Nel mese di luglio 2026 abbiamo acquistato presso IKEA una cucina progettata su misura, per un importo complessivo di 9.279 € (8.300 € per la cucina, 129 € per la consegna e 850 € per il montaggio).
Le misurazioni e l'intera progettazione sono state effettuate dal personale IKEA. Ci siamo quindi affidati alla loro competenza, aspettandoci un progetto corretto e una cucina pronta per essere installata senza problemi.
I mobili e gli accessori sono stati consegnati in più momenti, tra il 28 agosto e l'8 settembre. Il montaggio era previsto per il 12 settembre 2026. Tuttavia, dopo meno di un'ora di lavoro, gli addetti al montaggio IKEA si sono accorti che il progetto era sbagliato: la disposizione dei mobili non era compatibile con la posizione degli attacchi dell'acqua, del gas e delle prese elettriche. Il montaggio è stato quindi interrotto.
Come se non bastasse, alcuni mobili erano danneggiati e il piano di lavoro era stato consegnato con dimensioni errate, risultando troppo corto.
Ci è stato spiegato che le misure rilevate erano corrette, ma che l'errore riguardava la progettazione IKEA. Abbiamo contattato immediatamente il servizio clienti e, dopo una settimana di telefonate e videoconferenze, siamo finalmente riusciti a ottenere un nuovo progetto, che abbiamo accettato il 18 settembre 2026, con una differenza di prezzo di circa 200 € in meno rispetto a quello originario.
Nel frattempo, IKEA aveva cercato di proporci una cucina completamente diversa da quella acquistata, di valore sensibilmente inferiore, prospettandoci una compensazione della differenza di prezzo tramite un buono acquisto da spendere nei suoi negozi, anziché un rimborso monetario.
Pensavamo che, una volta approvato il nuovo progetto, il problema fosse finalmente risolto. Invece, da quel momento è iniziato un vero e proprio calvario.
Il servizio progettazione ci rimanda al servizio clienti, il servizio clienti all'assistenza post-vendita e quest'ultima nuovamente alla progettazione. Da settimane chiamiamo quasi quotidianamente, trascorrendo anche ore al telefono, spesso in attesa. Ogni volta dobbiamo ricominciare a spiegare l'intera vicenda, riceviamo rassicurazioni e promesse di essere ricontattati entro la sera o al massimo il giorno successivo, ma nessuno ci richiama mai.
A oggi, 15 ottobre 2026, non abbiamo ancora una data per il montaggio della cucina.
La conseguenza più grave è che la nostra famiglia è senza una cucina funzionante e senza un lavandino utilizzabile. I mobili, le scatole e tutti i materiali consegnati occupano gran parte dell'ambiente, rendendo estremamente difficile utilizzare e organizzare lo spazio. Non si tratta di un semplice ritardo: è una situazione che compromette concretamente la nostra vita quotidiana.
Abbiamo pagato quasi 9.300 € per un servizio che avrebbe dovuto comprendere progettazione, consegna e montaggio. Ci siamo affidati a IKEA proprio perché ritenevamo di poter contare sulla sua esperienza. Invece, ci troviamo a subire le conseguenze di errori di progettazione che non abbiamo commesso, con ulteriori problemi relativi ai materiali e un servizio clienti che, nonostante le continue promesse, non è in grado di fornirci una soluzione concreta.
Chiediamo a IKEA:
di fissare immediatamente una data certa e ravvicinata per completare il montaggio;
di sostituire tutti i componenti danneggiati o non conformi e fornire un piano di lavoro delle dimensioni corrette, senza alcun costo aggiuntivo;
di garantire che il progetto approvato venga effettivamente realizzato e che non ci vengano richiesti ulteriori pagamenti per correggere errori imputabili a IKEA;
di valutare un congruo risarcimento per i disagi e gli eventuali danni documentabili causati da questa situazione;
di individuare un referente responsabile della pratica, evitando ulteriori rimbalzi tra i diversi servizi.
Ci rivolgiamo ad Altroconsumo perché riteniamo inaccettabile che un cliente possa trovarsi in questa situazione dopo aver speso una cifra così importante, senza ricevere risposte concrete né una data per la conclusione dei lavori.
Vorremmo sapere se altri consumatori hanno vissuto esperienze analoghe e se esistono iniziative di tutela collettiva o strumenti efficaci per ottenere da IKEA una soluzione definitiva.
Non chiediamo favori: chiediamo che IKEA si assuma le proprie responsabilità e completi correttamente il servizio che abbiamo pagato.