A seguito di un solo e unico utilizzo delle calzature acquistate online, la tomaia in pelle ha manifestato un cedimento e una spellatura anomala nella parte della punta. Ho contattato tempestivamente l'assistenza clienti chiedendo l'applicazione della Garanzia Legale di Conformità (art. 135-bis e ss. Codice del Consumo).
L'azienda ha reiteratamente respinto la richiesta via foto, adducendo motivazioni pretestuose (ipotesi di utilizzi ripetuti o su terreni dissestati). Successivamente, dopo la mia contestazione formale sul rispetto del Codice del Consumo, l'azienda mi ha fornito un'etichetta di reso per una verifica fisica a loro carico.
Prima di spedire il pacco, ho provveduto a pulire le suole e ho inviato al servizio clienti fotografie e video ad alta risoluzione che attestano in modo inequivocabile lo stato del prodotto: la zigrinatura della pianta e del tacco è del tutto intonsa, dimostrando l'assenza di usura e confermando il singolo utilizzo.
Nonostante le prove oggettive fornite, l'azienda ha confermato il rifiuto del reso sostenendo che la suola sia "consumata" e la tomaia danneggiata da "sfregamento". Attualmente Pittarello trattiene il prodotto presso i propri magazzini, rifiuta il rimborso o la sostituzione e richiede che io mi faccia carico delle spese di spedizione per riavere il bene difettoso.
Richiesta:
Chiedo l'intervento di Altroconsumo affinché Pittarello adempia agli obblighi di legge previsti dalla Garanzia Legale di Conformità, procedendo con:
1. Il rimborso integrale della somma versata per l'acquisto del prodotto.
2. Il riconoscimento della corretta applicazione dei diritti del consumatore senza ulteriori addebiti o spese di trasporto a mio carico.