Buongiorno,
in data 27/5 u.s. mia moglie, Anna Maria Castellini, ha inviato all'indirizzo info@creostoregenova.it una mail con la quale richiedeva conto a Voi a proposito di una macchia apparsa sul ripiano del lavello della cucina da noi acquistata con fattura 2683- Se del 12/11/2025 e consegnata il giorno seguente. Detta macchia è stata causata da me per aver appoggiato sul ripiano, coperto da uno straccio umido, una pentola tolta dal piano ad induzione della cucina medesima. Ci siamo rivolti al Vostro punto vendita di Sestri Ponente, dove abbiamo acquistato la cucina, chiedendo lumi, alla responsabile, sul danno, anche solo per sapere se fosse possibile con qualche prodotto idoneo, provvedere al ripristino della condizione originale . La Signora non ha risposto, si è solamente meravigliata del fatto che non abbiamo pensato di utilizzare un sottopentola, praticamente esprimendo una perplessità sulla nostra percezione delle nostre azioni. Mia moglie ha provato a dire che se si fosse saputo che il materiale con cui è costruito, la fragranite, non sopporta il contatto con le pentole calde, avremmo preso delle precauzioni, magari proprio facendo uso di sottopentola, di cui, Vi assicuro, abbiamo entrambi contezza della loro esistenza. Probabilmente avremmo ripiegato sul tradizionale lavandino in acciaio, nostro malgrado. Ci ha comunque consigliato di scrivervi, cosa che abbiamo fatto, senza ottenere nessun riscontro. Ora, Vi (ri)chiedo "avete qualche soluzione da proporre o preferite continuare a tacere?"
Rispondete direttamente all'Altro Consumo.
Paolo Codeluppi