Spettabile Amazon.it,
acquistavo un Apple iPhone 15 Pro presso Amazon.it con ordine n. 171-8625669-6940300 (vedi allegato 0).
Poiché l'iPhone a me consegnato, sin dal primo utilizzo manifestava difetti nel conteggio delle distanze (app Salute) creandomi gravi danni negli allenamenti in quanto sono runner professionista e – secondariamente – anche nella affidabilità della batteria. Nei termini denunciavo ad Amazon quanto evidenziato (vedi allegati 1 e 2).
Poiché cambiare telefono, anche solo per mandarlo in assistenza, richiede parecchio lavoro, acquistavo un orologio contapassi da polso – che collegavo correttamente all’iPhone – per sopperire alle défaillances dell’iPhone.
Il difetto del conteggio delle distanze errato si ripresentava anche con l’orologio contapassi perfettamente collegato. E inoltre la batteria perdeva vertiginosamente efficienza, così, sempre nei termini, contattavo il venditore Amazon che mi chiedeva di mandarlo in assistenza.
Dopo 40 giorni in assistenza, l’iPhone tornava a mie mani. Apparentemente pareva funzionare ma in realtà nascondeva una ulteriore insidia: inserendo la scheda sim l’iPhone si bloccava, si riavviava continuamente fino a non accendersi più. Contattavo nuovamente Amazon non mi proponeva nessuna alternativa, se non di rendere l’oggetto. L’operatore Amazon (senza alcuna mia richiesta) creava così un’etichetta di reso (codice JF70053649236) che utilizzavo in data spedire l’oggetto in data 10/07/2026.
Giorno 14/07/2026, il mio iPhone raggiungeva centro resi Amazon. Trascorsi dunque 31 giorni dalla consegna presso centro resi Amazon, e non avendo ricevuto alcun accredito, contattavo il servizio clienti Amazon.
Amazon mi informava che il rimborso era stato emesso (allegato 3), ma era stato bloccato dallo specialista dell’account senza che io fossi preventivamente informato. Chiedevo allora la restituzione dell’oggetto, ma il servizio clienti Amazon rispondeva che l'articolo ricevuto era stato smaltito e pertanto non era possibile la ripetizione.
Decido allora di contattare lo specialista dell’Account Amazon. Dicendomi amareggiato nell'apprendere di essere stato segnalato. Visto che nell’anno 2026 ho effettuato un totale di 21 ordini su Amazon.it, spendendo 2.082,00 €. Di tale totale – che rappresenta il 100% della mia spesa – solo il 19% è stato oggetto di reso per problemi relativi a confezionamento errato, articoli mancanti o errati e, molto spesso, perché era Amazon stessa a richiedere a me i resi.
Esattamente come con il reso relativo all'ordine n. 171-8625669-6940300 (il mio iphone) è stato richiesto esclusivamente da Amazon, non da me. La procedura di reso è stata avviata perché Amazon richiedeva l'invio dell'articolo in riparazione per 40 giorni. Al termine di questo periodo, l'articolo è stato restituito danneggiato; con l’effetto di aver perso tutti i miei dati e la sensazione di essere rimasto isolato dal mondo. Essere costretto a stare senza il mio iphone mi ha causato un forte disagio psicologico. Come tutti voi oggi ben sapete, il cellulare è diventato un'estensione di sé, una "protesi emotiva" e un custode della propria identità, contenente foto, ricordi, contatti e conti bancari. Ho provato la bruttissima sensazione di aver perso "pezzi della mia vita" e di me stesso. Ciò ha generato un profondo senso di vulnerabilità legato alla perdita di privacy e al timore che degli estranei potessero accedere ai miei dati personali.
Tanto fin qui esposto e alla luce di quanto espresso, avendo Amazon trattenuto indebitamente l'esborso nonostante la ricezione tempestiva del medesimo articolo a me consegnato, ha realizzato l'illecito dell'arricchimento senza causa previsto dall'art 2041 del cod. civ. italiano. In tale articolo 2041 si legge: “Chi, senza una giusta causa, si è arricchito a danno di un'altra persona, è tenuto, nei limiti dell'arricchimento, a indennizzare quest'ultima della correlativa diminuzione patrimoniale. Qualora l'arricchimento abbia per oggetto una cosa determinata, colui che l'ha ricevuta è tenuto a restituirla in natura, se sussiste al tempo della domanda.”
L'ingiustificato arricchimento rientra tra le fonti di obbligazione che hanno origine dalla legge. Tuttavia la sua importanza è molto maggiore di quella che potrebbe avere una singola fonte tipica di obbligazione, come la vendita o la promessa unilaterale, in quanto è espressione di un principio generale dell'ordinamento, per cui ogni spostamento patrimoniale deve avere una sua giustificazione.
Tanto premesso e in totale accordo con le politiche di rimborso presenti alla pagina "Rimborsi" www.amazon.it/gp/help/customer/display.html/?nodeId=GKQNFKFK5CF3C54B ovvero con le politiche "Condizioni d'uso e di vendita" www.amazon.it/conditionsofuse, poiché manca – ovvero è del tutto assente – la causa del negozio e non trovando giustificazione l’indebito spostamento patrimoniale, diffido formalmente Amazon a provvedere al rimborso integrale della somma di €949,00 entro e non oltre giorni 7 dal ricevimento della presente, tramite riaccredito sul mezzo di pagamento originario.
Trascorso infruttuosamente il termine mi riservo le ulteriori autorità competenti senza ulteriore preavviso.
Distintamente,
Stefano Mormile.