Ho partecipato con entusiasmo al Premio Internazionale di Poesia Inedita "La Panchina dei Versi", inviando una mia poesia e credendo sinceramente nel valore culturale dell'iniziativa.
Dopo l'invio ho ricevuto una comunicazione nella quale mi veniva detto che ero stato inserito tra gli autori che "possono contendersi la vittoria finale", che la mia poesia era stata selezionata per l'antologia e che rientrava tra i testi ritenuti rappresentativi tra quelli ricevuti.
Da autore questo tipo di comunicazione mi ha fatto percepire di essere vicino a un importante riconoscimento.
Successivamente ho aderito acquistando le copie previste, spendendo circa 70 euro.
Solo rileggendo tutto con maggiore attenzione e vivendo l'esperienza fino in fondo ho avuto la sensazione che la comunicazione fosse molto orientata a creare entusiasmo e adesione all'acquisto dell'antologia e delle ulteriori proposte commerciali presenti nella mail.
Formalmente l'acquisto delle copie era previsto dal bando e non contesto questo aspetto.
Quello che personalmente mi ha lasciato deluso è la percezione creata dalle espressioni utilizzate: " la Aletti editore ha deciso di inserirla tra gli autori che possono contendersi la vittoria finale "è stato selezionato", "testi rappresentativi", "possibile vincitore", unite a numerose ulteriori proposte e vantaggi collegati agli acquisti.
La mia opinione personale è che sarebbe utile una comunicazione più trasparente, indicando chiaramente quanti autori vengono selezionati, quanti vengono pubblicati e quale sia il reale livello di selezione raggiunto.
Questa è stata la mia esperienza personale, che non ripeterò.