Pronto intervento elettrico da 427 €: guasto non individuato e presa lasciata con fili scoperti
Tipologia di problema:
Problemi nell'esecuzione del lavoroReclamo
D. M.
A: BFP SERVICES SRLS
Il 30 agosto 2026, mentre io e la mia compagna stavamo pulendo l’appartamento appena acquistato e non ancora abitato, durante l’utilizzo di una vaporella vicino a una presa della cucina si è interrotta completamente la corrente nell’abitazione. Fino a quel momento l’impianto aveva funzionato regolarmente. Le utenze erano state correttamente volturate e attivate a luglio. Prima di chiamare un elettricista abbiamo effettuato autonomamente diverse verifiche: abbassato e rialzato il contatore, controllato il quadro elettrico interno, provato il salvavita e lasciato trascorrere due giorni per escludere che vi fosse ancora umidità nella presa. Nel resto del condominio la corrente era regolarmente presente. Non conoscendo elettricisti e avendo urgenza di rendere abitabile la casa, il 2 settembre ho contattato tramite internet un servizio di pronto intervento, poi gestito da BFP Services SRLS. Durante la telefonata ho spiegato nel dettaglio quanto accaduto e ho chiesto espressamente il costo. Mi è stato comunicato un costo di 50 euro per l’uscita, specificando che il tecnico, una volta sul posto e compreso il problema, avrebbe formulato il preventivo e avremmo potuto decidere se effettuare o meno i lavori. L’intervento è avvenuto il 2 settembre, indicativamente alle ore 18. Una volta arrivato, il tecnico mi ha però comunicato immediatamente che la “ricerca del guasto”, anche solo per utilizzare lo strumento di misurazione, sarebbe costata 350 euro + IVA, quindi complessivamente 427 euro. Ho fatto presente che telefonicamente mi era stato prospettato un costo di 50 euro per l’uscita con successivo preventivo, ma mi è stato risposto che i 50 euro riguardavano soltanto il diritto di chiamata. Avendo necessità di risolvere rapidamente il problema, ho accettato. Il tecnico ha effettuato alcune verifiche sul quadro interno e mi ha riferito che “la corrente arriva” e che ci sarebbe stata “un po’ di dispersione”. Ha poi scollegato la presa della cucina che io stessa avevo indicato come possibile origine del problema. Nonostante ciò, la corrente non è tornata. Successivamente ha iniziato a ipotizzare che il problema potesse dipendere da bollette non pagate, nonostante gli avessi ripetutamente detto che il contratto era regolarmente attivo e che non risultavano morosità. Dopo pochi minuti di verifiche mi ha comunicato che, per continuare ulteriormente la ricerca del guasto, avrei dovuto sostenere altri costi. A quel punto non ho autorizzato ulteriori spese, avendo già accettato 350 euro + IVA proprio per quella che mi era stata presentata come “ricerca del guasto”. L’intervento si è quindi concluso senza individuare né risolvere il problema. Un altro elemento che contesto è che il documento denominato “Contratto di pronto intervento”, sul quale compare la voce “preventivo stimato lavori € 350”, mi è stato sottoposto per la firma soltanto al termine dell’intervento, e non prima. Sullo stesso documento è stata inoltre riportata la dicitura manoscritta relativa a una “ricerca del guasto iniziale” e al fatto che il cliente avrebbe deciso di fermarsi. Prima dell’intervento, però, non mi era stato spiegato che i 350 euro + IVA avrebbero coperto soltanto una fase iniziale della ricerca né che per proseguire sarebbero state richieste ulteriori somme. Dopo la partenza del tecnico ho contattato sia il fornitore sia il distributore di energia elettrica. Mi è stato confermato che il contratto era regolarmente attivo, che non vi erano problemi di pagamento e che l’alimentazione arrivava regolarmente al contatore. La sera stessa abbiamo avuto la possibilità di parlare telefonicamente con un altro elettricista, al quale abbiamo spiegato l’accaduto. Ci ha suggerito di verificare la presenza di un ulteriore dispositivo di protezione posto tra il contatore e l’impianto dell’appartamento. Lo abbiamo individuato nelle vicinanze del contatore e abbiamo constatato che era scattato. È stato sufficiente riarmarlo perché la corrente tornasse immediatamente e integralmente in tutto l’appartamento, senza effettuare alcuna riparazione. Il 3 settembre ho quindi contestato formalmente a BFP Services l’intervento e chiesto il rimborso integrale dei 427 euro, evidenziando anche la discordanza tra il prezzo prospettato telefonicamente e quello richiesto sul posto, il fatto che il guasto non fosse stato individuato e la richiesta di ulteriori somme per proseguire la stessa ricerca. BFP Services ha confermato il 4 settembre di aver ricevuto il reclamo e di voler effettuare le verifiche necessarie. Successivamente è emerso un ulteriore problema, a mio avviso molto serio. Il tecnico, durante l’intervento, aveva scollegato la presa della cucina dicendomi sostanzialmente: “te la lascio così, così quando chiamerai un elettricista potrà vedere qual è”. Controllando successivamente la presa, abbiamo constatato che era stata lasciata non funzionante, con alcuni conduttori scollegati e con estremità in rame visibilmente scoperte e prive di protezione isolante, come documentato dalle fotografie inviate anche all’azienda. Per ragioni di sicurezza abbiamo quindi evitato di riattivare il relativo circuito delle prese, in attesa di una corretta verifica e messa in sicurezza. Nella mia integrazione al reclamo ho chiesto a BFP di spiegare per quale motivo la presa fosse stata lasciata in quelle condizioni e se intendessero provvedere, a loro spese, al ripristino. Ho ribadito che, a fronte del pagamento di 427 euro, il problema originario non era stato individuato né risolto e che una presa precedentemente funzionante risultava ora inutilizzabile. L’11 settembre ho sollecitato un riscontro. Il 14 settembre BFP Services mi ha risposto che la situazione era ancora al vaglio e che avrei ricevuto una decisione “comunque non oltre i prossimi 7 giorni”. Trascorso anche tale termine senza alcuna decisione, il 24 settembre ho inviato un ulteriore sollecito, ricordando che il termine indicato dalla stessa azienda era ormai decorso. Nello stesso giorno BFP Services ha comunicato che, a causa di “particolari aspetti della pratica e delle successive integrazioni”, la questione era stata rimessa al vaglio dell’ufficio legale e amministrativo, senza però indicare una nuova tempistica né fornire una decisione sul rimborso. Alla mia ulteriore comunicazione hanno risposto semplicemente che l’ufficio competente avrebbe deciso “quale che sia la decisione”. Ad oggi, quindi, ho pagato 427 euro per una ricerca del guasto che non ha individuato né risolto la causa dell’interruzione, mi sono state prospettate ulteriori spese per continuare la stessa ricerca e una presa sulla quale il tecnico è intervenuto è stata lasciata non funzionante, con conduttori scoperti e da mettere in sicurezza. Il problema generale dell’assenza di corrente è stato invece risolto successivamente con il semplice riarmo di un dispositivo di protezione che il tecnico intervenuto non aveva individuato. Chiedo pertanto la restituzione integrale dei 427 euro corrisposti, oltre a un riscontro chiaro sulle condizioni in cui è stata lasciata la presa e sugli eventuali costi necessari per il suo ripristino in sicurezza.
Messaggi (2)
BFP SERVICES SRLS
A: D. M.
In merito a quanto descritto dal cliente, confermiamo la presa in carico della sua pratica, confermiamo che il cliente quasi due settimane dopo presentava ulteriori problematiche non da noi riscontrabili e confermiamo che daremo al cliente un riscontro appena possibile, ma anticipiamo già che alcune delle sue contestazioni non corrispondono a elementi verificati da parte nostra Cordiali Saluti Assistenza Clienti Il giorno 25 set 2026, alle ore 11:45, reclami@altroconsumo.it ha scritto:
D. M.
A: BFP SERVICES SRLS
Prendo atto della risposta di BFP Services, ma ritengo necessario precisare alcuni elementi, anche perché la loro replica sembra concentrare l’attenzione soprattutto sulla successiva segnalazione relativa alla presa, mentre il punto principale della nostra contestazione è un altro ed era stato formalmente sollevato già il giorno successivo all’intervento. La contestazione principale è stata infatti inviata il 3 settembre 2026, a seguito dell’intervento effettuato il 2 settembre, con richiesta di rimborso dei €427 corrisposti. Il problema centrale riguarda la prestazione di “ricerca del guasto” per la quale ci sono stati richiesti €350 + IVA. Prima dell’intervento, telefonicamente, ci era stato indicato un costo di €50 per l’uscita, precisando che il tecnico, una volta verificata la situazione, avrebbe formulato un preventivo e avremmo potuto decidere se procedere. Una volta arrivato presso l’abitazione, il tecnico ci ha invece comunicato che la ricerca del guasto, anche soltanto per iniziare ad utilizzare lo strumento di misurazione, avrebbe avuto un costo di €350 + IVA. Abbiamo accettato proprio perché tale somma ci è stata presentata come corrispettivo della “ricerca del guasto”. Dopo alcune verifiche, tuttavia, la causa dell’assenza totale di corrente non è stata individuata e ci è stato comunicato che per continuare ulteriormente la stessa ricerca sarebbero stati necessari altri costi. È questo uno degli elementi principali della contestazione: dopo aver accettato €350 + IVA espressamente per la ricerca del guasto, ci è stato chiesto un ulteriore esborso per proseguire quella medesima attività. Il tecnico aveva inoltre riferito che all’interno dell’abitazione “la corrente arrivava”, aveva ipotizzato una dispersione e successivamente anche possibili problemi relativi alla fornitura o al pagamento delle utenze. Dopo la sua partenza abbiamo contattato fornitore e distributore, ricevendo conferma della regolarità della fornitura e della presenza di alimentazione al contatore. Nella stessa serata abbiamo poi ricevuto indicazioni telefoniche da un altro elettricista, che ci ha suggerito di verificare la presenza di un ulteriore dispositivo di protezione posto tra il contatore e l’impianto dell’appartamento. Siamo stati noi a individuarlo e a riarmarlo. Il dispositivo risultava scattato e il semplice riarmo ha ripristinato immediatamente l’alimentazione dell’intero appartamento, senza necessità di alcuna riparazione o ulteriore intervento tecnico. Nessun altro elettricista è mai entrato nell’abitazione, ha avuto accesso all’impianto o è intervenuto materialmente dopo il tecnico BFP. Pertanto, la nostra contestazione non consiste semplicemente nell’affermare che “il tecnico non ha trovato il guasto”. Il punto riguarda le modalità con cui è stata eseguita la ricerca, la mancata verifica del dispositivo che aveva effettivamente interrotto l’alimentazione, le valutazioni effettuate durante l’intervento e la successiva richiesta di ulteriori somme per continuare una ricerca già pagata €350 + IVA. Resta inoltre contestata la modalità con cui è stato definito il prezzo: telefonicamente erano stati prospettati €50 per l’uscita con successivo preventivo; una volta arrivato il tecnico sono stati invece richiesti €350 + IVA per iniziare la ricerca. Il documento recante la voce “preventivo stimato lavori €350” ci è stato sottoposto per la firma soltanto al termine dell’intervento. La questione della presa rappresenta quindi un elemento ulteriore e successivo della contestazione, non il suo nucleo principale. Durante l’intervento il tecnico BFP aveva scollegato la presa da noi indicata come possibile origine del problema e ci aveva riferito, in sostanza, che l’avrebbe lasciata in quel modo affinché un eventuale successivo elettricista potesse riconoscerla. Solo successivamente, non possedendo competenze tecniche in materia elettrica e avendo inizialmente fatto affidamento su quanto riferito dal tecnico circa il fatto che la presa fosse stata “isolata”, ci siamo resi conto che presentava conduttori scollegati con estremità in rame scoperte. Abbiamo quindi documentato fotograficamente la situazione e informato BFP. Precisiamo nuovamente che nessun altro elettricista è mai intervenuto sulla presa né sull’impianto. La presa è tuttora nelle condizioni in cui è stata lasciata dopo l’intervento BFP. Disponiamo della documentazione relativa all’intera vicenda: contestazione presentata il giorno successivo all’intervento, corrispondenza intercorsa con la società, fotografie e successive comunicazioni. Dopo diversi solleciti, BFP Services ha infine affidato la pratica al proprio legale, che ha formalmente respinto la richiesta di rimborso. Abbiamo risposto anche a tale comunicazione, rettificando alcune circostanze fattuali, tra cui l’erronea affermazione secondo cui sarebbe intervenuto successivamente un altro elettricista presso l’immobile. Resta quindi ferma la nostra richiesta di rimborso integrale dei €427 corrisposti. A seguito del rigetto formale ricevuto dal legale di BFP Services, stiamo valutando le ulteriori iniziative e gli strumenti di tutela da intraprendere sulla base della documentazione raccolta.
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