia nei confronti del venditore e a rafforzare la convinzione che le criticità emerse non fossero riconducibili ad un semplice ritardo operativo.
Decorso inutilmente anche il termine assegnato mediante diffida e in assenza di qualsiasi elemento concreto circa l'effettiva disponibilità del veicolo, comunicavo formalmente la risoluzione del contratto e contestavo il contratto di credito collegato, chiedendo la restituzione delle somme versate e la cessazione degli effetti dell'operazione finanziaria.
Successivamente presentavo inoltre reclamo all'istituto finanziatore e avviavo le ulteriori iniziative di tutela ritenute necessarie presso le competenti autorità e organismi di risoluzione delle controversie.
Ad oggi il veicolo non mi è mai stato consegnato, non ho mai potuto visionarlo personalmente, non ho ricevuto alcuna proposta concreta di consegna e non ho ottenuto il rimborso richiesto. Non è inoltre pervenuto alcun riscontro sostanziale alle contestazioni formalmente sollevate.
Ritengo che la vicenda presenti profili meritevoli di attenzione sotto il profilo della trasparenza delle informazioni fornite al consumatore, delle modalità di commercializzazione dei veicoli usati, della rappresentazione delle formule finanziarie collegate alla vendita e della gestione delle richieste di assistenza e chiarimento successive alla sottoscrizione del contratto.
Pubblico pertanto il presente reclamo affinché altri consumatori possano valutare con attenzione esperienze analoghe e auspico una rapida definizione della controversia mediante restituzione delle somme richieste, chiusura definitiva della pratica e pieno riconoscimento dei diritti del consumatore coinvolto.