In data 24 giugno, a seguito del legittimo inserimento di un metodo di pagamento sul mio profilo personale, i sistemi automatizzati di Amazon hanno chiuso arbitrariamente e senza alcun preavviso il mio account.
Tale blocco algoritmico, palesemente erroneo, costituisce un grave inadempimento contrattuale e sta causando un danno continuativo. Da cinque giorni mi è precluso l'accesso a servizi premium regolarmente pagati, quali l'abbonamento Amazon Prime e l'abbonamento Amazon Music Unlimited. Inoltre, il provvedimento ha causato la totale inoperatività dei dispositivi hardware di mia proprietà integrati nell'ecosistema domotico della mia abitazione (Alexa ed Echo Dot Max), interrompendo funzioni quotidiane essenziali come il controllo dell'illuminazione e la gestione delle routine dei miei figli minori.
Si evidenzia che, circa 30 minuti prima del blocco, avevo interloquito regolarmente via chat con il servizio clienti e che, nella stessa giornata, avevo ricevuto regolarmente delle consegne presso il mio domicilio, elementi che escludono categoricamente qualsiasi ipotesi di attività fraudolenta o account hackerato.
In data 24 giugno ho provveduto a notificare una formale diffida tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) all'indirizzo societario ufficiale (amazonitaliacustomerservices@legalmail.it). Il termine perentorio di 48 ore concesso per il ripristino è ampiamente scaduto nel silenzio più assoluto da parte della società.
Esigo:
L'immediata riattivazione manuale del mio account da parte del Reparto Specialistico.
Un congruo indennizzo economico o storno commerciale commerciale proporzionale ai giorni di totale interruzione dei servizi corrisposti e al grave disagio arrecato alla gestione del mio nucleo familiare.
In difetto, la pratica verrà immediatamente inoltrata all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per pratica commerciale scorretta.