Il giorno 21 maggio alle ore 16:00 ho contattato un fabbro a causa dell’impossibilità di aprire la porta della camera da letto, all’interno della quale era rimasta bloccata la mia compagna, a letto con la febbre.
All’arrivo, l’operatore mi ha comunicato che il costo dell’intervento sarebbe stato di 280 € + IVA (61,60 €). Pur ritenendo la cifra elevata, ho acconsentito per via dell’urgenza.
Dopo una prima valutazione, mi è stato spiegato che sarebbe stato necessario praticare un foro all’altezza della serratura, assicurandomi che il danno sarebbe stato successivamente coperto dalla placchetta. Non riuscendo però a sbloccare la porta, l’operatore ha effettuato un secondo foro all’altezza della maniglia, fornendo la medesima rassicurazione.
Una volta aperta la porta, mi è stato comunicato che non sarebbe stato possibile ripristinare né la serratura né la maniglia, se non procedendo alla loro sostituzione con un costo di 380 € + IVA. A quel punto, avendo la porta danneggiata e inutilizzabile, ho dato il mio consenso, ritenendo che tale importo comprendesse anche il precedente intervento.
Solo al termine dei lavori ho invece scoperto che mi venivano richiesti separatamente 380 € + 280 €, oltre IVA, per un totale ben superiore a quanto avevo compreso. Il tutto è avvenuto a lavori già eseguiti, in una situazione di forte disagio, con mio figlio di 3 anni appena rientrato a casa.
Ho provveduto al pagamento, ma ho inoltre rilevato che nella fattura è stato indicato un intervento su porta blindata, circostanza non veritiera.
Ho successivamente contattato il servizio clienti per richiedere chiarimenti, ma ad oggi non ho ricevuto alcun riscontro.
Ritengo quanto accaduto scorretto sia dal punto di vista della trasparenza dei costi, sia per la descrizione non veritiera riportata in fattura.