Ho effettuato un acquisto sul sito neibacshop.com comprendente quadri completi di cornici esterne. A causa di inefficienze nella gestione dell'ordine (merce consegnata incompleta e comunicazioni di assistenza estremamente dilatate), ho esercitato tempestivamente e legittimamente il mio diritto di recesso sul bene accessorio (la cornice), rifiutando la consegna del prodotto sostitutivo.
Attualmente, non sono in possesso del bene e il venditore si rifiuta categoricamente di erogare il relativo rimborso (70,00 €), ponendo in essere un'indebita ritenzione della somma.
Violazioni normative contestate:
Falsa applicazione dell'Art. 59, lett. c) del Codice del Consumo: Il venditore nega il rimborso affermando che il prodotto sia "personalizzato" e pertanto escluso dal recesso. Questa tesi è giuridicamente infondata. Ho effettuato l'acquisto limitandomi a selezionare opzioni standard predefinite tramite un configuratore sul loro sito web. La normativa e l'orientamento dell'AGCM tracciano una distinzione netta tra "configurazione" (scelta di combinazioni standard da catalogo, soggetta a recesso e rivendibile) e "personalizzazione" (realizzazione su specifiche uniche fornite dal cliente che rendono il bene inalienabile a terzi). Trattandosi di merce configurata e di serie, il diniego del reso è pretestuoso.
Violazione dell'Art. 52 del Codice del Consumo: Il Diritto di Recesso è un diritto potestativo del consumatore. Il fatto che il venditore abbia sostenuto costi logistici interni per avviare la preparazione del bene non invalida né ostacola l'esercizio di tale diritto.
Presenza di Clausole Vessatorie (Artt. 33 e 36 del Codice del Consumo): Le politiche interne del venditore pubblicate sul sito non possono derogare alle norme imperative dello Stato italiano. Classificare forzatamente un prodotto standard come "personalizzato" per eludere le tutele del consumatore costituisce una clausola vessatoria e, di conseguenza, nulla.
Richiesta:
Chiedo il supporto di Altroconsumo per intimare a NOVA COMMERCE SRL l'immediato rimborso della somma di 70,00 € indebitamente trattenuta, sanzionando il palese tentativo di aggirare la normativa a tutela del consumo.