In data 15 maggio 2026 ho sottoscritto con 1P Auto S.r.l. un contratto di compravendita avente ad oggetto una Toyota Aygo, telaio JTDKG10CX0N237957, per il prezzo complessivo di € 2.980,00, di cui € 500 indicati nel contratto a titolo di caparra confirmatoria.
Ho integralmente versato il prezzo entro il 21 maggio 2026.
Al momento dell'acquisto mi era stato comunicato verbalmente che sarebbero stati necessari massimo 30 giorni per completare le procedure di immatricolazione del veicolo, avente targa estera, e procedere alla consegna. Mi era stato inoltre riferito che, qualora l'autovettura non fosse stata pronta entro un mese, mi sarebbe stata fornita un'auto di cortesia fino alla consegna.
Trascorso il primo mese senza ricevere né l'autovettura acquistata né l'auto di cortesia prospettata, ho iniziato a ricevere ripetuti rinvii, senza che mi venisse mai comunicata una data certa di consegna.
Successivamente mi è stato assicurato telefonicamente che entro ulteriori 10 giorni lavorativi sarebbe arrivata la targa e l'autovettura sarebbe stata pronta. Anche tale termine, scaduto il 4 agosto 2026, è trascorso senza che il veicolo mi venisse consegnato.
La società mi aveva inoltre comunicato tramite WhatsApp che la pratica e i documenti dell'autovettura si trovavano presso l'Agenzia Elisei, fornendomi direttamente il relativo recapito telefonico e invitandomi a contattarla per informazioni sulle tempistiche.
Il 5 agosto 2026 ho quindi contattato telefonicamente l'Agenzia Elisei e, dopo aver fornito il mio nominativo, il numero di telaio dell'autovettura e la denominazione della società venditrice, mi è stato riferito verbalmente che non risultava alcuna pratica riconducibile ai dati da me comunicati.
A fronte del protrarsi della mancata consegna, in data 5 agosto 2026 ho trasmesso a 1P Auto S.r.l. tramite PEC una formale costituzione in mora e diffida ad adempiere ai sensi degli artt. 1219 e 1454 c.c. e dell'art. 61 del D.Lgs. 206/2005, assegnando alla società un termine di 15 giorni dal ricevimento della PEC per adempiere integralmente alle proprie obbligazioni e consegnare l'autovettura completa di targhe, documenti, chiavi e di quanto contrattualmente previsto.
Nella stessa diffida ho espressamente comunicato che, qualora tale termine fosse trascorso inutilmente senza la completa consegna del veicolo e l'integrale adempimento, il contratto si sarebbe inteso risolto di diritto ai sensi dell'art. 1454 c.c., con conseguente restituzione di tutte le somme da me versate, pari complessivamente a € 2.980,00.
Successivamente all'invio della diffida, mentre era ancora in corso il termine concesso per adempiere, la società mi ha proposto telefonicamente un veicolo da utilizzare temporaneamente. Mi è stato tuttavia precisato che avrei dovuto provvedere personalmente e a mie spese alla relativa copertura assicurativa.
In una successiva comunicazione e-mail, la società ha fatto riferimento a tale proposta qualificandola come “auto di cortesia”. Ho quindi contestato per iscritto tale qualificazione, precisando che il veicolo proposto avrebbe richiesto l'attivazione a mie spese dell'assicurazione e che, pertanto, non mi era stato messo a disposizione un veicolo già assicurato e utilizzabile come quello che mi era stato originariamente prospettato. Mi è stato inoltre comunicato che, al momento, non erano disponibili auto di cortesia.
Nonostante la diffida, il termine assegnato è infine decorso senza che l'autovettura mi venisse consegnata e senza che le obbligazioni indicate nella diffida fossero integralmente adempiute.
In data 21 agosto 2026 ho pertanto trasmesso un'ulteriore PEC alla società, prendendo formalmente atto dell'inutile decorso del termine e della conseguente risoluzione del contratto, dichiarando di non essere più interessato ad una tardiva consegna del veicolo e richiedendo l'immediata restituzione dell'intera somma versata, pari a € 2.980,00.
Ad oggi non ho ricevuto il rimborso dell'importo versato.
Dopo oltre tre mesi dal pagamento integrale del prezzo, numerosi rinvii, la mancata consegna del veicolo e l'inutile decorso del termine formalmente assegnato con la diffida ad adempiere, chiedo pertanto la restituzione integrale e immediata dei € 2.980,00 versati e l'assistenza di Altroconsumo per ottenere quanto dovuto e tutelare i miei diritti.
Sono in possesso e posso produrre a supporto del reclamo il contratto di compravendita, la documentazione relativa ai pagamenti, le PEC, le e-mail, le conversazioni WhatsApp e l'ulteriore documentazione relativa alla vicenda.