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Mancato rispetto termini diritto di recesso e relativo rimborso

In lavorazione Pubblico

Bella e in forma per sempre di: Megae Ltd Company n° 129755

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Annullamento del servizio

Reclamo

N. D.

A: Bella e in forma per sempre di: Megae Ltd Company n° 129755

28/05/2026

Spettabile Altroconsumo, ​Con la presente rivolgo formale istanza di supporto a codesta Associazione affinché sia tutelata la mia posizione di consumatrice a fronte della condotta palesemente scorretta, abusiva e contraria alle norme del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) perpetrata dalla società Megae Ltd, gestrice della piattaforma di coaching e servizi online denominata "Bella e in Forma in 30 Minuti". ​I FATTI Nel mese di marzo 2026, ho deciso di aderire a una nuova proposta commerciale della suddetta società, sottoscrivendo un abbonamento di durata annuale. Contestualmente alla sottoscrizione, ho provveduto al pagamento della prima rata dell'abbonamento, pari a € 216,34, eseguito tramite bonifico bancario regolare. ​In data 06/04/2026, a seguito di valutazioni personali e avvalendomi delle tutele riconosciute dalla legge italiana ed europea, ho deciso di recedere dal contratto. L'invio della formale comunicazione di recesso (ripensamento) è avvenuto a mezzo PEC (Posta Elettronica Certificata) in data 6 aprile 2026. Tale comunicazione è stata inoltrata ampiamente entro il termine di 30 giorni previsto in via generale sia dall'Articolo 11.1 dei Termini e Condizioni contrattuali predisposti dalla stessa Megae Ltd, sia entro il termine minimo di 14 giorni sancito dall'Articolo 52 del Codice del Consumo per i contratti stipulati a distanza fuori dai locali commerciali. ​A seguito della mia PEC, l'assistenza clienti della società (nella persona dell'operatrice Francesca) ha risposto confermando l'avvenuta interruzione immediata del servizio e la disattivazione del mio account sulla loro piattaforma ("Accademia"), precisando che il contratto deve intendersi risolto e che non sarò tenuta al pagamento delle rate residue successive. Tuttavia, la società ha contestualmente comunicato il rifiuto categorico a procedere al rimborso della prima rata di € 216,34 da me già corrisposta. ​IL PRETESTO DELL'AZIENDA E LA VESSATORIETÀ DELLA CONDOTTA A giustificazione del negato rimborso, la società ha richiamato la clausola 11.5 dei propri Termini e Condizioni. Secondo l'interpretazione dell'azienda, il diritto al rimborso sarebbe escluso per gli utenti che abbiano "già avuto accesso alla piattaforma e ai contenuti anche in precedenza". Nel mio caso specifico, l'operatrice ha evidenziato che, avendo io attivato in passato un vecchio abbonamento di tipo mensile (rapporto contrattuale del tutto indipendente, concluso, esaurito ed estinto da tempo), perderei il diritto di ripensamento sul nuovo contratto annuale. ​Tale posizione è giuridicamente insostenibile e palesemente illegittima per le seguenti ragioni: ​Autonomia contrattuale: L'abbonamento annuale sottoscritto a marzo 2026 non costituisce la proroga del vecchio mensile, bensì un vincolo contrattuale totalmente nuovo, caratterizzato da condizioni economiche, scadenze, corrispettivi e obblighi differenti. ​Indisponibilità del diritto di recesso: Il diritto di recesso per i contratti a distanza è un principio cardine della tutela del consumatore. Una clausola che pretenda di annullare o limitare il diritto di ripensamento su un Crypto o nuovo acquisto, basandosi esclusivamente su rapporti storici passati e già estinti, configura una gravissima limitazione. Ai sensi dell'Articolo 33 e seguenti del Codice del Consumo, tale clausola determina un significativo squilibrio dei diritti a danno del consumatore ed è pertanto da considerarsi nulla e vessatoria. ​IL TENTATIVO DI RISOLUZIONE BONARIA (RIFIUTATO) Nonostante la normativa preveda il rimborso integrale a seguito di un tempestivo recesso, mossa da un principio di assoluta correttezza e buona fede, ho formulato per iscritto all'azienda una proposta di conciliazione amichevole. Riconoscendo il valore del tempo dedicatomi dall'assistenza nei primi 20 giorni di attivazione, ho autorizzato formalmente la Megae Ltd a trattenere la somma forfettaria di € 80,00 a titolo di indennizzo per il servizio fruito, richiedendo la restituzione della sola parte restante della rata, pari a € 136,34 (€ 216,34 iniziali meno gli € 80,00 offerti). ​Si evidenzia che la cifra di € 80,00 da me offerta per soli 20 giorni è persino superiore al valore di una loro singola mensilità standard. Ciononostante, la società ha opposto un rifiuto totale anche a questa proposta di assoluto buon senso, confermando la volontà di trattenere l'intero importo di € 216,34. Tale comportamento configura un ingiustificato arricchimento a danno della sottoscritta. ​RICHIESTE AD ALTROCONSUMO Tutto ciò premesso, chiedo l'intervento di Altroconsumo affinché: ​Venga contestata formalmente alla società Megae Ltd la condotta commerciale scorretta e l'applicazione di interpretazioni contrattuali vessatorie in violazione del D.Lgs. 206/2005. ​Venga intimato alla società l'immediato rimborso della somma spettante (pari all'intero importo di € 216,34 o, in subordine, alla cifra di € 136,34 in linea con la proposta conciliativa da me avanzata in buona fede). ​Il presente reclamo venga gestito in modalità PUBBLICA sul portale, affinché rimanga traccia della scarsa trasparenza della politica di recesso di questo operatore. ​Resto a disposizione per inoltrare al team legale di Altroconsumo l'intera documentazione probatoria in mio possesso, che provvede ad allegare già alla presente istanza: ​Copia dei Termini e Condizioni del servizio (Artt. 11.1 e 11.5). ​Ricevuta del bonifico bancario di € 216,34 effettuato a marzo 2026. ​Copia e ricevute della PEC di recesso inviata in data 06/04/2026. ​Screenshot integrali delle comunicazioni e-mail di diniego inviate dall'operatrice Francesca per conto dell'azienda. ​Fiduciosa in un vostro tempestivo e autorevole intervento per far valere i miei diritti di consumatrice, porgo cordiali saluti.


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